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Emergenza Coronavirus: alcuni suggerimenti per la gestione dei social

Ti sei chiesto come sia giusto comportarsi sui social in una situazione di emergenza? Parlando del Coronavirus che sta colpendo il nostro Paese, pensi di essere d’aiuto con la tua attività mediatica? O c’è qualcosa che potresti migliorare o evitare?

Siamo nel mese di febbraio quando irrompe la notizia del primo caso di Coronavirus in Italia: il panico e le domande iniziano a presentarsi. Il riversarsi di notizie dei Tg, dei giornali e, soprattutto dei social media, è incontrollabile. Si parla di un contagio partito da Codogno, nella provincia di Lodi, che finirà per estendersi poi in tutta Italia con un numero di pazienti positivi al virus esponenziale. Fino ad arrivare a oggi, metà di marzo, con l’Italia dichiarata “zona rossa”. Tante sono le norme, le direttive, i consigli e le precauzioni prese dal governo per contenere il virus; tra le principali e più scontate: lavarsi spesso le mani, evitare i luoghi affollati, non toccarsi occhi e viso e rimanere il più possibile in casa. Ma, in questa prospettiva di emergenza, come si possono e devono comportare le aziende con le loro attività condotte sui Social media soprattutto per quanto riguarda la pubblicazione dei contenuti?

I vincoli imposti dal Governo italiano ci consigliano di ridurre la nostra vita sociale e sconvolgere i ritmi quotidiani rimanendo a casa, magari davanti alla tv e ai social media. A questo proposito, questi ultimi, giocano un ruolo importantissimo. Infatti, durante questo periodo di “quarantena” siamo chiamati a rivedere l’attività mediatica dei nostri canali.
Le attività e le aziende devono muoversi in questa direzione: avere un comportamento responsabile e rispettoso del momento che stiamo vivendo, evitando allarmismi e senza uscire del tutto dalla scena, ricordando di essere vicini ai consumatori e ai cittadini.
Per la prima volta, il nostro paese si sta confrontando con un cambiamento catastrofico in cui deve comunque saper gestire l’emergenza. È in questo scenario mutato che le aziende devono saper comunicare nel modo adeguato. A questo punto ci troviamo di fronte a un bivio: o restiamo tutti soli o ci diamo una mano a vicenda restando umani e facendo l’interesse della nostra attività economica; tenendo anche in considerazione la realtà sociale e l’importanza dell’educazione alla cittadinanza e alla salute del nostro Bel Paese.
Così, in questa situazione di allarme, dobbiamo entrare in una modalità straordinaria di comunicazione attraverso i media, rivedendo i nostri piani aziendali e cercando di capire quali siano le priorità del momento. Molto importante è anche il tono di voce che utilizziamo nei contenuti che scegliamo di pubblicare. In questa emergenza Coronavirus, quindi, come dobbiamo comportarci sui Social con la nostra attività?

1. RIELABORARE IL PIANO EDITORIALE
Il primo elemento da valutare è proprio il piano editoriale, cioè il nostro programma pensato giornalmente, settimanale o mensilmente, per quanto riguardo la pubblicazione dei nostri contenuti. Certamente, dobbiamo continuare a essere presenti con la nostra attività per non essere dimenticati, ma occorre rivedere quei post o elementi che potrebbero essere fuori luoghi o inutili dato il momento che stiamo vivendo. Altra cosa utile è informare gli utenti su cambiamenti di orari, chiusure e precauzioni prese in questa fase di emergenza.La sicurezza prima di tutto, la gente apprezzerà!

2. EVITARE L’IRONIA A TUTTI I COSTI
Siamo d’accordo sul fatto che ironizzare sia un modo per esorcizzare e combattere la paura ma, se esacerbata, potrebbe diventare di cattivo gusto e infastidire la sensibilità delle persone. Quindi, evitiamo i contenuti troppo ironici sulla questione, privilegiando consigli utili per sconfiggere il panico e gestire la situazione nel migliore dei modi.

