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Prestashop: i 5 consigli di marketing “definitivi”

Pubblicare un sito di eCommerce è sicuramente semplice, grazie ai vari CMS (Content Management System) che puntano alla facilità e alla velocità. Semplice però non significa facile! La realtà è ben diversa: mettere online un buon prodotto non è affatto semplice, specie se in presenza di un discreto numero di concorrenti. Lo sarebbe se ci si accontentasse di un prodotto superficiale, senza alcuna garanzia di buone vendite.

Ecco il perché di questo breve articolo su PrestaShop, il CMS specifico per l’eCommerce che utilizziamo quotidianamente e consigliamo alle piccole medie imprese che si affidano a noi.

Premessa

In un progetto che funzioni dovrebbero interagire diverse figure professionali, ciascuna con il proprio ruolo: dal programmatore, al creativo, a chi si occupa della gestione dei clienti e dei prodotti, alla gestione delle promozioni, sia online che offline. Il CMS di PrestaShop inoltre è di base gratuito ma deve essere integrato con moduli e template professionali specifici (spesso a pagamento). Infine il lavoro di realizzazione di uno shop online non riguarda solo la parte grafica, programmatica e di caricamento dei prodotti: lo shop online è un negozio che deve essere pubblicizzato; diversamente dal negozio fisico, di cui le persone possono vedere la vetrina ed entrare, difficilmente un sito di eCommerce si vede per caso, anzi si vede ancor meno di un sito web classico.

La metrica di riferimento: il valore medio del carrello

Viene calcolato dividendo l’importo totale degli ordini per le vendite. L’obiettivo per un’attività sana è quello di aumentare il valore di questo dato.

Ecco i 5 primi passi da compiere per accrescere questo valore [fonte @semrush_it]

1. Punta sui benefits che puoi offrire al cliente

Uno dei benefici più apprezzati e accattivanti è la spedizione gratuita o il reso gratuito.

Il benefit va inserito nel carrello in modo molto chiaro e visibile. Un consiglio è quello di fare dei test con 2 tipi di spedizione: una sempre gratuita ed una gratuita a partire da un certo importo, e controllare quale delle 2 converte meglio.

2. Rendi più immediata la presentazione degli articoli

Consiglia al cliente che sta visionando un prodotto articoli della stessa categoria che possono interessargli, oppure accessori adatti a completare l’acquisto. Gli eCommerce piacciono per la vasta scelta di prodotti che si presentano al cliente in pochi secondi. Questo si può realizzare con un modulo a pagamento che troviamo sul market place di PrestaShop: quando si visualizza un prodotto, compare una schermata che dice: “Spesso comprati insieme” o “Articoli consigliati”.

Quello che stiamo facendo é proporre in anticipo al cliente una soluzione ad una sua possibile esigenza.

3. Offri uno sconto sull’acquisto del secondo prodotto aggiunto al carrello

Stimolare il cliente ed invogliarlo ad acquistare è il compito di un negoziante, sempre rispettando le esigenze del cliente. Anche in questo caso, Prestashop ci viene in aiuto, semplificandoci il lavoro con un modulo che aggiunge al carrello uno sconto all’acquisto del secondo prodotto. Si tratta di un prezzo ribassato, messo ben in evidenza, valido naturalmente solo per l’acquisto di entrambi.

4. Controlla il numero di carrelli abbandonati dagli utenti

È un dato utile perché possiamo analizzare gli importi, i prodotti, vedere chi è l’utente registrato, se ha acquistato in un secondo momento oppure no. I carrelli abbandonati possiamo recuperarli utilizzando un modulo ad hoc che ci permette di configurare le regole per i carrelli abbandonati, automatizzando un processo che gestisce in automatico un invio di mail personalizzate in base a delle regole che impostiamo: ad esempio, impostando dopo 24 ore la spedizione gratuita o un codice promo extra, il modulo in automatico invierà una mail di reminder al possibile cliente, ricordandogli che stava acquistando il nostro prodotto, con il link al carrello abbandonato e la promo già inserita!

5. Dai consigli in tempo reale

Immaginiamo un utente pigro che si stanca di effettuare una ricerca, e spesso quella ricerca se non esperto è sbagliata. Con uno strumento come la live chat (un’altra funzionalità da settare) diamo al cliente la possibilità di fare domande in diretta, possiamo consigliare il prodotto adatto alle sue esigenze, spiegargli come funziona lo shop: così facendo abbassiamo il rischio di reso e di “sfiducia” del cliente.

