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Google Adwords

Perché non visualizzo i miei annunci AdWords: la Top 10

Il tuo account Google AdWords è strutturato, le parole chiave sono caricate e il testo dell’annuncio è ottimizzato. Attivi la tua campagna AdWords con grandi aspettative e poi … niente. Nessuna spesa. Nessuna impressione. Nessun clic. Non ti preoccupare, può accadere a chiunque! E’ probabile che nel tuo account vi è un problema che impedisce che il testo dell’annuncio venga visualizzato, ci sono diversi motivi per cui i tuoi annunci non vengono visualizzati in Google.

A volte riceviamo domande riguardanti i problemi di pubblicazione degli annunci in Google. Ecco dunque un elenco di 10 principali motivi per cui i tuoi annunci potrebbero non essere visualizzati in Google, per tutto il resto contattaci.

1. Campagna / gruppo di annunci in pausa

Può sembrare intuitivo, ma assicurati che la tua campagna e il gruppo di annunci siano impostati su Attivo.

2. Annunci non approvati

I tuoi annunci saranno disapprovati se il testo dell’annuncio non rispetta i criteri di Google: puoi controllare manualmente le approvazioni degli annunci in AdWords facendo clic sulla scheda Annunci per la tua campagna e controllando la colonna Stato che ti informerà se l’annuncio è approvato, disgregato o approvato (limitato). Se l’annuncio non è approvato, fai clic sul piccolo punto interrogativo per ottenere maggiori informazioni sullo stato dell’annuncio.

3. Parole chiave non approvate

AdWords esamina e approva anche le tue parole chiave. Google AdWords non consente prodotti e siti pubblicitari relativi a armi da fuoco, droga, sigarette, pornografia, alcolici, fuochi d’artificio e altro ancora. Come le approvazioni degli annunci, è possibile verificare l’approvazione delle parole chiave nell’interfaccia facendo clic sulla scheda Parole chiave e controllando la colonna di stato dell’annuncio in questione.

4. Parole chiave negative

Aggiungere le parole chiave a corrispondenza inversa alle tue campagne è una buona idea per bloccare il traffico indesiderato, ma devi prestare attenzione, soprattutto quando si utilizza una corrispondenza generica in negativo. Rivedere la tua lista di parole chiave a corrispondenza inversa può essere una buona idea, per controllare che queste non annullino le tue parole chiave positive.

5. Le offerte per parola chiave superano il budget giornaliero

Le offerte per le parole chiave potrebbero essere troppo alte per il tuo budget giornaliero. Ad esempio, se il CPC max di una parola chiave è impostato su euro 3 e il tuo budget giornaliero è di soli euro 10, Google sicuramente non visualizzerà i tuoi annunci per quella parola chiave. Se questo è il caso, basterà dunque tenere le offerte più basse e/o aumentare il budget giornaliero.

6. Volume di ricerca ridotto

Il basso volume di ricerca potrebbe essere un’altra ragione per cui i tuoi annunci non ricevono impressioni. Puoi controllare se le parole chiave del tuo account dispongono di un basso volume di ricerca facendo clic nella sezione Parola chiave e sulla colonna Stato; se le tue parole chiave soffrono di un basso volume di ricerca, consulta il pianificatore di parole chiave di AdWords per trovare nuove parole chiave correlate che avranno un volume di ricerca superiore.

7. Problemi di fatturazione

Rivedere le informazioni di fatturazione dell’account per confermare la sua correttezza (numero della carta di credito, scadenza, indirizzo, ecc.). Se Google ha un problema con il sistema di fatturazione, non verranno pubblicati i tuoi annunci.

8. Pianificazione errata dell’annuncio

Anche la pianificazione degli annunci può impedire che i tuoi annunci vengano visualizzati al tuo pubblico di destinazione. Ad esempio, se stai commercializzando un prodotto B2B, una pianificazione degli annunci errata mostra i tuoi annunci solo durante la notte.

9. Aggiustamento delle offerte in negativo

Le correzioni delle offerte potrebbero essere un’altra ragione: per esempio un aggiustamento delle offerte in negativo sui dispositivi mobili in una campagna mobile eviterebbe ovviamente ogni impressione e clic.

10. Questione di pazienza

Se tutto il resto fallisce, a volte è meglio aspettare. L’approvazione di Google per il testo degli annunci e le parole chiave può richiedere fino a cinque giorni.

[img @ppchero]

Cosa scegliere ? Bing Ads o Google Adwords

Se hai mai visto una campagna PPC, quasi sicuramente sei incappato in un annuncio creato tramite Google Adwords, lo strumento di Google per fare pubblicità a pagamento online.

Perchè Bing Ads è una valida alternativa ?