3. ANALIZZARE LE CAMPAGNE PUBBLICITARIE ATTIVE
Occorre capire quali programmi e attività sia più utile continuare e quali mettere in pausa. Ovviamente, quelle attività che sono meno importanti e trascurabili al momenti possono passare in secondo piano, ancor di più se potrebbero andare a scontrarsi con il periodo e con le norme da seguire in questo momento di restrizioni.

4. AIUTARE LA NOSTRA COMUNITÀ
Pensiamo a cosa potremmo fare, attraverso i Social, con la nostra comunità! Possiamo infatti sensibilizzare la gente grazie anche alle nostre competenze e conoscenze, utilizzandole per suggerire e raccomandare i giusti comportamenti da seguire.

Possiamo impiegare i nostri servizi e i nostri prodotti per fare del bene a tutti.
È importante quindi garantire attraverso i Social Media, la continuità delle nostre attività a patto che i contenuti siano rispettosi della situazione che stiamo vivendo. Dare vita a una serie di campagne di comunicazione mirate a supportare le proprie iniziative e il coinvolgimento di tutto il network aziendale (clienti, collaboratori e colleghi).

Utilizzando i Social in questo modo la nostra attività potrà sopravvivere a questa crisi che interessa tutti i settori e potrà anche essere d’aiuto e vetrina di buona condotta, affermandone l’immagine e la buona reputazione.
Quando tutto sarà finalmente terminato, potremo ricominciare con le attività che da sempre abbiano condotto nella normalità, ma con un qualcosa in più: di fronte alla crisi e ai cambiamenti della nostra società, chi si attrezza per tempo continua a vincere!

Guida alla gestione di un blog: i primi passi essenziali

Sei alle prime armi con la gestione di un blog tutto tuo e desideri raggiungere velocemente il pubblico? La cosa principale da fare è utilizzare le strategie SEO per l’ottimizzazione dei contenuti e buone capacità di scrittura, in questo modo potrai catturare l’attenzione degli utenti e dei motori di ricerca.

I siti Web in generale, e di conseguenza anche i blog personali, spesso utilizzano la metodologia SEO per posizionarsi tra i primi posti nei risultati delle ricerche di Google. Infatti, i gestori dei blog più conosciuti e di successo hanno sviluppato doti di scrittura e si sono adoperati per migliorare la prestazione dei loro contenuti utilizzando queste tecniche.

Di seguito proporremo alcuni degli elementi più importanti per la redazione di un articolo di successo da pubblicare sul tuo blog.

In merito a ciò, vedremo come seguire le principali linee guida SEO e come organizzare e ottimizzare i contenuti che raggiungeranno il tuo pubblico.

Iniziamo presentando l’introduzione dell’articolo in modo che possa apparire tra i primi posti nella pagina dei risultati dei motori di ricerca, la cosiddetta SERP.


IL TITOLO

Si inizia con la scelta di un buon titolo: questo rappresenta l’elemento di attrazione principale per il lettore. Infatti, con un titolo accattivante, gli utenti lo vedranno per primo sulla SERP (pagina dei risultati dei motori di ricerca). Se, invece, non lo reputeranno abbastanza interessante allora non leggeranno sicuramente l’intero l’articolo.

Secondo le regole SEO occorre inserire quelle che sono le parole chiave nel titolo solamente se queste sono brevi, altrimenti si procederà ad indicarle nel contenuto dell’articolo. Le parole chiave, in inglese “keywords”, sono quelle frasi (costituite da una o più parole) cercate dagli utenti che usano i motori di ricerca per trovare quello che vogliono.

Il titolo non deve superare i 50-60 caratteri, occorre poi utilizzare nel titolo il nome del brand; inserendo anche possibili numeri. Per orientare maggiormente il lettore, nel titolo bisogna anche far riferimento alle parole chiave HOW? (=come), WHAT? (=cosa) e WHY? (=perché).

L’ URL

L’URL che sceglierai è un altro degli elementi significativi del tuo blog, per questo non deve essere mai fatto a caso: deve essere sensato e coerente con i contenuti che andrai a pubblicare. Inoltre è proprio nell’ URL che si consiglia di introdurre le tue parole chiave.