Hai avuto esperienza di altri strumenti efficaci per incrementare da subito le vendite di un eCommerce?

Vuoi chiederci un consiglio? Scrivici

Il design è importante per vendere online?

Cosa deve avere un buon ecommerce per riuscire a convertire in clienti il maggior numero di lead provenienti sia dal traffico organico dei motori di ricerca che da campagne di web marketing studiate ad hoc? Tante cose, è evidente, ne abbiamo parlato spesso sulle nostre pagine di blog. Ma senza dubbio l’aspetto grafico e di design rappresenta un fattore determinante per riuscire a incrementare il volume di vendite.

Le icone eCommerce

Tra i vari elementi che lo compongono e lo caratterizzano sicuramente le icone eCommerce ricoprono un ruolo di primo piano. Per questo devono essere progettate e realizzate in maniera oculata, con il solo scopo di incrementare il click-through rate.

Chi gestisce un negozio online (ma il discorso può essere fatto anche per quelli fisici) giustamente presta molta attenzione alla cura dei prodotti in vendita e alla loro presentazione sia in vetrina (homepage) che all’interno dello shop (la pagina Prodotti). Tuttavia molto spesso trascura elementi apparentemente secondari che possono aiutare l’utente ad avvicinarsi e a concludere l’acquisto. Le icone eCommerce, come ad esempio il classico “carrello”, rappresentano un aspetto cruciale per il buon funzionamento di un sito web adibito alla vendita online. Se l’utente non ha ben chiara e immediata la via da prendere per concludere l’eventuale acquisto è quasi certo che si allontanerà e rivolgerà le proprie attenzioni altrove.

Ancora più importante utilizzarle al meglio sulle pagine ottimizzate per dispositivi mobili, dove chiaramente abbiamo meno spazio a disposizione.

Altri elementi di design

Eccone alcuni:

  • lo schema colori
  • l’equilibrio tra contenuti e spazio bianco
  • la leggibilità dei testi
  • l’adattabilità al mobile
  • le caratteristiche di user experience

Tutti questi elementi generano insieme un ambiente altamente produttivo e performante che arricchisce e migliora l’esperienza di navigazione dell’utente finale. Un buon design aiuta a coinvolgere i visitatori creando un’atmosfera amichevole e rilassante, in cui i vostri prodotti appariranno ancora più appetibili; come la copertina di un libro è in grado di incrementarne le vendite, così anche l’aspetto grafico dell’interfaccia web si dimostra di vitale importanza per rendere lo shop e i suoi prodotti più interessanti agli occhi del potenziale cliente che ci è approdato all’interno.

I top template del 2016

Chiedici un consiglio di stile per il tuo nuovo eShop. Ecco i tre template più accattivanti del 2016!

Material design

Storytelling design

Card design

eCommerce e le difficoltà di vendere online all’estero

Qualche settimana fa abbiamo commentato insieme gli ultimi dati statistici relativi all’eCommerce b2c in Italia e dunque anche il fatto che sono aumentate significativamente (+17%) le attività online di Export.

Tuttavia il 59% delle aziende intervistate per E-commerce Barometer 2016 trovano difficile vendere online all’estero principalmente per 3 motivi: la regolamentazione del mercato, gli aspetti fiscali, la logistica.

A ciò si aggiunge che a livello europeo, solamente il 12% degli acquisti online sono stati fatti al di fuori del mercato nazionale ed è evidente che questo limite testimonia l’inefficacia del commercio elettronico come opportunità che può essere colta tanto da parte dei consumatori che da parte delle aziende.

Limiti e opportunità

È palese che il primo tema che deve porsi un eCommerce che intende espandersi (solo o anche) online sui mercati internazionali è l’analisi della domanda, per comprendere i Paesi in target, e la definizione delle opportune strategie da attuare.

