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Archives for Gennaio 2018

Amazon Go: l’inizio di una nuova era?

Tutti ne hanno parlato, non potevano esimerci perché la notizia è di quelle che potrebbero rivoluzionare il nostro modo di rapportarci all’acquisto dei beni di consumo. E’ l’inizio di una nuova era nel settore dello shopping “fisico”? Fare la spesa non sarà più lo stesso? Staremo a vedere. Intanto approfondiamo.

Cosa succede

Questa settimana apre a Seattle (vedi dove) il primo negozio Amazon Go: all’apparenza sembra un normale negozio di alimentari, ma è la tecnologia commerciale all’avanguardia che lo rende attualmente il negozio più avanzato del mondo. Non ci sono i cassieri e si paga la spesa direttamente tramite il proprio account Amazon, senza metter mano né al portafoglio (che roba obsoleta!) né allo smartphone.

Questa nuova esperienza di shopping senza cassa proposta da Amazon è resa possibile grazie a molte delle tecnologie che si trovano già a bordo delle auto a guida automatica: visione artificiale, sensori e machine learning che apprendono dall’esperienza. Tutto converge nel sistema chiamato Just Walk Out Shopping, che è in grado di rilevare quando i prodotti sono presi o rimessi sugli scaffali (attenzione, non scannerizzati, semplicemente presi!) tenendone traccia nel carrello virtuale del cliente. Finito lo shopping, si esce semplicemente dal negozio e, dopo poco, il conto verrà addebitato sull’account Amazon che invierà una ricevuta. Fine.

Come funziona

L’apertura era prevista a inizio 2017, ma a marzo scorso la compagnia l’aveva sospesa. Secondo quanto aveva riportato allora il Wall Street Journal, il “cervello” informatico del negozio aveva dei problemi a tenere sotto controllo più di 20 persone contemporaneamente. Dunque ora sono centinaia le micro cam sparse nel negozio: per capire quali prodotti vengono acquistati Amazon usa videocamere con sistemi di computer vision, machine learning e vari sensori sparsi lungo tutta la superficie.

Quando entra infatti il cliente scansiona un’app dello smartphone in modo tale che un reader riconosce il QR code del cliente e da lì in poi tutti i suoi moviemnti. Poi , una volta all’interno del supermercato, ci si comporta come sempre. Si cammina tra gli scaffali, si prende della merce, poi si cambia idea e la si rimette al suo posto. Senza mai scannerizzare. E, finita la spesa, non esistono cassieri o casse automatiche, si esce e basta: i soldi sono prelevati automaticamente dalla propria carta di credito.

Cosa vende

È un classico supermercato “medio-piccolo”, quindi saranno presenti i classici generi alimentari pre-confezionati preparati ogni giorno dagli chef all’interno del supermercato, o cucinati al momento in tempo record. Si può fare colazione, pranzo, cena o mangiare uno snack veloce. La selezione di prodotti alimentari spazia dal pane al latte, dai formaggi artigianali alla cioccolata locale. Non mancano, inoltre, marche molto conosciute, oltre a reparti speciali. Inoltre, per chi ha fretta, può comprare uno dei kit Amazon – studiati dai loro cuochi – per preparare a casa un pasto per due in circa 30 minuti.

E i cassieri?

Se il primo Amazon Go nella città natale del colosso americano darà i suoi frutti ne saranno aperti altri 2000 in giro per il mondo. La figura del cassiere però non sarà eliminata, solo riposizionata: all’interno del primo Amazon Go lavorano otto dipendenti, molti di più di quelli che la grandezza del supermercato porterebbe a pensare.

Cosa si intende per Digital Transformation?

Nel corso del 2017 abbiamo pubblicato molti articoli, chiaramente tutti inerenti il digital marketing. Ci siamo resi conto però che non abbiamo mai accennato nulla del “come ci siamo arrivati”, della trasformazione del modello classico di marketing che ha portato alla nuova visione “digital”. Affrontiamola dal punto di vista di un’azienda.

La digital transformation è un processo di adattamento dell’offerta di un prodotto, che, sfruttando le tecnologie digitali, avvicini l’offerta del prodotto alla domanda dell’utenza.

Un esempio curioso che si può trovare in diversi Paesi europei riguarda le cabine telefoniche e la loro trasformazione: da telefoni pubblici ormai inutili a router pubblici, da cui è possibile acquistare una connessione temporanea. Casi simili dimostrano come un prodotto in completa crisi, quello dei telefoni pubblici, si sia trasformato sfruttando le tecnologie digitali (connessione a internet wireless) per avvicinarsi alla domanda dell’utenza: una connessione a internet in caso di bisogno.

La trasformazione digitale è strettamente connessa con il modello di business. Per restare fedeli all’esempio delle cabine telefoniche, laddove le compagnie telefoniche sino ad allora avevano acquistato apparati in grado solo di telefonare, dopo questa trasformazione si è reso necessario installare dispositivi in grado di connettersi e far connettere alla rete. Ma non solo, i processi sono di più: vanno dall’acquisto delle materie prime, alla lavorazione, al trasporto del prodotto finito, ecc. Quando in tali processi intervengono le tecnologie digitali (p.es. un software che gestisce ogni passaggio), ecco che si sta mettendo in atto la trasformazione digitale.

Come si attua?

Secondo @Ecommerce_HUB le fasi della digitalizzazione possono essere ridotte a sei:

    • automazione: in ambito produttivo l’automazione dei processi riduce i tempi e aumenta l’efficienza produttiva stessa;
    • informatizzazione: il miglioramento dei processi produttivi passa anche attraverso una gestione informatizzati degli stessi; attraverso un miglioramento della struttura informatica interna, si possono evitare ridondanze e maggiore condivisione delle informazioni;
    • dematerializzazione: con processi produttivi informatizzati e automatizzati, ragionare ancora con carta e penna può essere superato, per esempio utilizzando piattaforme online proprietarie o meno che permettano la conservazione veloce dei dati;
    • virtualizzazione: nuovi software consentono una gestione semplificata delle risorse interne attraverso un’unica piattaforma;
    • cloud computing: molte aziende, di fronte all’automazione, l’informatizzazione, la dematerializzazione e la virtualizzazione, hanno deciso di spostare la gestione di hardware e software sulla rete, secondo sistemi di pay-per-use e on demand;
    • mobile: con sempre più dispositivi mobili, l’utilizzo di questi per potenziare la produttività individuale diventa indispensabile.

Ovviamente, tutto questo non servirebbe a nulla se venisse applicato a un modello di business ormai superato. A questo proposito, un concetto prossimo alla digital transformation è la cosiddetta digital disruption. Questo termine sta proprio a indicare il momento in cui l’azienda decide di modificare il proprio modello di business grazie alla trasformazione digitale.