Un altro fattore da tenere in considerazione è la lunghezza dell’URL: deve essere tra le 3-5 parole.

LA META DESCRIZIONE (META TAG DESCRIPTION)

Le meta tag description sono un altro elemento caratteristico da inserire nel tuo articolo: forniscono spiegazioni concise dei contenuti delle pagine web. Sono usate dai motori di ricerca nelle pagine dei risultati (SERP) per visualizzare delle anteprime di una determinata pagina e quindi del tuo blog.

Siccome occorre ragionare anche nell’ottica in cui gli utenti possano capire meglio di cosa tratterà l’articolo, una meta descrizione scritta nel modo giusto li aiuterà in questo, anche se non andrà ad incidere sul posizionamento nei motori di ricerca in alcun modo.

Anche le meta descrizioni devono sottostare ad alcune regole: devono rispettare il limita tra i 150-160 caratteri, anche loro, come l’URL, devono avere un certo significato e devono includere le parole chiave. Inoltre questi tag non devono essere ripetuti all’interno del testo.

Passiamo ora all’analisi del corpo del testo dell’articolo:

IL TESTO DEVE ESSERE STRUTTURATO IN PARAGRAFI (H1-H2-H3..)

Il testo strutturato in paragrafi risulta molto più semplice da leggere e da seguire, soprattutto quando è piuttosto lungo e con molte informazioni. Questa suddivisione in paragrafi consente ai lettori di individuare le parti salienti.

Il testo presenterà quindi tale struttura: titolo del paragrafo (h1) con successivo testo relativo (ad h1), sottotitolo del paragrafo (h2) con testo relativo (ad h2) e così via fino alla conclusione.

PULSANTI DI CONDIVISIONE SOCIAL

L’aggiunta di pulsanti di condivisione sui social aiuteranno a rendere il tuo articolo, e di conseguenza anche il tuo blog, più visibile. Inoltre le condivisioni sui social del tuo articolo porteranno nuovi lettori, se un personaggio con molti followers lo apprezzerà.

LINK INTERNI

I link (o collegamenti interni) sono diversi dai pulsanti di condivisione social; se li aggiungerai al testo sulla pagina del tuo blog, aiuteranno i motori di ricerca a indicizzare il tuo sito Web e gli utenti a trovare altri contenuti pertinenti a ciò che stanno leggendo.

Il collegamento interno è uno degli elementi essenziali SEO nella pagina poiché ha una grande influenza sui motori di ricerca. Il crawler (il software che analizza i contenuti di una rete) così può visitare le pagine che potrebbero andare perse, creando un indice che permetta la ricerca e la visualizzazione di queste ultime.

CONDIVISIONE DI IMMAGINI E VIDEO

Inserire immagini e video nel proprio articolo è un ottimo modo per renderlo unico, soprattutto quando anche la concorrenza li utilizza.

Occorre però prestare attenzione ai formati delle immagini e dei video che vengono utilizzati poiché potrebbero rallentare il funzionamento del tuo sito; assicurati perciò di utilizzare i giusti formati.

Ti consigliamo di inserire anche un’immagine alla fine di ogni scorrimento della pagina; in questo modo l’utente avrà sempre un’immagine sulla pagina durante la lettura così da renderla più coinvolgente.

LUNGHEZZA DEL CONTENUTO

È provato come un articolo dal contenuto consistente e lungo aiuti a raggiungere posizioni più alte nelle classifiche dei risultati di ricerca di Google.

Tieni presente, però, che non esiste una lunghezza perfetta per i tuoi contenuti; tutto dipende da ciò che vuoi trasmettere con il tuo blog. Sicuramente, più argomenti vengono trattati, maggiore è l’interesse e l’attenzione dei lettori.

PAROLE CHIAVE NEL CONTENUTO

Ritorniamo alla questione delle parole chiave: all’interno del tuo articolo va inserito un certo numero di parole chiave tra le prime 100-150 parole. Infine, occorre arricchire il testo con altre parole chiave che si colleghino a quelle precedenti così da richiamare i punti fondamentali dell’argomento.

