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Lavorare in spiaggia? Ecco le app e gli strumenti che potrebbero servirti

Hai deciso di concederti un weekend un po’ più lungo del solito e di goderti qualche momento di svago ma non puoi abbandonare completamente il lavoro lasciato in ufficio? Per un professionista del digitale questo si traduce nella necessità di avere a portata di mano degli strumenti e delle app che gli permettano di non trascurare gli impegni lavorativi e di intervenire a distanza in caso di necessità: una giusta combinazione di applicazioni da avere su smartphone e tablet che può renderti la vita più semplice senza costringerti a stare alla scrivania per qualche giorno!

Scopriamo insieme quali sono!

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HootSuite Mobile

Devi effettuare una modifica lampo su un post da pubblicare su un social network? HootSuite Mobile è l’ideale per la gestione dei social! Puoi programmare i contenuti da pubblicare, approvare i post dei componenti del tuo team, pianificare pubblicazioni anche da sotto l’ombrellone!

TouchRetouch

TouchRetouch è uno strumento di ritocco che ti offre la possibilità di apportare modifiche alle tue fotografie in pochi secondi e rimuovere oggetti indesiderati dalle tue immagini! E’ semplice e veloce da utilizzare e utile soprattutto per la pubblicazione su instagram.

WiFi Map

Quando non sei in ufficio e puoi utilizzare il tuo tablet o il tuo smarphone per lavorare, ciò che è importante è non rimanere senza connessione internet. Avrai sicuramente necessità di scaricare immagini, file di testo, file multimediali, dati e non puoi permetterti di finire il tuo 4G fuori dal tuo ufficio! WiFi Map ti permette di trovare il WiFi gratuito più vicino a te!
Ti consente di scegliere tra gli oltre 100 milioni di hotspot gratuiti in tutto il mondo, fornendoti password e velocità di download / upload inviate dagli utenti.

Clips

Clips è uno strumento per creare o modificare video quadrati aggiungendo effetti, immagini, porzioni di testo, didascalie e titoli animati!

Canva

Se vuoi modificare foto aggiungendo testo, adesivi, cornici ed effetti e avere a disposizione una raccolta di immagini gratuite e a pagamento, sicuramente non potrai fare a meno di Canva: un’app di editing fotografico che offre anche modelli già pre-progettati con font e layout già scelti che ti permettono di risparmiare tempo!

Slack

Un’app di messaggistica molto utile per la collaborazione tra team. Si possono impostare gruppi di lavoro, taggare le persone, condividere documenti, ricevere feedback.

Google Drive

Quando lavori lontano dall’ufficio e quando magari non hai con te il solito pc, soprattutto se fai parte di un team, hai bisogno di condividere file e renderli facilmente accessibili in un unico posto. Sicuramente Google Drive
rimane una delle piattaforme di archiviazione cloud più generose, offrendo 15 GB di spazio gratuitamente.

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Insomma, se stai preparando la valigia per il tuo weekend in spiaggia, prendi appunti!!!

Pillole di web: in crescita le farmacie del futuro

Con la diffusione di internet e l’avvento della digitalizzazione, possiamo avere a portata di mano e in poco tempo tutto quello che cerchiamo!

Il commercio elettronico ci offre la possibilità di acquistare online scegliendo tra una marea di categorie, dai capi di abbigliamento agli elettrodomestici, dalla telefonia alla gastronomia. Articoli adatti ad adulti, adolescenti e bambini: seduto comodamente da casa e davanti ad uno schermo puoi in ogni momento scegliere ciò che ti serve per qualsiasi occasione! Negli ultimi anni gli acquisti online stanno aumentano considerevolmente alzando i tornelli d’entrata anche a prodotti che fino a poco tempo fa non avremmo nemmeno immaginato di poter trovare online.

