fbpx

Archives for Gennaio 2020

La nostra privacy è solamente una fonte di guadagno per le aziende?

Negli ultimi anni, con l’esplosione del fenomeno dei social network, un grande numero di dati personale viene caricato su queste piattaforme e, a causa loro, si sono confusi i tradizionali confini della privacy.

Il GDPR (General Data Protection Regulation) disciplina il trattamento e la circolazione dei dati personali relativi alle persone fisiche e a quelle giuridiche, ovvero cittadini e organizzazioni. L’intento è quello di creare uno standard europeo più semplice per quanto riguarda il trattamento dei dati, con lo scopo di generare una maggiore fiducia nei cittadini per quanto riguarda le nuove tecnologie che si stanno impadronendo del settore economico, e che si faranno sempre più strada in tutte le sfere della vita sociale e quotidiana.

Allo stesso tempo, con tale regolamento, si cerca di diffondere la mentalità necessaria alle aziende per trattare questo argomento con la stessa priorità e importanza di qualsiasi altro processo aziendale.

Il fine è anche quello di rendere le aziende più consapevoli della provenienza dei dati in loro possesso e, soprattutto, le porterà a gestirli con maggiore accuratezza.

Più precisamente, le aziende sono tenute a nominare degli addetti per il trattamento dei dati a cui spetterà il compito di comunicare le eventuali violazioni a danno della loro protezione.

Si tratta di norme applicate in tutte le aziende, anche in quelle al di fuori dell’UE ma di cui potrebbero far parte anche cittadini europei.


L’importanza dei dati

È quindi più che evidente come tutte le aziende, sia in Europa che in altri Paesi, utilizzano i dati continuamente.

La domanda da porsi è questa: come mai i dati sono così importanti? Per quale motivo le aziende necessitano di questi elementi?

La risposta è semplice: il fatto di poter studiare i consumatori attraverso i dati permette alle aziende di offrire contenuti adatti agli utenti nel momento più adatto.

Siamo di fronte ad una vera e propria strategia di marketing, basata sullo studio del consumatore al fine di proporgli prodotti e contenuti mirati.

Dopo l’ introduzione del GDPR nel 2018, le discussioni sulla privacy e sulla data regulation sono in costante aumento, alimentando così le discussioni tra i leader delle grandi aziende tecnologiche.

In un’economia sempre più guidata dai dati, le aziende devono dimostrare di averne pieno controllo e devono quindi sottoscrivere il regolamento che le guida.

I dati, come già accennato, sono ovunque e per questo le aziende assumono un ruolo di “data keepers”, assicurando che le informazioni in loro possesso siano criptate. Questo per evitare che, in caso di furto di dati, questi vengano riutilizzati.

Inoltre, per chiarire maggiormente la questione occorre citare anche i cosiddetti “cookie”.

Si tratta di elementi HTTP sul Web che funzionano per mezzo di un meccanismo in grado di riconoscere un utente da un altro. Il cookie, poi, può essere letto solamente dal proprietario che lo ha creato, per cui gli individui non sapranno mai quale informazione captata verrà trasportata.

Alla luce di questo meccanismo dei cookie per monitorare le attività dei consumatori su Internet, ad oggi, i cookies sono stati ampiamente ridotti e resi meno efficienti.

Non esistono, infatti, dei veri e propri meccanismi che consentono ai consumatori di comunicare le loro preferenze o i propri interessi alle società durante la loro navigazione sul Web o mentre utilizzano le app.


La protezione dei dati del consumatore
La regolamentazione GDPR “opt-in” per la protezione dei dati dei consumatori: l’utente esprime il proprio consenso ad essere inserito in una mailing list per ricevere comunicazioni di natura informativa e/o commerciale.

Questo significa che gli utenti accettano il tracciamento dei propri dati facendo un click su delle finestre che appaiono sullo schermo durante la navigazione ( i “pop-up” di notifica). Inoltre, il GDPR consente anche ai consumatori europei di cancellare i propri dati o di fornirli su richiesta.


In conclusione, inutile affermare quanto sia importante il trattamento dei dati e soprattutto la protezione di questi ultimi. È importante che le aziende e il Web in generale si muovano nella giusta maniera, al fine di generare fiducia nelle persone che vivono in un mondo all’ insegna della tecnologia fondata sullo studio dei dati.

È altrettanto importante sapere, però, quanto il pubblico di consumatori apprezza la personalizzazione online dei contenuti offerti dal web, senza la necessità di troppe ricerche, ma con i risultati sperati subito sotto mano.

Nel complesso, la privacy diventerà un punto focale per l’utente finale, dato che le persone cominciano a preoccuparsi maggiormente di ciò che le aziende stanno facendo con i loro dati e della loro eventuale perdita.

La soluzione infatti sta nel mezzo: trovare un giusto equilibrio tra la capacità di poter garantire la sicurezza dei dati raccolti, mantenendo la fiducia dei consumatori e l’abilità di arrivare ai consumatori grazie a questi ultimi nel modo appropriato.

Instagram in cifre: ciò che è indispensabile sapere per affrontare il 2020

Sei alla ricerca di una strategia di marketing più efficace per la tua attività di business?

Devi allora sapere che Instagram può essere la piattaforma giusta per raggiungere il tuo obiettivo!