In conclusione, si può notare come Google, negli ultimi anni, si stia muovendo a favore di quei contenuti unici ed interessanti, offrendo loro un posizionamento migliore nei risultati di ricerca.

Ecco un breve riferimento alla storia di Google risalente a vent’anni fa: i collaboratori dell’azienda hanno da sempre dato per scontata la migliore efficienza degli algoritmi Google rispetto al lavoro condotto dagli essere umani. Tali algoritmi sono stati definiti totalmente soggettivi, anche se molte ricerche hanno dimostrato come Google nel corso del tempo abbia messo messo mano ai risultati delle ricerche sul Web.

Da quanto emerso, però, si nota quanto anche gli utenti siano fondamentali nel determinare una buona posizione dei blog e dei siti Web (e rispettivi articoli) nella SERP: questi ultimi decidono quali contenuti meritano una posizione più elevata rispetto ad altri.

Inoltre, è evidente come alcuni problemi SEO sulla pagina non hanno alcun impatto sulle classifiche, mentre alcuni problemi riguardanti la scrittura e i contenuti e che non hanno nulla a che vedere con la SEO possono invece avere un impatto enorme sulla visualizzazione al sito.

Riassumendo, durante la creazione di un blog e in particolare degli articoli che andrai ad aggiungere, pensa bene a quali di questi elementi sono indispensabili perché il tuo articolo possa godere di una buona posizione in classifica tra i risultati dei motori di ricerca. In questo modo il tuo blog godrà di una buona visibilità, nonché di un grande successo tra il pubblico.

Instagram in cifre: ciò che è indispensabile sapere per affrontare il 2020

Sei alla ricerca di una strategia di marketing più efficace per la tua attività di business?

Devi allora sapere che Instagram può essere la piattaforma giusta per raggiungere il tuo obiettivo!

É ormai evidente quanto le nuove tecnologie digitali siano in grado di soddisfare bisogni di diversa natura, soprattutto quelli riguardanti il business: l’esempio concreto è Instagram.

Si tratta di un social in continua crescita e di grande visibilità; si presume che nel 2020 continuerà la sua espansione contando un numero sempre più ampio di iscritti.

Di fronte a questa continua crescita le aziende e i brand hanno deciso di utilizzare Instagram come un palcoscenico attraverso il quale sfruttare al meglio le opportunità di impresa e gli affari. Ci si sta interrogando su come organizzare al meglio la propria presenza sul social, in vista anche dell’anno appena iniziato e delle occasioni future sul mercato.

Ecco una serie di cifre che caratterizzano Instagram, utili per affrontare l’anno futuro, puntando così ad un piano d’azione strategico sempre migliore ed efficace.

I numeri di Instagram

  • 95 milioni di post condivisi ogni giorno su Instagram;
  • 500 milioni di persone utilizzano l’opzione “Instagram Stories” giornalmente;
  • Si stima che gli utenti di Instagram passeranno in media 28 minuti sulla piattaforma nel 2020;
  • 1 miliardo di persone utilizza Instagram ogni mese;
  • Il 63% degli utenti effettua il log in al sito almeno una volta al giorno;
  • Il segmento di popolazione più attivo su Instagram è quello compreso tra i 18 e i 34 anni.

Differenze tra Instagram e gli altri social

  • Si conta il 23% di coinvolgimento in meno quando una stessa immagine viene pubblicata su Facebook;
  • Tasso di coinvolgimento sui brand 10 volte più basso su Facebook;
  • Tasso di coinvolgimento tra le aziende: 0.09% su Facebook, 0,048% su Twitter e 1, 60% su Instagram.

Il Business condotto da Instagram

  • 130 milioni di utenti cliccano su post relativi allo shopping ogni mese;
  • 849,3 milioni di persone possono essere raggiunte e rintracciate tramite annunci;
  • Il 73% dei ragazzi americani afferma che Instagram è il mezzo più efficace per rintracciare i vari brand;
  • 200 milioni di utenti visitano almeno un profilo aziendale al giorno;
  • Il 62% delle persone sostiene di avere effettuato ricerche relative ad un marchio dopo averlo visto tramite una storia di Instagram.

