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Business Manager: lo strumento per il marketing di Facebook

Vorresti uno strumento capace di raccogliere tutte le attività di business che conduci sulla tua piattaforma? Ecco la soluzione: Business Manager.

Nel 2015 arriva in Italia lo strumento Business Manager, ciò significa che tutti quelli che avevano un account creato esclusivamente per gestire la pubblicità su Facebook, privo di informazioni, nome e foto profilo, sono stati obbligati ad aprirsi un Business Manager.

Si tratta di un tool professionale di Facebook Marketing, un gestionale, un ombrello sotto il quale sotto il quale vengono raccolte tutte le attività e entità per chiunque voglia utilizzare Facebook come uno strumento per il proprio business.

Questo strumento gestisce infatti: pagine, pixel, account pubblicitari, metodi di pagamento, account Instagram, persone, e molto altro ancora. Quindi, stiamo parlando di un grande “contenitore” in cui tutto viene raccolto e gestito al suo interno.

Di fronte a questa novità introdotta dal giovane Mark Zuckerberg, le aziende si trovano di fronte ad una “strada spianata” e ad un’organizzazione più semplice del loro lavoro; pensiamo a tutte le agenzie che dovevano gestire profili, pagine e account pubblicitari di diversi social network (come Facebook e Instagram) dal proprio account personale.

Oppure commentare, condividere, e agire a nome di terzi: Business Manager nasce per risolvere tutti questi problemi centralizzando tutte le attività che l’azienda deve gestire in unico ambiente.

A questo punto sorge spontanea la domanda: per chi è diventato fondamentale il Business Manager? Fino a qualche tempo lo strumento era consigliato a:

  • Agenzie che gestiscono più account pubblicitari e pagine;
  • Brand che gestiscono più account pubblicitari e pagine;
  • Brand che vendono online

In base a questa classificazione possiamo dedurre che le piccole aziende, come anche quelle più grandi e complesse, che avevano solamente una pagina da gestire, potevano benissimo evitare di implementare questo tool. Ma è anche scontato come, grazie a quest’ultimo, la gestione degli accessi e dei vari strumenti è più sicura, centralizzata e professionale.
Con il tempo poi è avvenuto un accentramento totale di tutti gli strumenti per fare marketing su Facebook all’interno del Business Manager.


Vantaggi e svantaggi di Business Manager

Da questo accentramento delle attività grazie al Business Manager, si sono ottenuti numerosi vantaggi per   le aziende che lo utilizzano; eccone alcuni dei più significativi:

  1. Possibilità di gestire tutti gli accessi da un’unica interfaccia;
  2. Possibilità di condividere video e pubblici personalizzati tra le pagine;
  3. Divisione delle attività professionali da quelle personali (questo significa avere la possibilità di poter aggiungere le aziende nella gestione delle attività ma anche la possibilità di aggiungere altre persone al proprio Business Manager attraverso l’email);
  4. Creare più account pubblicitari e pagine con semplicità.

Come tutti i cambiamenti, questi portano elementi positivi di innovazione e semplificazione ma anche la necessità di adattarsi a qualcosa di sconosciuto, che potrebbe anche portare con sé alcuni aspetti negativi. Infatti, possiamo parlare di alcuni svantaggi nell’utilizzo di Business Manager quando si conducono le diverse attività aziendali:

  1. I Bug, siccome siamo di fronte ad un elemento nuovo con il quale la piattaforma si deve confrontare;
  2. Il set-up iniziale, il quale risulta piuttosto noioso ma indispensabile. Questo strumento deve essere installato da un soggetto interno all’azienda e che continuerà ad avere un ruolo all’interno di essa;
  3. Impossibilità di rimuovere gli account pubblicitari in quanto, una volta aggiunti al Business Manager, non possono più essere rimossi;
  4. La lenta procedura per eliminare pagine aggiunte;
  5. Impossibilità di commentare le recensioni una volta aggiunto il Business Manager;
  6. L’usabilità: Business Manager non è così semplice e funzionale da utilizzare, occorre comprenderlo e studiarlo prima di iniziare ad utilizzarlo.

Nonostante gli elementi svantaggiosi, non è da escludere che questo elemento gestionale diventi assolutamente indispensabile per chiunque voglia gestire pagine e account Facebook; già alcuni utenti infatti iniziano a notare per gli account pubblicitari gestiti “personalmente” (creati da loro stessi o da altre persone direttamente) l’inclusione in un nuovo Business Manager che compare con il nome dell’azienda e del suo utente.