E’ capitato a tutti noi, almeno una volta, di aver usufruito del web per fare shopping online: i regali di compleanno dell’ultimo momento scelti e acquistati su Amazon, un libro da leggere sotto l’ombrellone, una t-shirt del tuo colore preferito, un coupon da regalare al tuo partner. Ma hai mai pensato alla possibilità di risolvere il tuo quotidiano mal di testa acquistando il medicinale di cui hai bisogno online? Da qualche anno è possibile fare anche questo grazie alla legge introdotta che permette alle farmacie di vendere online i farmaci che non necessitano di prescrizione. Lo sapevi? Una vera rivoluzione degna della digital trasformation!

pharmacy Pillole di web: in crescita le farmacie del futuro

Ma è davvero sicuro l’acquisto dei medicinali online? Sta funzionando?

Quando acquistiamo online c’è sempre questo quesito che tormenta le persone: sarà una truffa? Il prodotto è originale o è contraffatto? Dal momento che si tratta di articoli che verranno utilizzati sul proprio corpo e che possono avere ripercussioni sul benessere di quest’ultimo, sicuramente i dubbi a riguardo aumentano in questo caso ancora di più. Nel corso dei primissimi anni dall’approvazione delle legge, infatti, la percentuale di persone che acquistava farmaci online era estremamente bassa per via di queste perplessità relative alla sicurezza del servizio. Gli ultimi anni hanno visto un incremento degli utenti interessati alla vendita online di medicinali e man mano la “fiducia” manifestata nei confronti del servizio è aumentata.
Non tutti gli esercizi commerciali di farmacie e parafarmacie sono autorizzati ad effettuare il servizio online. Dunque, per non incorrere in un inganno l’utente deve prestare molta attenzione alla presenza, sul sito del servizio che sta utilizzando, del logo originale del Ministero della Salute che ha lo scopo di garantire il servizio certificandone la qualità. Di conseguenza, tutti i siti che non hanno il logo del Ministero sono da considerare pericolosi e da evitare in quanto si tratta di siti che non forniscono, appunto, alcuna garanzia e dove i farmaci risultano contraffatti e nocivi per la salute.

Chi acquista i farmaci online?

Se ci soffermiamo per un attimo a riflettere su chi effettivamente usufruisce di questo servizio sicuramente è da tenere in considerazione tutta quella categoria di persone che non ha abbastanza tempo per recarsi in farmacia a causa degli innumerevoli impegni e sfrutta la comodità della consegna a domicilio. Ma anche anziani, disabili o persone che effettuano acquisti considerati imbarazzanti da fare in un esercizio di vendita fisico.

Senza alcun dubbio, anche questa opportunità offerta dalle frontiere del web sta prendendo piede tra i cittadini e rappresenta un vantaggio per il settore farmaceutico che ha la possibilità di attirare una clientela più ampia e di farlo in totale sicurezza!

Consumer path: i momenti che contano

Lisa Gevelber, Vicepresidente Marketing di @Google, ci offre una panoramica sul tipo di consumatore che si sta profilando dietro i Big data, di cui ovviamente Google è ampiamente in possesso.

Due anni fa, Google ha introdotto il concetto dei momenti che contano. Abbiamo dato un nome a un comportamento che, grazie ai dispositivi mobili, si stava diffondendo sempre più. Gli utenti avevano iniziato a esigere delle risposte immediate nei momenti in cui manifestavano l’intenzione di sapere, andare, fare e comprare. Il concetto dei momenti che contano è riuscito così a cogliere un trend del comportamento dei consumatori che, con larga probabilità, è risultato ancora più tangibile, ricorrente e riconoscibile di quanto i professionisti del marketing avessero potuto sperare.

Adesso, dunque, è più che mai evidente che la centralità dei momenti che contano, tanto per i consumatori quanto per i professionisti del marketing, è più importante che mai. E anzi, i momenti che contano si stanno di fatto moltiplicando: i momenti che contano hanno provocato una sorta di accelerazione delle aspettative dei consumatori in favore di esperienze immediate di tipo “qui e ora”. Non è difficile constatare che gli utenti abbiano già alzato il tiro, aspettandosi continuamente informazioni più utili, più personalizzate e più immediate.