La novità: Instagram oscura i like

Nel mese di aprile Instagram ha deciso di oscurare il numero dei like in Canada, per poi continuare a giugno in altri sei paesi: Australia, Brasile, Irlanda, Italia e Nuova Zelanda e così via nel resto del mondo.

Inizialmente sembrava trattarsi solamente di un test permanente, ma dopo un certo periodo tale manovra ha causato un calo del coinvolgimento per il 41% degli influencers in Canada.

A questo punto sono necessari dei contenuti che alzino i livelli di coinvolgimento e un esempio concreto è il cosiddetto UGC (User Generated Content: contenuti generati dagli utenti). Per UGC si intende un qualsiasi tipo di contenuto pubblico come un file audio, un’immagine, un video o un messaggio pubblicitario, generato dagli utenti e caricato su Internet.

I vantaggi di utilizzare questi contenuti generati direttamente dal consumatore sono molteplici: donano impressioni autentiche dei prodotti e dei servizi, siccome sono proprio i consumatori a rilasciare le loro esperienze generate dall’ acquisto dei vari prodotti. Tutto ciò genera un senso di fiducia (o sfiducia in caso contrario) e determina la decisione di acquisto degli utenti.

Questa è la ragione per il quale molti brand che si affidano al metodo UGC hanno un indice di coinvolgimento e di successo maggiore degli altri che, invece, non lo utilizzano.

Inoltre, la somma dei like e dei seguaci di Instagram (i cosiddetti “followers”) da sempre influenza la credibilità dei prodotti e degli articoli pubblicizzati sul social. Questa, infatti, è una delle ragioni a cui risponde la manovra di oscurazione dei like. Gli standard sono stati discussi e cambiati, affidandosi così a contenuti condivisi in grado di generare una community con lo scopo di offrire una scelta guidata del prodotto per il consumatore.

Il metodo UGC: maggiore partecipazione organica e maggiore fiducia

  • Il 92% delle persone si fida maggiormente degli annunci UGC piuttosto che di quelli tradizionali;
  • E’ stata stimata una probabile crescita del 690% del coinvolgimento per i brand che utilizzano le linee guida UGC per pubblicare contenuti;
  • L’81% del pubblico afferma di essere stato influenzato dalle linee guida UGC nell’ effettuare acquisti;
  • Il tasso dell’efficacia di una campagna pubblicitaria è più alto del 300% se si utilizzano i contenuti condivisi;
  • Il tasso di conversione (coloro che hanno effettuato una specifica azione dopo aver visualizzato l’annuncio pubblicitario con contenuti UGC) è 4,5 volte in aumento;
  • 50% in meno dei costi per acquisizione del cliente;
  • 50% in meno dei costi per click.

In conclusione, organizzare il proprio profilo social, o di qualsiasi altro sito web, utilizzando le linee guida UGC significa dare vita ad una community di utenti. In questo modo i contenuti creati dagli utenti conferiscono un’immagine chiara dei brand e dei prodotti, dove i consumatori stessi si riconoscono, oltreché a riconoscere altre due qualità: l’onestà e la tracciabilità.

Facebook e le Associazioni No Profit

Le Associazioni No Profit svolgono attività utili a livello sociale e, di conseguenza, hanno bisogno di un elevato consenso del proprio pubblico. Al fine di divulgare gli obiettivi e far conoscere alle persone gli scopi dell’associazione, è necessario un approccio preciso anche per quanto riguarda il digital. Senza dubbio il primo passo per una strategia di digital marketing è quello di ottimizzare le risorse del web, ad esempio Facebook.

Pagina Facebook verificata

Una Fan Page deve essere innanzitutto essere verificata, ovvero ottenere il bollino di certificazione accanto al nome. In questo modo darà in primis l’idea all’utente che si tratta di una comunicazione ufficiale e, secondariamente, apparirà più facilmente nella barra di ricerca!

Come strutturare la pagina: qualche consiglio

La Pagina Facebook Associativa dovrebbe sicuramente avere come immagine del profilo il Logo dell’Associazione/Cooperativa. E’ fondamentale che il Logo abbia una buona qualità grafica perché si tratta di un’immagine che identificherà la realtà dell’Associazione e l’identità della stessa.