Tirando le somme da tutto questo, per chi lavora con Facebook e quindi parliamo di agenzie e professionisti, Business

Manager è davvero fondamentale e fa la differenza tra chi fa questo mestiere in modo amatoriale e chi no. Infatti, il vero professionista che vuole fare Facebook Marketing seriamente non può farne a meno, in quanto è lo strumento professionale per richiedere accesso e gestire i vari asset del cliente.

Proprio per questo motivo, il consiglio è quello familiarizzare con il Business Manager così da conoscere i vantaggi che offre questo prezioso servizio.

Coronavirus: suggerimenti per i social media

Ti sei chiesto come sia giusto comportarsi sui social in una situazione di emergenza? Parlando del Coronavirus che sta colpendo il nostro Paese, pensi di essere d’aiuto con la tua attività mediatica? O c’è qualcosa che potresti migliorare o evitare?

Siamo nel mese di febbraio quando irrompe la notizia del primo caso di Coronavirus in Italia: il panico e le domande iniziano a presentarsi. Il riversarsi di notizie dei Tg, dei giornali e, soprattutto dei social media, è incontrollabile. Si parla di un contagio partito da Codogno, nella provincia di Lodi, che finirà per estendersi poi in tutta Italia con un numero di pazienti positivi al virus esponenziale. Fino ad arrivare a oggi, metà di marzo, con l’Italia dichiarata “zona rossa”. Tante sono le norme, le direttive, i consigli e le precauzioni prese dal governo per contenere il virus; tra le principali e più scontate: lavarsi spesso le mani, evitare i luoghi affollati, non toccarsi occhi e viso e rimanere il più possibile in casa. Ma, in questa prospettiva di emergenza, come si possono e devono comportare le aziende con le loro attività condotte sui Social media soprattutto per quanto riguarda la pubblicazione dei contenuti?

I vincoli imposti dal Governo italiano ci consigliano di ridurre la nostra vita sociale e sconvolgere i ritmi quotidiani rimanendo a casa, magari davanti alla tv e ai social media. A questo proposito, questi ultimi, giocano un ruolo importantissimo. Infatti, durante questo periodo di “quarantena” siamo chiamati a rivedere l’attività mediatica dei nostri canali.

Le attività e le aziende devono muoversi in questa direzione: avere un comportamento responsabile e rispettoso del momento che stiamo vivendo, evitando allarmismi e senza uscire del tutto dalla scena, ricordando di essere vicini ai consumatori e ai cittadini.

Per la prima volta, il nostro paese si sta confrontando con un cambiamento catastrofico in cui deve comunque saper gestire l’emergenza. È in questo scenario mutato che le aziende devono saper comunicare nel modo adeguato. A questo punto ci troviamo di fronte a un bivio: o restiamo tutti soli o ci diamo una mano a vicenda restando umani e facendo l’interesse della nostra attività economica; tenendo anche in considerazione la realtà sociale e l’importanza dell’educazione alla cittadinanza e alla salute del nostro Bel Paese.

Così, in questa situazione di allarme, dobbiamo entrare in una modalità straordinaria di comunicazione attraverso i media, rivedendo i nostri piani aziendali e cercando di capire quali siano le priorità del momento. Molto importante è anche il tono di voce che utilizziamo nei contenuti che scegliamo di pubblicare. In questa emergenza Coronavirus, quindi, come dobbiamo comportarci sui Social con la nostra attività?

1. RIELABORARE IL PIANO EDITORIALE
Il primo elemento da valutare è proprio il piano editoriale, cioè il nostro programma pensato giornalmente, settimanale o mensilmente, per quanto riguardo la pubblicazione dei nostri contenuti. Certamente, dobbiamo continuare a essere presenti con la nostra attività per non essere dimenticati, ma occorre rivedere quei post o elementi che potrebbero essere fuori luoghi o inutili dato il momento che stiamo vivendo. Altra cosa utile è informare gli utenti su cambiamenti di orari, chiusure e precauzioni prese in questa fase di emergenza.La sicurezza prima di tutto, la gente apprezzerà!