Perchè scegliere Bing Ads per le nostre campagne Web Marketing? Bing è invece la piattaforma ideale per gestire gli annunci pubblicitari su Bing, il motore di ricerca di Microsoft (il diretto concorrente di Google, per intenderci). Il servizio di Google continua comunque a detenere il primato nelle ricerche in Italia, ma Bing Ads nell’ultimo anno è cresciuto molto catturando l’attenzione di molti marketer, piccoli e grandi.

“Cane e gatto, chi l’ha detto che non si può?” (cit. @Strogoff_it) Potresti fare lo stesso ragionamento per i servizi di PPC: chi ha detto che non si possono utilizzare entrambi con profitto?

Ecco perché usare anche la piattaforma di Microsoft:

• permette di importare vecchie e nuove campagne pubblicitarie online con Adwords tramite lo strumento di importazione e l’inserimento delle proprie credenziali Google (sicuramente una funzionalità indispensabile per poter attirare specialist non desiderosi di rifare da capo il lavoro appena concluso)

• ha dalla sua parte un CPC (costo per clic) sempre minore

• puoi raggiungere fasce di mercato che su AdWords sono sature, parliamo in particolare del settore turismo, B2B, servizi finanziari e shopping: in questi settori di mercato il CPC è nettamente inferiore perché la concorrenza è minore rispetto ad AdWords.

Non esiste assolutamente un vincitore tra le due note piattaforme di Search Engine Marketing.

La verità è che questi due servizi non devono essere avversari, ma complici nello stesso vittorioso team. La scelta più giusta è quella di sfruttare i vantaggi di entrambe le piattaforme, tenendo conto delle loro principali differenze: il nostro consiglio è di avviare le tue campagne di Web Marketing innanzitutto su Adwords, solo successivamente le stesse sono da importare su Bing Ads dividendo correttamente il budget. Bing ha infatti costi certamente più contenuti (ipotizziamo spesso il 10% dei costi Adwords), poca concorrenza ma anche introiti minori; d’altro canto la piattaforma di Google è più costosa ma permette di raggiungere più persone e guadagnare di più.

Se vuoi realizzare una campagna integrata, chiedici subito senza impegno

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Gmail Sponsored Promotions: cos’è?

Lo sapevi che la tua Gmail non è più un semplice servizio di email ma una vera e propria piattaforma pubblicitaria?

Ebbene da un po’ di tempo Google offre la possibilità di inserire degli annunci sponsorizzati anche all’interno delle mail. Possiamo dunque fare advertising sfruttando anche le Gmail.

Cosa sono le GSP?

Le Gmail Sponsored Promotions sono annunci pubblicitari (si possono inserire tramite circuito AdWords) che possono essere mostrati direttamente all’interno del pannello Gmail degli utenti. Per farlo, oltre ad acquistare la pubblicità, bisogna preparare un file ad estensione .zip e farne l’upload. Il file .ZIP deve rispettare una struttura prefissata. Al suo interno contiene le creatività oltre alle immagini e alle informazioni testuali da mostrare.

Rispetto alla pubblicità tradizionale cambia completamente lo stile, che si avvicina molto a quello delle classiche DEM.

La pubblicità che Google ha inserito in Gmail, sta funzionando alla grande: oltre 1 miliardo di utenti nel mondo, quasi 13 milioni in Italia sono i numeri con cui BigG mantiene il suo posto da protagonista nei mondiali dell’advertising attraverso un format innovativo che permette di targetizzare gli utenti attraverso la selezione di:ed unendo questa strategia di segmentazione alle dinamiche dell’email marketing.

Dapprima disponibile solo dopo aver fatto richiesta ed essere stati accettati in White List, la GSP è stato poi resa disponibile a tutti da settembre 2015. Un format innovativo che permette di targetizzare gli utenti come nella classica rete Display, attraverso la selezione di:

parole chiave (contenute nella mail degli utenti target)

● interessi degli utenti

● età, sesso

● target geografico

● lingua

● dispositivo

● fasce orarie e giorni

Un ulteriore tipo di targetizzazione rispetto a quelli appena visti è il Customer Match ovvero la possibilità di caricare il proprio data base di email (estratte dal proprio CRM o dal Sistema di Email Marketing) e raggiungere in questo modo coloro che sono già tuoi clienti. Il dato medio che possiamo vedere anche nelle piattaforme di eMail Marketing ci dice che mediamente un 45-50% degli indirizzi email di un database è appunto @gmail.com e su questi Google riuscirà a fare il match per intercettare in forma criptata, quindi anonima, il nostro utente per le Gmail Ads.