Come immagine di copertina, invece, è consigliabile l’utilizzo di una grafica che promuovi il prossimo evento/progetto o un modo per augurare a chi vi segue gli auguri per una particolare occasione, ad esempio le festività Natalizie. In questo modo si andrà creare una sorta di comunicazione dinamica tra la pagina e il pubblico. E’ consigliare aggiornare l’immagine di copertina 5/6 volte nel corso di un anno.

Cosa condividere sulla pagina?

Anche per una realtà No Profit è molto importare stilare un piano editoriale per distribuire e organizzare i contenuti da pubblicare. Tendenzialmente, un buon piano editoriale dovrebbe prevedere tre pubblicazioni e settimana nei quali alternare contenuti relativi alle competenze riguardanti l’Associazione, alla promozione degli eventi e alla pubblicizzazione di progetti e, cosa più importante, raccontare la quotidianità della realtà dell’associazione attraverso uno Storytelling, magari veicolato da foto e video.

Questo è uno dei tanti esempi delle infinite possibilità che il web offre!

La Call To Action: tutto quello che devi sapere

La creazione di contenuti digitali per catturare l’attenzione degli utenti e incitarli a soffermarsi sui nostri siti web può rivelarsi poco utile se questi contenuti non vengono sfruttati nella maniera giusta! Nello specifico, quello che creiamo, come siti web, articoli del blog, pagine del sito, devono quasi tutti contenere uno strumento indispensabile: la Call To Action! (CTA)

Che cos’è la Call To Action?

La Call To Action, letteralmente “chiamata all’azione” può essere un’immagine, un link, o una parte di testo cliccabile inserito all’interno di una pagina web che invita l’utente a compiere un’azione precisa. Così, dopo aver attirato l’attenzione dell’utente sui nostri siti web, lo invitiamo a compiere un’azione mirata.

Perché le Call To Action sono importanti?

Una chiama all’azione attira gli utenti e li invita ad azioni specifiche. Facciamo un esempio: l’utente effettua una ricerca su Google digitando “Viaggi a Torino” e arriva su un articolo del nostro blog che parla di viaggi a Torino. Alla fine dell’articolo clicca una Call To Action “Scarica la mini guida sulle migliori cose da fare a Torino”; cliccando atterra su una pagina in cui trova un form di contatto, lascia i suoi dati e scarica la mini guida. In questo modo otteniamo due risultati: l’utente è soddisfatto perché riesce a trovare esattamente quello che sta cercando e noi avremo ottenuto informazioni sulla sua persona.

Più semplice è, meglio è

Dobbiamo sempre tenere presente la scarsa attenzione e la pigrizia degli utenti internet: la Call To Action deve essere diretta, chiara e concisa. In particolare, il testo dovrebbe contenere un verbo al modo imperativo accompagnato da un oggetto che rende chiaro l’obiettivo dell’azione: “Scarica la guida”, “Iscriviti al corso”, “Prenota il tuo posto”.

Dove inserirle?

Generalmente, il lettore presta maggiore attenzione ai contenuti inseriti nella fase iniziale o finale dei contenuti.
Per questo motivo, due buone posizioni per inserire le CTA sono la parte iniziale e la parte finale della pagina.

Come creare Call To Action accattivanti?

Per creare CTA che attirino l’attenzione prima di tutto dobbiamo assicurarci che siano chiare e dirette. Secondariamente, bisogna assicurarsi che il testo cliccabili, il bottone o l’immagine utilizzata come Call To Action abbia delle caratteristiche:

  • deve essere distanziato dal resto, in modo da catturare più facilmente l’attenzione dell’utente;
  • di un colore che sia in contrapposizione con lo sfondo e che ispiri fiducia;
  • ottimizzato per la visualizzazione da mobile;
  • deve essere grande ma non troppo.

Le Call To Action rientrano dunque tra gli strumenti “Top” del digital, non farne a meno!