2. EVITARE L’IRONIA A TUTTI I COSTI
Siamo d’accordo sul fatto che ironizzare sia un modo per esorcizzare e combattere la paura ma, se esacerbata, potrebbe diventare di cattivo gusto e infastidire la sensibilità delle persone. Quindi, evitiamo i contenuti troppo ironici sulla questione, privilegiando consigli utili per sconfiggere il panico e gestire la situazione nel migliore dei modi.

3. ANALIZZARE LE CAMPAGNE PUBBLICITARIE ATTIVE
Occorre capire quali programmi e attività sia più utile continuare e quali mettere in pausa. Ovviamente, quelle attività che sono meno importanti e trascurabili al momenti possono passare in secondo piano, ancor di più se potrebbero andare a scontrarsi con il periodo e con le norme da seguire in questo momento di restrizioni.

4. AIUTARE LA NOSTRA COMUNITÀ
Pensiamo a cosa potremmo fare, attraverso i Social, con la nostra comunità! Possiamo infatti sensibilizzare la gente grazie anche alle nostre competenze e conoscenze, utilizzandole per suggerire e raccomandare i giusti comportamenti da seguire.

questions 1328465 1920 Coronavirus: suggerimenti per i social media

Possiamo impiegare i nostri servizi e i nostri prodotti per fare del bene a tutti.
È importante quindi garantire attraverso i Social Media, la continuità delle nostre attività a patto che i contenuti siano rispettosi della situazione che stiamo vivendo. Dare vita a una serie di campagne di comunicazione mirate a supportare le proprie iniziative e il coinvolgimento di tutto il network aziendale (clienti, collaboratori e colleghi).

Utilizzando i Social in questo modo la nostra attività potrà sopravvivere a questa crisi che interessa tutti i settori e potrà anche essere d’aiuto e vetrina di buona condotta, affermandone l’immagine e la buona reputazione.
Quando tutto sarà finalmente terminato, potremo ricominciare con le attività che da sempre abbiano condotto nella normalità, ma con un qualcosa in più: di fronte alla crisi e ai cambiamenti della nostra società, chi si attrezza per tempo continua a vincere!

Guida alla gestione di un blog: i primi passi essenziali

Sei alle prime armi con la gestione di un blog tutto tuo e desideri raggiungere velocemente il pubblico? La cosa principale da fare è utilizzare le strategie SEO per l’ottimizzazione dei contenuti e buone capacità di scrittura, in questo modo potrai catturare l’attenzione degli utenti e dei motori di ricerca.

I siti Web in generale, e di conseguenza anche i blog personali, spesso utilizzano la metodologia SEO per posizionarsi tra i primi posti nei risultati delle ricerche di Google. Infatti, i gestori dei blog più conosciuti e di successo hanno sviluppato doti di scrittura e si sono adoperati per migliorare la prestazione dei loro contenuti utilizzando queste tecniche.

Di seguito proporremo alcuni degli elementi più importanti per la redazione di un articolo di successo da pubblicare sul tuo blog.

In merito a ciò, vedremo come seguire le principali linee guida SEO e come organizzare e ottimizzare i contenuti che raggiungeranno il tuo pubblico.

Iniziamo presentando l’introduzione dell’articolo in modo che possa apparire tra i primi posti nella pagina dei risultati dei motori di ricerca, la cosiddetta SERP.

home office 336581 1920 Guida alla gestione di un blog: i primi passi essenziali


IL TITOLO

Si inizia con la scelta di un buon titolo: questo rappresenta l’elemento di attrazione principale per il lettore. Infatti, con un titolo accattivante, gli utenti lo vedranno per primo sulla SERP (pagina dei risultati dei motori di ricerca). Se, invece, non lo reputeranno abbastanza interessante allora non leggeranno sicuramente l’intero l’articolo.

Secondo le regole SEO occorre inserire quelle che sono le parole chiave nel titolo solamente se queste sono brevi, altrimenti si procederà ad indicarle nel contenuto dell’articolo. Le parole chiave, in inglese “keywords”, sono quelle frasi (costituite da una o più parole) cercate dagli utenti che usano i motori di ricerca per trovare quello che vogliono.

Il titolo non deve superare i 50-60 caratteri, occorre poi utilizzare nel titolo il nome del brand; inserendo anche possibili numeri. Per orientare maggiormente il lettore, nel titolo bisogna anche far riferimento alle parole chiave HOW? (=come), WHAT? (=cosa) e WHY? (=perché).

