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BY STILVERSO

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La nostra privacy è solamente una fonte di guadagno per le aziende?

Negli ultimi anni, con l’esplosione del fenomeno dei social network, un grande numero di dati personale viene caricato su queste piattaforme e, a causa loro, si sono confusi i tradizionali confini della privacy.

Il GDPR (General Data Protection Regulation) disciplina il trattamento e la circolazione dei dati personali relativi alle persone fisiche e a quelle giuridiche, ovvero cittadini e organizzazioni. L’intento è quello di creare uno standard europeo più semplice per quanto riguarda il trattamento dei dati, con lo scopo di generare una maggiore fiducia nei cittadini per quanto riguarda le nuove tecnologie che si stanno impadronendo del settore economico, e che si faranno sempre più strada in tutte le sfere della vita sociale e quotidiana.

Allo stesso tempo, con tale regolamento, si cerca di diffondere la mentalità necessaria alle aziende per trattare questo argomento con la stessa priorità e importanza di qualsiasi altro processo aziendale.

Il fine è anche quello di rendere le aziende più consapevoli della provenienza dei dati in loro possesso e, soprattutto, le porterà a gestirli con maggiore accuratezza.

Più precisamente, le aziende sono tenute a nominare degli addetti per il trattamento dei dati a cui spetterà il compito di comunicare le eventuali violazioni a danno della loro protezione.

Si tratta di norme applicate in tutte le aziende, anche in quelle al di fuori dell’UE ma di cui potrebbero far parte anche cittadini europei.


L’importanza dei dati

È quindi più che evidente come tutte le aziende, sia in Europa che in altri Paesi, utilizzano i dati continuamente.

La domanda da porsi è questa: come mai i dati sono così importanti? Per quale motivo le aziende necessitano di questi elementi?

La risposta è semplice: il fatto di poter studiare i consumatori attraverso i dati permette alle aziende di offrire contenuti adatti agli utenti nel momento più adatto.

Siamo di fronte ad una vera e propria strategia di marketing, basata sullo studio del consumatore al fine di proporgli prodotti e contenuti mirati.

Dopo l’ introduzione del GDPR nel 2018, le discussioni sulla privacy e sulla data regulation sono in costante aumento, alimentando così le discussioni tra i leader delle grandi aziende tecnologiche.

In un’economia sempre più guidata dai dati, le aziende devono dimostrare di averne pieno controllo e devono quindi sottoscrivere il regolamento che le guida.

I dati, come già accennato, sono ovunque e per questo le aziende assumono un ruolo di “data keepers”, assicurando che le informazioni in loro possesso siano criptate. Questo per evitare che, in caso di furto di dati, questi vengano riutilizzati.

Inoltre, per chiarire maggiormente la questione occorre citare anche i cosiddetti “cookie”.

Si tratta di elementi HTTP sul Web che funzionano per mezzo di un meccanismo in grado di riconoscere un utente da un altro. Il cookie, poi, può essere letto solamente dal proprietario che lo ha creato, per cui gli individui non sapranno mai quale informazione captata verrà trasportata.

Alla luce di questo meccanismo dei cookie per monitorare le attività dei consumatori su Internet, ad oggi, i cookies sono stati ampiamente ridotti e resi meno efficienti.

Non esistono, infatti, dei veri e propri meccanismi che consentono ai consumatori di comunicare le loro preferenze o i propri interessi alle società durante la loro navigazione sul Web o mentre utilizzano le app.


La protezione dei dati del consumatore
La regolamentazione GDPR “opt-in” per la protezione dei dati dei consumatori: l’utente esprime il proprio consenso ad essere inserito in una mailing list per ricevere comunicazioni di natura informativa e/o commerciale.

Questo significa che gli utenti accettano il tracciamento dei propri dati facendo un click su delle finestre che appaiono sullo schermo durante la navigazione ( i “pop-up” di notifica). Inoltre, il GDPR consente anche ai consumatori europei di cancellare i propri dati o di fornirli su richiesta.


In conclusione, inutile affermare quanto sia importante il trattamento dei dati e soprattutto la protezione di questi ultimi. È importante che le aziende e il Web in generale si muovano nella giusta maniera, al fine di generare fiducia nelle persone che vivono in un mondo all’ insegna della tecnologia fondata sullo studio dei dati.

È altrettanto importante sapere, però, quanto il pubblico di consumatori apprezza la personalizzazione online dei contenuti offerti dal web, senza la necessità di troppe ricerche, ma con i risultati sperati subito sotto mano.

Nel complesso, la privacy diventerà un punto focale per l’utente finale, dato che le persone cominciano a preoccuparsi maggiormente di ciò che le aziende stanno facendo con i loro dati e della loro eventuale perdita.

La soluzione infatti sta nel mezzo: trovare un giusto equilibrio tra la capacità di poter garantire la sicurezza dei dati raccolti, mantenendo la fiducia dei consumatori e l’abilità di arrivare ai consumatori grazie a questi ultimi nel modo appropriato.

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