In questo senso sono utili strumenti digitali, quali (ne citiamo solo alcuni):

  • Facebook Audience Insights
  • Google Trends o Google Market Finder
  • Keyword Planner di Google Adwords
  • Terapeak.com e Camelcamelcamel.com, utili ai fini della determinazione del prezzo, grazie all’analisi delle serie storiche dei prodotti venduti su eBay e su Amazon

Inoltre, localizzare un sito richiede la comprensione delle specifiche della SEO internazionale, come l’adattamento del contenuto e della user experience alle aspettative ed alle preferenze degli utenti del mercato di riferimento, l’organizzazione per lingua e per mercato delle schede prodotto e dei contenuti collaterali, la corretta traduzione dei testi e la localizzazione delle attività di link building.

Guardate quanto il sito di Lush sia diverso mercato per mercato (fonte @semrush):

Strategie di vendita online: l'e-commerce di Lush per il mercato italianoL’ecommerce di Lush per il mercato italiano

L'ecommerce di Lush per il mercato bosniacoL’ecommerce di Lush per il mercato bosniaco

Vendere online all'estero: la strategia dell'eCommerce Lush per il mercato americanoL’ecommerce di Lush per il mercato americano

Tali attenzioni sono utili anche nel caso in cui non sia disponibile l’acquisto online ma vi sia la possibilità di contattare l’azienda.

A tale attività va affiancata, soprattutto con fini tattici, l’utilizzo di:

  1. marketplace generalisti internazionali, due su tutti: Amazon ed Ebay
  2. marketplace generalisti nazionali, per es. Priceminister, Cdiscount, Bol.com e Allegro
  3. marketplace settoriali internazionali, per es. Zalando nel settore moda

A tutti questi ambienti, per i brand più noti, sono infine da aggiungere gli operatori del mondo delle vendite private, le quali possono agire come test per valutare la risposta dei mercati ancora poco conosciuti.

Le cautele che spesso bloccano

Le principali aree di attenzione sono:

  1. la molteplicità delle normative sui diritti dei consumatori esistenti (data protection, comunicazioni commerciali necessarie, descrizioni ed etichettatura dei prodotti e del packaging, adempimenti amministrativi, politiche di recesso, ecc)
  2. le diverse norme sulla privacy
  3. le normative fiscali, con i risvolti che queste implicano in termini di requisiti del software eCommerce
  4. la scelta della logistica, sia in termini di evasione dell’ordine che di gestione dei resi, con le relative valutazioni di termini di outsourcing che possono derivarne (full service provider, spedizioniere internazionale, adozione di modelli di dropshipping,ecc)
  5. la cura delle attività post-vendita, sia in termini di customer care che di marketing automation

Chiedi alla tua Agenzia di fiducia come procedere, in realtà non c’è nulla di cui avere paura!

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Tempo di Black Friday!

Impossibile resistere al richiamo dello Shopping (anche online, come abbiamo visto settimana scorsa), specialmente prima delle feste natalizie.

Quando

Il giorno più caldo dello shopping quest’anno cade oggi, il 25 novembre. La data è più o meno fissa ogni anno: l’usanza importata dagli Stati Uniti prevede infatti che il primo venerdì che segue il giorno del Ringraziamento dia inizio alla stagione dello shopping natalizio. Ma da qualche anno a questa parte c’è un altro giorno da tenere a mente: il Cyber Monday, il lunedì informatico, legato esclusivamente ai prodotti tecnologici e pensato per chi si è lasciato sfuggire gli sconti del venerdì. In questo caso la data da segnarsi è il 28 novembre.

Anche in anticipo

Per molti la corsa pazza all’acquisto è già partita da giorni. Molti colossi dell’e-commerce, a partire da Amazon, si sono mosse con largo anticipo, lanciando già una raffica di sconti. La società di Jeff Bezos ha messo e continua a mettere in offerta prodotti diversi, pezzi limitati, ogni 5 minuti. Le offerte sul sito rimarranno attive fino alle 23.59 di lunedì 28 novembre, quando l’iniziativa chiude con il Cyber Monday. Anche altri hanno giocato d’anticipo: per esempio Ebay, altro gigante del commercio online, punta sugli sconti per i prodotti hi-tech fino al 70% dal 19 al 30 novembre.