L’ URL

L’URL che sceglierai è un altro degli elementi significativi del tuo blog, per questo non deve essere mai fatto a caso: deve essere sensato e coerente con i contenuti che andrai a pubblicare. Inoltre è proprio nell’ URL che si consiglia di introdurre le tue parole chiave.

Un altro fattore da tenere in considerazione è la lunghezza dell’URL: deve essere tra le 3-5 parole.

LA META DESCRIZIONE (META TAG DESCRIPTION)

Le meta tag description sono un altro elemento caratteristico da inserire nel tuo articolo: forniscono spiegazioni concise dei contenuti delle pagine web. Sono usate dai motori di ricerca nelle pagine dei risultati (SERP) per visualizzare delle anteprime di una determinata pagina e quindi del tuo blog.

Siccome occorre ragionare anche nell’ottica in cui gli utenti possano capire meglio di cosa tratterà l’articolo, una meta descrizione scritta nel modo giusto li aiuterà in questo, anche se non andrà ad incidere sul posizionamento nei motori di ricerca in alcun modo.

Anche le meta descrizioni devono sottostare ad alcune regole: devono rispettare il limita tra i 150-160 caratteri, anche loro, come l’URL, devono avere un certo significato e devono includere le parole chiave. Inoltre questi tag non devono essere ripetuti all’interno del testo.

Passiamo ora all’analisi del corpo del testo dell’articolo:

IL TESTO DEVE ESSERE STRUTTURATO IN PARAGRAFI (H1-H2-H3..)

Il testo strutturato in paragrafi risulta molto più semplice da leggere e da seguire, soprattutto quando è piuttosto lungo e con molte informazioni. Questa suddivisione in paragrafi consente ai lettori di individuare le parti salienti.

Il testo presenterà quindi tale struttura: titolo del paragrafo (h1) con successivo testo relativo (ad h1), sottotitolo del paragrafo (h2) con testo relativo (ad h2) e così via fino alla conclusione.

PULSANTI DI CONDIVISIONE SOCIAL

L’aggiunta di pulsanti di condivisione sui social aiuteranno a rendere il tuo articolo, e di conseguenza anche il tuo blog, più visibile. Inoltre le condivisioni sui social del tuo articolo porteranno nuovi lettori, se un personaggio con molti followers lo apprezzerà.

LINK INTERNI

I link (o collegamenti interni) sono diversi dai pulsanti di condivisione social; se li aggiungerai al testo sulla pagina del tuo blog, aiuteranno i motori di ricerca a indicizzare il tuo sito Web e gli utenti a trovare altri contenuti pertinenti a ciò che stanno leggendo.

Il collegamento interno è uno degli elementi essenziali SEO nella pagina poiché ha una grande influenza sui motori di ricerca. Il crawler (il software che analizza i contenuti di una rete) così può visitare le pagine che potrebbero andare perse, creando un indice che permetta la ricerca e la visualizzazione di queste ultime.

CONDIVISIONE DI IMMAGINI E VIDEO

Inserire immagini e video nel proprio articolo è un ottimo modo per renderlo unico, soprattutto quando anche la concorrenza li utilizza.

Occorre però prestare attenzione ai formati delle immagini e dei video che vengono utilizzati poiché potrebbero rallentare il funzionamento del tuo sito; assicurati perciò di utilizzare i giusti formati.

Ti consigliamo di inserire anche un’immagine alla fine di ogni scorrimento della pagina; in questo modo l’utente avrà sempre un’immagine sulla pagina durante la lettura così da renderla più coinvolgente.

LUNGHEZZA DEL CONTENUTO

È provato come un articolo dal contenuto consistente e lungo aiuti a raggiungere posizioni più alte nelle classifiche dei risultati di ricerca di Google.

Tieni presente, però, che non esiste una lunghezza perfetta per i tuoi contenuti; tutto dipende da ciò che vuoi trasmettere con il tuo blog. Sicuramente, più argomenti vengono trattati, maggiore è l’interesse e l’attenzione dei lettori.