Google ci illustra tre precise caratteristiche del consumatore “sapiens sapiens”:

Il consumatore BEN INFORMATO

Le persone oggi vogliono avere la facoltà di prendere decisioni giuste, più o meno importanti che siano, e ricorrono al proprio telefono per ricevere consigli che li guidino. Un approfondimento sui dati ci illustra meglio la situazione e, vale la pena ripeterlo, questo dato non riguarda semplicemente articoli di un certo rilievo o temi di una certa profondità.

information Consumer path: i momenti che contano

Il consumatore PROPRIO QUI

Gli utenti si aspettano esperienze digitali fatte su misura per loro, comprese le esperienze personalizzate in base al luogo in cui si trovano in specifici momenti. Diversi anni fa, i professionisti del marketing potevano soddisfare questo tipo di esigenza basandosi sugli indizi espliciti forniti dagli utenti. Ad esempio, se una persona voleva trovare un ristorante sushi in zona, la sua query di ricerca probabilmente avrebbe incluso il codice di avviamento postale, il nome del quartiere o persino “nelle vicinanze”.

maps 1 Consumer path: i momenti che contano

Oggi invece ci aspettiamo che i brand raccolgano informazioni contestuali sufficienti a fornire risposte specifiche in base alla località in cui ci troviamo, senza dover cercare nient’altro che un semplice “sushi”.

Insomma, le persone danno per scontato che il loro smartphone sappia dove sono e che, di conseguenza, fornisca informazioni pertinenti.

Il consumatore PROPRIO ORA

Hai mai dovuto prenotare un ristorante o una stanza d’albergo all’ultimo momento? Oppure cercare una farmacia di turno? Le persone ricorrono al loro dispositivo mobile molto più spesso che ad altre fonti per ottenere quello che cercano, assumere decisioni o comprare prodotti di vario genere. E ogni giorno si affidano sempre più al loro smartphone per fare acquisti dell’ultimo momento o prendere decisioni d’impulso.

calendary web Consumer path: i momenti che contano

I dispositivi mobili ci rendono più agili: possiamo permetterci di essere organizzati o disorganizzati quanto più ci piace, tanto il nostro smartphone sarà sempre a portata di mano. E pretendiamo che i brand siano in grado di capire e soddisfare le nostre esigenze all’istante.

eCommerce: la strategia vincente per San Valentino

Siamo in ritardo, questo è certo, ma non temete, però, che non è ancora troppo tardi!

Vi aiutiamo, con l’aiuto di @ecommerce_HUB, a creare la strategia che farà incrementare le vendite durante la festa degli innamorati: solo tre strumenti (che sicuramente già conoscerete).

1. La landing page

Per landing page si intende, letteralmente, una pagina d’atterraggio. Si tratta, cioè, di una pagina del tuo sito internet dove indirizzare gli utenti che cercano specifiche informazioni su un dato argomento. Nel caso specifico, dunque, potresti creare una landing page di San Valentino, dove inserirai informazioni utili per i tuoi potenziali acquirenti durante il periodo di San Valentino. Quali sono le tue migliori offerte in questo periodo? Uno speciale sconto per chi acquista più di un regalo? La spedizione garantita entro il 14 febbraio? Oppure una specifica selezione di prodotti per lui e lei? Se raccoglierai tutte queste informazioni in un’unica pagina, potrai indirizzare l’attenzione degli utenti su di essa, sia attraverso l’email marketing sia attraverso la strategia di social marketing.

Il sito di Pandora per San Valentino eCommerce: la strategia vincente per San Valentino
La home page di Pandora nel 2017

Come già saprai, tuttavia, non tutti gli utenti raggiungono il tuo sito attraverso questi due canali. Molti, si spera, accedono anche direttamente alla homepage. In questo caso, è bene considerare l’opportunità di arricchire anche questa pagina con delle informazioni relative alla tua offerta di San Valentino, per esempio con una semplice call to action che indirizzerà gli utenti verso la landing page. Un tocco romantico al layout dell’intero sito, comunque, aiuterà gli utenti a comprendere immediatamente che il tuo eCommerce offre delle offerte di San Valentino.