In Italia

In Italia il fenomeno del Black Friday è in crescita, ma legato soprattutto alle promozioni delle vendite digitali. Oltre ad Amazon ed Ebay, (già citati sopra), si attendono offerte anche da colossi dell’e-commerce della moda come Zalando e Yoox. Così come dalla catena di prodotti di bellezza Sephora, che ha reso disponibile un’apposita app per le preview degli sconti. Grandi catene come Mediaworld, Expert ed Euronics sono da tenere d’occhio per la tecnologia. Negli ultimi anni l’iniziativa sta prendendo piede anche nei negozi fisici o di piccole dimensioni.

E la vostra attività online sta cogliendo quest’occasione? Negli ultimi anni infatti, grazie alla diffusione dell’iniziativa, non solo più i “grandi” ne hanno approfittato.

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Le origini

Sull’origine del nome Black Friday (Venerdì nero), non ci sono certezze. Secondo alcuni il termine sarebbe stato coniato per la prima volta a Filadelfia a causa del traffico che, in questa giornata, congestiona la città in quel giorno. Secondo altri, farebbe riferimento ai libri contabili dei commercianti, dove le perdite vengono segnate in colore rosso, mentre i guadagni in nero. Il primo Black Friday sembra risalire al 1924 quando, nel giorno successivo al Ringraziamento, il famoso centro commerciale Macy’s organizzò una parata per celebrare l’inizio dello shopping natalizio. Per l’esplosione del fenomeno “venerdì nero” bisogna aspettare gli anni ’80, quando dagli Stati Uniti inizia a diffondersi anche nel Regno Unito, e in altri Paesi europei come Germania, Francia, Spagna e Italia.

Gli hacker

Attenzione mentre si fa shopping selvaggio online. Il Black Friday è purtroppo anche un occasione molto amata per gli hacker che provano a rubare i dati di pagamento. A lanciare l’allarme è  Kaspersky Lab sulla base delle rilevazioni effettuate negli ultimi anni e che prevede un picco di attacchi di “phishing” finanziario: mail, messaggi, siti fraudolenti che puntano a rubare i dettagli delle carte di credito degli utenti. Occhio dunque a come ci si muove in Rete.

L’eCommerce B2c in Italia, alle soglie del 2017

L’eCommerce B2c è continuato a crescere anche nel 2016: ecco alcuni recentissimi numeri significativi (fonte @Osserv_Digital).

Il valore degli acquisti online degli italiani fa segnare un +18% per un giro d’affari che sfiora i 20 miliardi di euro, tra prodotti (9 miliardi) e servizi (10,6 miliardi). Il Turismo si conferma il primo comparto con una quota del 44% e una crescita del 10%. Seguono Elettronica di Consumo che vale il 15% e cresce del 28% e Abbigliamento, che vale il 10% e cresce del 27%. Si rivela sempre più importante il contributo dei settori emergenti (Food & Grocery, Arredamento e home living, Beauty, Giocattoli), che insieme valgono oltre 1,5 miliardi di euro e crescono con tassi compresi tra il +30 e il 50%.

L’eCommerce italiano, benché ancora sbilanciato sui servizi (54% del valore complessivo), registra una crescita degli acquisti dei prodotti 4 volte superiore rispetto a quella fatta registrare dai servizi (32% vs 8%). Si sta quindi lentamente avvicinando a quello rilevato nei principali mercati stranieri, dove la componente di domanda legata ai prodotti è nell’intorno del 70%.

Nel 2016, i web shopper italiani, ossia i consumatori che hanno effettuato almeno un acquisto online nell’anno, crescono del 7% annuo e raggiungono quota 19 milioni, pari al 60% circa degli internet user.

La penetrazione dell’eCommerce sul totale acquisti Retail sale al 5%. Se prendiamo come riferimento i paesi dove l’eCommerce B2c è in assoluto più maturo, la penetrazione sul totale Retail è fino a 4 volte quella italiana ed è nell’intorno del 15%-20%.

L’offerta è dunque chiamata, ora più che mai, a un esame di maturità. Servono capacità di investimento e di innovazione per rendere sempre più semplice e appagante l’esperienza di acquisto. Le Dot Com hanno percorso questa strada e continuano a crescere più delle imprese tradizionali (+28% vs +10%). Gli operatori tradizionali, dal canto loro, hanno fatto finalmente il primo passo e devono ora giocare la partita fino in fondo.