PAROLE CHIAVE NEL CONTENUTO

Ritorniamo alla questione delle parole chiave: all’interno del tuo articolo va inserito un certo numero di parole chiave tra le prime 100-150 parole. Infine, occorre arricchire il testo con altre parole chiave che si colleghino a quelle precedenti così da richiamare i punti fondamentali dell’argomento.

create 3026190 1920 2 Guida alla gestione di un blog: i primi passi essenziali

In conclusione, si può notare come Google, negli ultimi anni, si stia muovendo a favore di quei contenuti unici ed interessanti, offrendo loro un posizionamento migliore nei risultati di ricerca.

Ecco un breve riferimento alla storia di Google risalente a vent’anni fa: i collaboratori dell’azienda hanno da sempre dato per scontata la migliore efficienza degli algoritmi Google rispetto al lavoro condotto dagli essere umani. Tali algoritmi sono stati definiti totalmente soggettivi, anche se molte ricerche hanno dimostrato come Google nel corso del tempo abbia messo messo mano ai risultati delle ricerche sul Web.

Da quanto emerso, però, si nota quanto anche gli utenti siano fondamentali nel determinare una buona posizione dei blog e dei siti Web (e rispettivi articoli) nella SERP: questi ultimi decidono quali contenuti meritano una posizione più elevata rispetto ad altri.

Inoltre, è evidente come alcuni problemi SEO sulla pagina non hanno alcun impatto sulle classifiche, mentre alcuni problemi riguardanti la scrittura e i contenuti e che non hanno nulla a che vedere con la SEO possono invece avere un impatto enorme sulla visualizzazione al sito.

Riassumendo, durante la creazione di un blog e in particolare degli articoli che andrai ad aggiungere, pensa bene a quali di questi elementi sono indispensabili perché il tuo articolo possa godere di una buona posizione in classifica tra i risultati dei motori di ricerca. In questo modo il tuo blog godrà di una buona visibilità, nonché di un grande successo tra il pubblico.

Instagram in cifre: ciò che è indispensabile sapere per affrontare il 2020

Sei alla ricerca di una strategia di marketing più efficace per la tua attività di business?

Devi allora sapere che Instagram può essere la piattaforma giusta per raggiungere il tuo obiettivo!

É ormai evidente quanto le nuove tecnologie digitali siano in grado di soddisfare bisogni di diversa natura, soprattutto quelli riguardanti il business: l’esempio concreto è Instagram.

Si tratta di un social in continua crescita e di grande visibilità; si presume che nel 2020 continuerà la sua espansione contando un numero sempre più ampio di iscritti.

Di fronte a questa continua crescita le aziende e i brand hanno deciso di utilizzare Instagram come un palcoscenico attraverso il quale sfruttare al meglio le opportunità di impresa e gli affari. Ci si sta interrogando su come organizzare al meglio la propria presenza sul social, in vista anche dell’anno appena iniziato e delle occasioni future sul mercato.

Ecco una serie di cifre che caratterizzano Instagram, utili per affrontare l’anno futuro, puntando così ad un piano d’azione strategico sempre migliore ed efficace.

I numeri di Instagram

  • 95 milioni di post condivisi ogni giorno su Instagram;
  • 500 milioni di persone utilizzano l’opzione “Instagram Stories” giornalmente;
  • Si stima che gli utenti di Instagram passeranno in media 28 minuti sulla piattaforma nel 2020;
  • 1 miliardo di persone utilizza Instagram ogni mese;
  • Il 63% degli utenti effettua il log in al sito almeno una volta al giorno;
  • Il segmento di popolazione più attivo su Instagram è quello compreso tra i 18 e i 34 anni.

Differenze tra Instagram e gli altri social

twitter 292988 1920 1 Instagram in cifre: ciò che è indispensabile sapere per affrontare il 2020
  • Si conta il 23% di coinvolgimento in meno quando una stessa immagine viene pubblicata su Facebook;
  • Tasso di coinvolgimento sui brand 10 volte più basso su Facebook;
  • Tasso di coinvolgimento tra le aziende: 0.09% su Facebook, 0,048% su Twitter e 1, 60% su Instagram.

Il Business condotto da Instagram

  • 130 milioni di utenti cliccano su post relativi allo shopping ogni mese;
  • 849,3 milioni di persone possono essere raggiunte e rintracciate tramite annunci;
  • Il 73% dei ragazzi americani afferma che Instagram è il mezzo più efficace per rintracciare i vari brand;
  • 200 milioni di utenti visitano almeno un profilo aziendale al giorno;
  • Il 62% delle persone sostiene di avere effettuato ricerche relative ad un marchio dopo averlo visto tramite una storia di Instagram.