SEO: che cos’è e come funziona

Si possono definire SEO quell’insieme di pratiche e strategie che hanno come obiettivo l’ottimizzazione di un sito internet:aumentare la sua visibilità nelle classifiche dei motori di ricerca, nei risultati che non sono a pagamento e che si definiscono “organici”. Il termine SEO è infatti l’acronimo di Search Engine Optimization, letteralmente ottimizzazione per i motori di ricerca. Queste pratiche possono essere diverse e toccano diversi aspetti di un sito web: il miglioramento dei contenuti testuali del sito, la gestione di link in entrata e in uscita e l’ottimizzazione della struttura del sito, del codice HTML. Google è il motore di ricerca più utilizzato al mondo quindi la maggior parte delle attività SEO si concentrano sullo studio dell’algoritmo di Google e dei suoi aggiornamenti e agli interventi per rendere i propri contenuti il più possibile in linea con le regole stabilite dall’algoritmo.

L’attività SEO

L’attività SEO comprende diverse fasi! Prima fra tutte la scelta delle keyword! Prima di avviare qualsiasi attività SEO bisogna infatti effettuare un’analisi delle parole chiave da utilizzare per la propria campagna. Come si fa? Possono essere effettuate interviste agli utenti o utilizzati dei software appositi. Per il successo di una campagna SEO è comunque consigliabile scegliere molte parole chiavi specifiche piuttosto che poche generiche. Per avere la certezza che le parole chiavi che abbiamo scelto vengano effettivamente cercate dagli utenti, è opportuno utilizzare lo strumento per le parole chiave di Google AdWords che offre dati statistici sul numero di ricerche effettuate dagli utenti con una chiave di ricerca.

Ottimizzazione SEO del codice HTML

Ogni sito internet è formato da un codice sorgente HTML che viene letto dal browser e presenta il sito nelle maniera in cui noi lo vediamo. Ottimizzare il codice significa quindi intervenire sulle parti che risultano invisibili all’utente ma che hanno un’influenza sul ranking del sito. Molto importanti sono alcuni tag che formano il codice, come il tag title che serve a specificare il titolo di una determinata pagina.

Ottimizzare i contenuti

I contenuti rappresentano la parte più importante della SEO, infatti, i motori di ricerca come Google riescono a leggere i contenuti testuali capendone il significato ed attribuendone un punteggio di qualità e pertinenza rispetto alle query. E’ molto importante, quindi, che un sito contenga contenuti interessanti e stimolanti per gli utenti per ottenere un buon posizionamenti sui motori di ricerca. Avere un blog aziendale è ad esempio un modo per tenere continuamente aggiornati i propri contenuti e ottenere un posizionamento positivo a lungo termine.

Off-Page SEO

L’ottimizzazione Off-Page (al di fuori dalle nostre pagine) riguarda la gestione di link sui siti che puntano al nostro. Uno dei fattori che incide sulla classifica di Google è infatti il numero di link che puntano verso il nostro sito. Tuttavia, non conta solo la quantità di link ma l’importanza della pagina di provenienza del link.

Il glossario SEO

  • Query: è una qualunque ricerca effettuata sul motore. quando inserite una o più parole nel campo di ricerca di Google, state eseguendo una query.
  • Keywords: “parole chiave” (o chiave di ricerca), sono le parole che inserite nel campo di ricerca quando eseguite una query. 
  • SERP: “Search Engine Result Page”, tradotto letteralmente pagina dei risultati del motore di ricerca, è una qualunque pagina di Google che compare dopo che avete inserito il termine o i termini da cercare.
  • Indicizzazione: è il processo mediante il quale il robot aggiunge il materiale al database del suo motore di ricerca per restituirlo poi, ordinato in una classifica in base alla pertinenza con la chiave di ricerca, quano viene ettettuata una query.
  • Snippet: Testo visualizzato sotto il titolo della pagina web corrispondente all’interno delle pagine dei risultati di ricerca di un motore di ricerca.

Altre attività SEO

La SEO non si limita solamente alla ricerca di Google, altre attività SEO possono riguardare ad esempio l’ottimizzazione delle immagini per Google Image Search, l’ottimizzazione dei video per la ricerca su YouTube o l’ottimizzazione per le app mobile su Google Play o Apple Store.