Per policy purtroppo non si può usare come canale di Remarketing, tuttavia attraverso una buona selezione delle variabili messe a disposizione in GSP si può arrivare molto vicino all’utilizzo in Remarketing per riattivare gli utenti o per coltivare la tua Lead Generation.

Struttura e formato

Questi tipi di annunci sono stati studiati per suscitare l’interesse degli utenti facilitando l’interazione. La pubblicità è mostrata in modo non invasivo e quindi è poi da verificare se può portare a CTR elevati.

Come puoi vedere nella struttura sono presenti:

    • un file teaser.txt : contiene oggetto, corpo del messaggio e URL a cui deve puntare la creatività
    • teaser.png : un’immagine utilizzata ad esempio per il logo di dimensioni non superiori a 144×144 px (se l’immagine è più piccola di queste dimensioni verrà centrata nello spazio 50×50 a disposizione, se invece è più grande verrà ridimensionata adattandola allo spazio esistente)
    • una immagine preview.jpg da mostrare come anteprima (formato 580×400 px)
    • il file index.html contenente il codice HTML della creatività
  • una cartella images con le immagini presenti eventualmente nell’annuncio

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Google Shopping: cos’è e come funziona

Troviamo spesso online diversi articoli che parlano di Google Shopping: inviti da parte di Google ad utilizzarlo, statistiche di quanto questo sia utile e profittevole e tanto altro…

Ma che cos’è Google Shopping?

Google Shopping è un motore di ricerca di Google dedicato agli acquisti online che mette direttamente in contatto il venditore con l’utente che cerca un prodotto. L’utilizzo è molto semplice per l’utente perché è come effettuare una classica ricerca sul famoso motore di ricerca. Infatti molti risultati di ricerca provenienti dal canale Shopping di Google li trovate nella classica pagina dei risultati di ricerca sotto forma di “mini inserzioni” con immagine, descrizione e prezzo. Quello che vedete però è solo un estratto dei risultati di Google Shopping perché, cosi come avviene per video, immagini, mappe, notizie, libri, etc. Google ha un motore di ricerca verticale dedicato.

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Ma questi risultati da dove provengono? Chi li ha messi li?

Sono annunci a pagamento gestiti tramite i pannelli di Google Adwords, così come i classici annunci di testo. Dunque questa tipologia di annunci non proviene direttamente da un sito web che vende online, non viene nemmeno mostrata in base alle keyword che avete scelto, non vengono presi a caso dal vostro negozio on line. Tutto questo viene gestito da voi e Google tramite una piattaforma (parte integrante di Google Adwords) chiamata Google Merchant Center.

Cosa serve per essere visibili in Google Shopping

  1. Un account pubblicitario Google Adwords.
  2. Un account Google Merchant Center e che questi siamo collegati (procedure molto semplici e veloci).
  3. Fornire a Google la lista dei prodotti che vorreste promuovere sul canale di Google Shopping, tramite un “feed” che elenchi tutti i vostri prodotti, caricando poi questo direttamente su Google Merchant Center.

Qui viene la parte difficile: che cos’è un feed di dati? E’ un file contenente un elenco di prodotti con degli attributi, ovvero i prodotti del vostro negozio online. Come generarlo dipende molto dalla piattaforma e-commerce che utilizzate, ma spesso questo viene generato automaticamente generando un file .txt o .xml che verrà poi caricato direttamente sul Merchant Center.

Come funziona Google Shopping?

Il funzionamento è semplice: un utente digita una parola o una frase, Google va ad analizzare il titolo e la descrizione dei prodotti che la contengono, questi prodotti entrano “in asta” cosi come funziona per i risultati a pagamento della rete di ricerca, la posizione degli annunci degli inserzionisti verrà determinata dall’offerta CPC di ognuno.

Non si possono comprare delle keyword precise, dovrete lavorare come nell’ottimizzazione SEO, creando titoli e descrizioni (sul vostro feed) pertinenti con ciò che state promuovendo. Non esiste nemmeno il punteggio di qualità come per le parole chiave di Adwords, è la qualità del feed che vi consente o meno di essere visibili.

Google Shopping è utile per me?

Per capire se è utile o meno, dovete capire quanto i vostri prodotti sono cercati online (fate un’analisi con gli strumenti di Google Adwords), fate voi stessi una ricerca ed analizzate quali sarebbero i vostri diretti competitors.

Tenete conto che i prezzi saranno visibili subito dopo la ricerca (vedi immagine sopra), quindi se i vostri prezzi sono nettamente più alti di altri vostri diretti competitors sarà difficile per voi essere preferiti agli altri se non adottate una giusta strategia comunicativa che vi faccia rendere unici rispetto agli altri.

No Panic! Chiedici info al riguardo