La novità: Instagram oscura i like

Nel mese di aprile Instagram ha deciso di oscurare il numero dei like in Canada, per poi continuare a giugno in altri sei paesi: Australia, Brasile, Irlanda, Italia e Nuova Zelanda e così via nel resto del mondo.

Inizialmente sembrava trattarsi solamente di un test permanente, ma dopo un certo periodo tale manovra ha causato un calo del coinvolgimento per il 41% degli influencers in Canada.

A questo punto sono necessari dei contenuti che alzino i livelli di coinvolgimento e un esempio concreto è il cosiddetto UGC (User Generated Content: contenuti generati dagli utenti). Per UGC si intende un qualsiasi tipo di contenuto pubblico come un file audio, un’immagine, un video o un messaggio pubblicitario, generato dagli utenti e caricato su Internet.

I vantaggi di utilizzare questi contenuti generati direttamente dal consumatore sono molteplici: donano impressioni autentiche dei prodotti e dei servizi, siccome sono proprio i consumatori a rilasciare le loro esperienze generate dall’ acquisto dei vari prodotti. Tutto ciò genera un senso di fiducia (o sfiducia in caso contrario) e determina la decisione di acquisto degli utenti.

Questa è la ragione per il quale molti brand che si affidano al metodo UGC hanno un indice di coinvolgimento e di successo maggiore degli altri che, invece, non lo utilizzano.

instagram 3814079 1280 Instagram in cifre: ciò che è indispensabile sapere per affrontare il 2020

Inoltre, la somma dei like e dei seguaci di Instagram (i cosiddetti “followers”) da sempre influenza la credibilità dei prodotti e degli articoli pubblicizzati sul social. Questa, infatti, è una delle ragioni a cui risponde la manovra di oscurazione dei like. Gli standard sono stati discussi e cambiati, affidandosi così a contenuti condivisi in grado di generare una community con lo scopo di offrire una scelta guidata del prodotto per il consumatore.

Il metodo UGC: maggiore partecipazione organica e maggiore fiducia

  • Il 92% delle persone si fida maggiormente degli annunci UGC piuttosto che di quelli tradizionali;
  • E’ stata stimata una probabile crescita del 690% del coinvolgimento per i brand che utilizzano le linee guida UGC per pubblicare contenuti;
  • L’81% del pubblico afferma di essere stato influenzato dalle linee guida UGC nell’ effettuare acquisti;
  • Il tasso dell’efficacia di una campagna pubblicitaria è più alto del 300% se si utilizzano i contenuti condivisi;
  • Il tasso di conversione (coloro che hanno effettuato una specifica azione dopo aver visualizzato l’annuncio pubblicitario con contenuti UGC) è 4,5 volte in aumento;
  • 50% in meno dei costi per acquisizione del cliente;
  • 50% in meno dei costi per click.

In conclusione, organizzare il proprio profilo social, o di qualsiasi altro sito web, utilizzando le linee guida UGC significa dare vita ad una community di utenti. In questo modo i contenuti creati dagli utenti conferiscono un’immagine chiara dei brand e dei prodotti, dove i consumatori stessi si riconoscono, oltreché a riconoscere altre due qualità: l’onestà e la tracciabilità.

Facebook e le Associazioni No Profit

Le Associazioni No Profit svolgono attività utili a livello sociale e, di conseguenza, hanno bisogno di un elevato consenso del proprio pubblico. Al fine di divulgare gli obiettivi e far conoscere alle persone gli scopi dell’associazione, è necessario un approccio preciso anche per quanto riguarda il digital. Senza dubbio il primo passo per una strategia di digital marketing è quello di ottimizzare le risorse del web, ad esempio Facebook.

Pagina Facebook verificata

Una Fan Page deve essere innanzitutto essere verificata, ovvero ottenere il bollino di certificazione accanto al nome. In questo modo darà in primis l’idea all’utente che si tratta di una comunicazione ufficiale e, secondariamente, apparirà più facilmente nella barra di ricerca!

pagina facebook verificata 2 Facebook e le Associazioni No Profit

Come strutturare la pagina: qualche consiglio

La Pagina Facebook Associativa dovrebbe sicuramente avere come immagine del profilo il Logo dell’Associazione/Cooperativa. E’ fondamentale che il Logo abbia una buona qualità grafica perché si tratta di un’immagine che identificherà la realtà dell’Associazione e l’identità della stessa.