2. La newsletter

Affinché i potenziali clienti raggiungano la landing page di San Valentino è necessario metterli al corrente delle iniziative che lo shop online ha messo in atto. Creare una newsletter di San Valentino può essere una soluzione, ma attenzione. È più facile che la mail venga cestinata, piuttosto che letta con attenzione, specialmente in questo periodo! A tal proposito è molto importante segmentare bene il tuo pubblico. La prima e più semplice riguarda la suddivisione dei destinatari in uomini e donne. Esistono, tuttavia, segmentazioni ben più profonde: potresti inviare una newsletter apposita ai clienti che hanno già acquistato un prodotto in occasione dello scorso San Valentino, o ai compratori più prolifici sul vostro shop.

3. Sui social

Così come per l’email marketing, anche un’attenta strategia social per San Valentino può aiutare a incrementare le vendite. Una campagna di promozione sui social, se ben strutturata, può garantire il raggiungimento del target di pubblico che ti sei prefisso. Dunque, spazio alla creatività e all’originalità per colpire i tuoi potenziali clienti. Scegli con attenzione gli hashtag nei quali inserire i messaggi promozionali e, in questi ultimi giorni, prepara un piano editoriale che scandisca con precisione non solo i tempi, ma anche i canali social che intendi adoperare.

Infine, anche in questo caso seleziona con attenzione le sponsorizzazioni che intendi effettuare e il pubblico che intendi raggiungere. Valuta l’opportunità, anche in questo caso, di segmentare il tuo pubblico. Banalmente, inizia col suddividere i messaggi per sesso.

E poi fateci sapere come è andata!

Swatch Campagna Facebook
Un’inserzione sponsorizzata di Swatch

Cosa si intende per Digital Transformation?

Nel corso del 2017 abbiamo pubblicato molti articoli, chiaramente tutti inerenti il digital marketing. Ci siamo resi conto però che non abbiamo mai accennato nulla del “come ci siamo arrivati”, della trasformazione del modello classico di marketing che ha portato alla nuova visione “digital”. Affrontiamola dal punto di vista di un’azienda.

La digital transformation è un processo di adattamento dell’offerta di un prodotto, che, sfruttando le tecnologie digitali, avvicini l’offerta del prodotto alla domanda dell’utenza.

Un esempio curioso che si può trovare in diversi Paesi europei riguarda le cabine telefoniche e la loro trasformazione: da telefoni pubblici ormai inutili a router pubblici, da cui è possibile acquistare una connessione temporanea. Casi simili dimostrano come un prodotto in completa crisi, quello dei telefoni pubblici, si sia trasformato sfruttando le tecnologie digitali (connessione a internet wireless) per avvicinarsi alla domanda dell’utenza: una connessione a internet in caso di bisogno.

La trasformazione digitale è strettamente connessa con il modello di business. Per restare fedeli all’esempio delle cabine telefoniche, laddove le compagnie telefoniche sino ad allora avevano acquistato apparati in grado solo di telefonare, dopo questa trasformazione si è reso necessario installare dispositivi in grado di connettersi e far connettere alla rete. Ma non solo, i processi sono di più: vanno dall’acquisto delle materie prime, alla lavorazione, al trasporto del prodotto finito, ecc. Quando in tali processi intervengono le tecnologie digitali (p.es. un software che gestisce ogni passaggio), ecco che si sta mettendo in atto la trasformazione digitale.

Come si attua?

Secondo @Ecommerce_HUB le fasi della digitalizzazione possono essere ridotte a sei:

    • automazione: in ambito produttivo l’automazione dei processi riduce i tempi e aumenta l’efficienza produttiva stessa;
    • informatizzazione: il miglioramento dei processi produttivi passa anche attraverso una gestione informatizzati degli stessi; attraverso un miglioramento della struttura informatica interna, si possono evitare ridondanze e maggiore condivisione delle informazioni;
    • dematerializzazione: con processi produttivi informatizzati e automatizzati, ragionare ancora con carta e penna può essere superato, per esempio utilizzando piattaforme online proprietarie o meno che permettano la conservazione veloce dei dati;
    • virtualizzazione: nuovi software consentono una gestione semplificata delle risorse interne attraverso un’unica piattaforma;
    • cloud computing: molte aziende, di fronte all’automazione, l’informatizzazione, la dematerializzazione e la virtualizzazione, hanno deciso di spostare la gestione di hardware e software sulla rete, secondo sistemi di pay-per-use e on demand;
    • mobile: con sempre più dispositivi mobili, l’utilizzo di questi per potenziare la produttività individuale diventa indispensabile.