Mobile Commerce

Nel 2016 gli acquisti eCommerce da smartphone sfiorano i 3,3 miliardi di euro (suddivisi tra il 63% dei prodotti ed il 37% dei servizi), con una crescita del 63% rispetto al 2015. Negli ultimi tre anni il mercato è triplicato, a conferma dell’importanza di questo canale per il consumatore. Per i prodotti giocano un ruolo importante sia i siti con modelli di business in cui conta l’istante d’acquisto (ad esempio i siti delle flash sales) sia le iniziative (marketplace in primis), siti che hanno investito per offrire una customer experience semplice ed efficace su questo canale. Per i servizi è invece preponderante l’acquisto di biglietti di trasporto (aerei e ferroviari) e la prenotazione di alloggi (in hotel e case private).

La crescita dell’Export

L’Export, inteso come il valore delle vendite da siti italiani a consumatori stranieri, cresce nel 2016 del 17% e supera i 3,4 miliardi di euro. Turismo e Abbigliamento, grazie a un’offerta più matura, sono i comparti più incisivi e insieme rappresentano il 78% del mercato. Il Turismo, spinto soprattutto dagli operatori di trasporto, vale il 42% delle esportazioni online, mentre l’Abbigliamento il 36%. Proprio l’Abbigliamento è caratterizzato da una spiccata propensione all’Export, con quasi la metà delle vendite del settore (42% per la precisione) effettuate oltre confine. La forza e la notorietà dei brand, le competenze digitali sviluppate nel corso degli anni da alcune Dot Com italiane e da alcune boutique multibrand, unitamente alla carenza di offerta sui canali tradizionali all’estero, sono le ragioni del successo dell’Abbigliamento fuori dai confini nazionali. Gli altri comparti dove i brand italiani godono di ottima reputazione all’estero (Arredamento e home living e Food&Grocery) contribuiscono ancora marginalmente all’Export, per via di un’offerta poco sviluppata e di alte complessità operative.

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Ecommerce: le vendite private

Il pioniere del business delle vendite private è Vente-privee, sito francese dal nome autoesplicativo ideato nel 2001 da Antoine Granjon. È stato lui a ideare quella che è la particolarità delle vendite private: l’utente ha un periodo di tempo assai limitato per acquistare. Tra i leader del mercato delle vendite private citiamo anche il colosso spagnolo Privalia, nato nel 2006.

La temporaneità della vendite private aumenta la sensazione di occasione unica e irripetibile dell’acquirente, che si sente spinto ad acquistare velocemente. Nate per massimizzare i profitti dell’aziende, andando incontro alle esigenze di una clientela esigente, in cerca di prodotti di qualità a prezzo esclusivo, in pochi anni le vendite private si sono affermate come strategia vincente di vendita e sono ormai moltissimi i siti che si occupano in modo specifico di questo genere di commercio online.

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Cosa può imparare il tuo eCommerce dai siti di vendite private?

  1. Deal a scadenza. L’obiettivo è creare una sensazione di urgenza, con il miraggio di uno sconto a cui molti potenziali clienti non possono resistere.
  2. Premi singoli e programmi di fidelizzazione. Non solo questo che ti permette di scoprire i clienti più fedeli per poter vendere a loro direttamente (vedi esempio sotto) ma lavori anche sul sentimento di “trust” che il tuo negozio online deve trasmettere grazie a un trattamento esclusivo e personale.
  3. Esperienze di acquisto e post acquisto impeccabili. Devi rendere più facile per i clienti  fare acquisti online di quanto lo sia fisicamente in negozio. Possono vedere gli altri colori, i materiali, le dimensioni? La tua navigazione è intuitiva ed il carrello della spesa facile da usare? Ti fai sentire dopo che l’utente ha acquistato a caccia di influencer e buone recensioni?

Un esempio

Lacoste, noto negozio di abbigliamento, ha deciso di ricompensare i suoi clienti per fidelizzarli. Il sito ha organizzato una vendita privata su alcuni prodotti del catalogo a prezzi ridotti.

La vendita è stata annunciata tramite la newsletter ai migliori clienti. I 4 giorni di vendita privata avevano l’obiettivo di riattivare la base clienti incoraggiandoli ad approfittare di questa eccezionale offerta.

Risultato:
– Il fatturato generato dalla newsletter è stato 20 volte superiore a quello ottenuto dalle precedenti
– In 4 giorni le visite sono aumentate del 180%