É ormai evidente quanto le nuove tecnologie digitali siano in grado di soddisfare bisogni di diversa natura, soprattutto quelli riguardanti il business: l’esempio concreto è Instagram.

Si tratta di un social in continua crescita e di grande visibilità; si presume che nel 2020 continuerà la sua espansione contando un numero sempre più ampio di iscritti.

Di fronte a questa continua crescita le aziende e i brand hanno deciso di utilizzare Instagram come un palcoscenico attraverso il quale sfruttare al meglio le opportunità di impresa e gli affari. Ci si sta interrogando su come organizzare al meglio la propria presenza sul social, in vista anche dell’anno appena iniziato e delle occasioni future sul mercato.

Ecco una serie di cifre che caratterizzano Instagram, utili per affrontare l’anno futuro, puntando così ad un piano d’azione strategico sempre migliore ed efficace.

I numeri di Instagram

  • 95 milioni di post condivisi ogni giorno su Instagram;
  • 500 milioni di persone utilizzano l’opzione “Instagram Stories” giornalmente;
  • Si stima che gli utenti di Instagram passeranno in media 28 minuti sulla piattaforma nel 2020;
  • 1 miliardo di persone utilizza Instagram ogni mese;
  • Il 63% degli utenti effettua il log in al sito almeno una volta al giorno;
  • Il segmento di popolazione più attivo su Instagram è quello compreso tra i 18 e i 34 anni.

Differenze tra Instagram e gli altri social

  • Si conta il 23% di coinvolgimento in meno quando una stessa immagine viene pubblicata su Facebook;
  • Tasso di coinvolgimento sui brand 10 volte più basso su Facebook;
  • Tasso di coinvolgimento tra le aziende: 0.09% su Facebook, 0,048% su Twitter e 1, 60% su Instagram.

Il Business condotto da Instagram

  • 130 milioni di utenti cliccano su post relativi allo shopping ogni mese;
  • 849,3 milioni di persone possono essere raggiunte e rintracciate tramite annunci;
  • Il 73% dei ragazzi americani afferma che Instagram è il mezzo più efficace per rintracciare i vari brand;
  • 200 milioni di utenti visitano almeno un profilo aziendale al giorno;
  • Il 62% delle persone sostiene di avere effettuato ricerche relative ad un marchio dopo averlo visto tramite una storia di Instagram.

La novità: Instagram oscura i like

Nel mese di aprile Instagram ha deciso di oscurare il numero dei like in Canada, per poi continuare a giugno in altri sei paesi: Australia, Brasile, Irlanda, Italia e Nuova Zelanda e così via nel resto del mondo.

Inizialmente sembrava trattarsi solamente di un test permanente, ma dopo un certo periodo tale manovra ha causato un calo del coinvolgimento per il 41% degli influencers in Canada.

A questo punto sono necessari dei contenuti che alzino i livelli di coinvolgimento e un esempio concreto è il cosiddetto UGC (User Generated Content: contenuti generati dagli utenti). Per UGC si intende un qualsiasi tipo di contenuto pubblico come un file audio, un’immagine, un video o un messaggio pubblicitario, generato dagli utenti e caricato su Internet.

I vantaggi di utilizzare questi contenuti generati direttamente dal consumatore sono molteplici: donano impressioni autentiche dei prodotti e dei servizi, siccome sono proprio i consumatori a rilasciare le loro esperienze generate dall’ acquisto dei vari prodotti. Tutto ciò genera un senso di fiducia (o sfiducia in caso contrario) e determina la decisione di acquisto degli utenti.

Questa è la ragione per il quale molti brand che si affidano al metodo UGC hanno un indice di coinvolgimento e di successo maggiore degli altri che, invece, non lo utilizzano.

Inoltre, la somma dei like e dei seguaci di Instagram (i cosiddetti “followers”) da sempre influenza la credibilità dei prodotti e degli articoli pubblicizzati sul social. Questa, infatti, è una delle ragioni a cui risponde la manovra di oscurazione dei like. Gli standard sono stati discussi e cambiati, affidandosi così a contenuti condivisi in grado di generare una community con lo scopo di offrire una scelta guidata del prodotto per il consumatore.

Il metodo UGC: maggiore partecipazione organica e maggiore fiducia

  • Il 92% delle persone si fida maggiormente degli annunci UGC piuttosto che di quelli tradizionali;
  • E’ stata stimata una probabile crescita del 690% del coinvolgimento per i brand che utilizzano le linee guida UGC per pubblicare contenuti;
  • L’81% del pubblico afferma di essere stato influenzato dalle linee guida UGC nell’ effettuare acquisti;
  • Il tasso dell’efficacia di una campagna pubblicitaria è più alto del 300% se si utilizzano i contenuti condivisi;
  • Il tasso di conversione (coloro che hanno effettuato una specifica azione dopo aver visualizzato l’annuncio pubblicitario con contenuti UGC) è 4,5 volte in aumento;
  • 50% in meno dei costi per acquisizione del cliente;
  • 50% in meno dei costi per click.

In conclusione, organizzare il proprio profilo social, o di qualsiasi altro sito web, utilizzando le linee guida UGC significa dare vita ad una community di utenti. In questo modo i contenuti creati dagli utenti conferiscono un’immagine chiara dei brand e dei prodotti, dove i consumatori stessi si riconoscono, oltreché a riconoscere altre due qualità: l’onestà e la tracciabilità.