Ovviamente, tutto questo non servirebbe a nulla se venisse applicato a un modello di business ormai superato. A questo proposito, un concetto prossimo alla digital transformation è la cosiddetta digital disruption. Questo termine sta proprio a indicare il momento in cui l’azienda decide di modificare il proprio modello di business grazie alla trasformazione digitale.

La nuova frontiera dell’ADV online: il Programmatic

Il Programmatic Advertising, o pubblicità programmatica, consiste  in estrema sintesi – nell’usare le macchine per comprare pubblicità. In sintesi un po’ meno estrema – si tratta di un processo automatizzato e smart di compravendita di spazi pubblicitari basato su piattaforme tecnologiche altamente sofisticate.

L’intero processo – dalla selezione del target fino al pagamento – avviene tramite tali piattaforme. I publisher selezionano gli spazi che vogliono mettere in vendita, immettendo l’inventory all’interno di piattaforme chiamate SSP (Supply Side Platform). Questi spazi pubblicitari possono essere messi all’asta sul cosiddetto open market man mano che si rendono disponibili o venduti tramite private deal (ossia all’interno di accordi privati tra alcuni player selezionati che possono riguardare il prezzo, l’inventory, le aziende coinvolte, ecc.). L’acquisto avviene attraverso le DSP (Demand Side Platform), su cui i Trading Desk caricano le diverse creatività delle campagne e ne specificano le caratteristiche (prezzo, target, posizionamento, ecc.)

Ecco uno schema utile a capire:

Slide2 La nuova frontiera dell'ADV online: il Programmatic

Il contributo umano nella pianificazione media diventa meno rilevante?

Alla base delle strategie di investimento sul Programmatic Adv dovrebbe risiedere la consapevolezza dell’opportunità, attraverso queste piattaforme, di indirizzare la pubblicità su target molto specifici, attraverso l’utilizzo di un mix di dati provenienti da più fonti “data-driven” (propri sistemi di CRM e fonti terze). Diventa centrale il lavoro sui dati, sia delle imprese (che avranno necessità di sviluppare nuove figure professionali, i cosiddetti data scientist), sia da parte di player specializzati, poiché la qualità della base informativa sul target raggiungibile sarà un elemento che determinerà il prezzo (ovvero la disponibilità a pagare di più l’impression). È in queste decisioni che la tecnologia non sostituisce l’intelligenza strategica del marketing man, che dovrà sempre definire chiari obiettivi, individuare il target, progettare creatività coerenti con il proprio messaggio, individuarne il posizionamento più efficace e, soprattutto, monitorare tempestivamente i risultati, così da intervenire rapidamente se necessario.

L’errore da non compiere da parte di chi investe è pensare al Programmatic Advertising come un mero strumento volto a minimizzare il costo per singola impression. Un approccio di questo tipo ne danneggerebbe il valore aggiunto, le agenzie lo sanno bene. Chiedici di più.

In Italia

Partito in ritardo rispetto agli altri Paesi avanzati, il mercato del Programmatic Advertising sta crescendo in fretta anche nel nostro Paese: a fine 2016 valeva 315 milioni di euro, con una crescita del 35% rispetto al 2015. Si stima che nel 2017 la categoria sia cresciuta del 25% circa, portandosi complessivamente attorno ad un valore di 400 milioni di euro, con un peso sul totale Display superiore al 25% e sul totale Internet advertising superiore al 15%! [dati Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano]

In meno di due anni, il Programmatic Advertising è diventato il centro delle discussioni dell’intera filiera pubblicitaria digitale; questo in Europa, ma anche in Italia sarà così, il 2018 potrebbe diventare un anno cardine a questo proposito.