Come immagine di copertina, invece, è consigliabile l’utilizzo di una grafica che promuovi il prossimo evento/progetto o un modo per augurare a chi vi segue gli auguri per una particolare occasione, ad esempio le festività Natalizie. In questo modo si andrà creare una sorta di comunicazione dinamica tra la pagina e il pubblico. E’ consigliare aggiornare l’immagine di copertina 5/6 volte nel corso di un anno.

image 4 1024x576 2 Facebook e le Associazioni No Profit

Cosa condividere sulla pagina?

Anche per una realtà No Profit è molto importare stilare un piano editoriale per distribuire e organizzare i contenuti da pubblicare. Tendenzialmente, un buon piano editoriale dovrebbe prevedere tre pubblicazioni e settimana nei quali alternare contenuti relativi alle competenze riguardanti l’Associazione, alla promozione degli eventi e alla pubblicizzazione di progetti e, cosa più importante, raccontare la quotidianità della realtà dell’associazione attraverso uno Storytelling, magari veicolato da foto e video.

Questo è uno dei tanti esempi delle infinite possibilità che il web offre!

La Call To Action: tutto quello che devi sapere

Che cos’è una Call To Action efficace? La creazione di contenuti digitali per catturare l’attenzione degli utenti e incitarli a soffermarsi sui nostri siti web può rivelarsi poco utile se questi contenuti non vengono sfruttati nella maniera giusta! Nello specifico, quello che creiamo, come siti web, articoli del blog, pagine del sito, devono quasi tutti contenere uno strumento indispensabile: la Call To Action! (CTA)

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Che cos’è la Call To Action?

La Call To Action, letteralmente “chiamata all’azione” può essere un’immagine, un link, o una parte di testo cliccabile inserito all’interno di una pagina web che invita l’utente a compiere un’azione precisa. Così, dopo aver attirato l’attenzione dell’utente sui nostri siti web, lo invitiamo a compiere un’azione mirata.

Perché le Call To Action sono importanti?

Una chiama all’azione attira gli utenti e li invita ad azioni specifiche. Facciamo un esempio: l’utente effettua una ricerca su Google digitando “Viaggi a Torino” e arriva su un articolo del nostro blog che parla di viaggi a Torino. Alla fine dell’articolo clicca una Call To Action “Scarica la mini guida sulle migliori cose da fare a Torino”; cliccando atterra su una pagina in cui trova un form di contatto, lascia i suoi dati e scarica la mini guida. In questo modo otteniamo due risultati: l’utente è soddisfatto perché riesce a trovare esattamente quello che sta cercando e noi avremo ottenuto informazioni sulla sua persona.

1232417386 La Call To Action: tutto quello che devi sapere

Più semplice è, meglio è

Dobbiamo sempre tenere presente la scarsa attenzione e la pigrizia degli utenti internet: la Call To Action deve essere diretta, chiara e concisa. In particolare, il testo dovrebbe contenere un verbo al modo imperativo accompagnato da un oggetto che rende chiaro l’obiettivo dell’azione: “Scarica la guida”, “Iscriviti al corso”, “Prenota il tuo posto”.

Dove inserirle?

Generalmente, il lettore presta maggiore attenzione ai contenuti inseriti nella fase iniziale o finale dei contenuti.
Per questo motivo, due buone posizioni per inserire le CTA sono la parte iniziale e la parte finale della pagina.

Come creare Call To Action accattivanti?

Per creare CTA che attirino l’attenzione prima di tutto dobbiamo assicurarci che siano chiare e dirette. Secondariamente, bisogna assicurarsi che il testo cliccabili, il bottone o l’immagine utilizzata come Call To Action abbia delle caratteristiche:

  • deve essere distanziato dal resto, in modo da catturare più facilmente l’attenzione dell’utente;
  • di un colore che sia in contrapposizione con lo sfondo e che ispiri fiducia;
  • ottimizzato per la visualizzazione da mobile;
  • deve essere grande ma non troppo.

Le Call To Action rientrano dunque tra gli strumenti “Top” del digital, non farne a meno!