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Archives for Ottobre 2017

Accelerated Mobile Pages

Una pagina AMP (Accelerated Mobile Pages) è un formato di pagina open source per il Web mobile che consente alle tue pagine di essere visualizzate quasi istantaneamente sui dispositivi mobili; insomma, si tratta di un sistema sviluppato per rendere meno frustrante l’esperienza del web da telefonino. Il progetto AMP è basato su un nuovo standard (.amp.html) costruito a partire da tecnologie web già esistenti, che permette di realizzare pagine web molto più leggere. Le pagine prodotte dagli editori in formato AMP, tra cui La Stampa o LaRepubblica, sono memorizzate e distribuite da Google o dalle piattaforme digitali che partecipano al progetto, il che garantisce prestazioni migliorate e modalità di visualizzazione innovative per gli utenti.

Inoltre, le pagine AMP consentono agli utenti di interagire con i contenuti di un singolo publisher su più siti durante le stessa sessione.

Ma come funzionano

Nel 2015 Google ha presentato il progetto Accelerated Mobile Pages, per il momento però è stato raccontato dai media per lo più come la versione made in Google degli Instant Articles di Facebook. C’è di più, ma andiamo con ordine.

Le pagine Accelerated Mobile Pages sono uguali a qualsiasi altra pagina HTML, ma hanno una serie limitata di funzionalità tecniche consentite che vengono definite e regolate dalla specifica AMP open source. Come tutte le pagine web, le pagine Accelerated Mobile Pages vengono caricate in qualsiasi browser moderno e in qualsiasi visualizzazione web delle app. I file AMP adottano diversi approcci tecnici e architetturali che danno priorità alla velocità per offrire un’esperienza più rapida agli utenti. Gli sviluppatori AMP hanno a disposizione una ricca libreria sempre più ampia di componenti web che offrono la possibilità di incorporare oggetti multimediali quali post social e video, visualizzare annunci o raccogliere dati analitici. L’obiettivo non è rendere omogenei l’aspetto e il design dei contenuti, ma realizzare una base tecnica per le pagine più comune, che velocizzi i tempi di caricamento.

Inoltre, i file AMP possono essere memorizzati nella cache sulla cloud per ridurre il tempo di download dei contenuti sui dispositivi mobili degli utenti. Utilizzando il formato AMP, gli autori di contenuti consentono a terze parti di memorizzare nella cache i contenuti dei file AMP. Con questo tipo di framework, i publisher continuano ad avere il controllo dei propri contenuti ma le piattaforme possono memorizzare facilmente nella cache i contenuti o eseguirne il mirroring per garantire una velocità di pubblicazione ottimale agli utenti. Google ha messo a disposizione la sua cache AMP, che può essere utilizzata da tutti gratuitamente e nella quale verranno memorizzate tutte le pagine AMP.

Chiedici intanto maggiori info, ne sentiremo sempre più parlare! Automattic ha già pubblicato un plug-in AMP per WordPress.

Concludendo, per ora, l’obiettivo è fare in modo che la combinazione di funzionalità tecniche limitate e di un sistema di distribuzione basato sulla memorizzazione nella cache consenta di migliorare le prestazioni delle pagine e permetta ai publisher di ampliare il proprio pubblico. Sembra funzionare, gli editori di AMP anche in Italia continuano ad aumentare.

[fonte @AMPhtml]

Facebook e TV: ora ci sono i TRP!

Ecco l’antefatto: Facebook vuole i soldi (€€) degli annunci televisivi e quindi ha iniziato a comportarsi come la TV.

L’azienda della Silicon Valley ha collaborato con il colosso Nielsen per lanciare un nuovo prodotto pubblicitario chiamato Target Rating Points Buying: questi TRP consentono agli acquirenti di pianificare, acquistare e misurare campagne che riguardano sia la TV che Facebook. Adesso gli inserzionisti possono pianificare una campagna in considerazione di un target totale TRP e quindi acquistare una quota di tali TRP direttamente con Facebook. Quindi, Nielsen verificherà la consegna su Facebook e Facebook e TV insieme. Con questa mossa, Facebook si sta posizionando come il perfetto complemento mobile per la TV.

I consumatori hanno sempre più la possibilità di scegliere, sperimentare a proprio piacimento e sempre più in modo mobile. Ma questo significa che la TV è andata? Assolutamente no. Le persone semplicemente stanno diventando sempre più multitasking, il tempo trascorso a guardare la TV e sui loro dispositivi mobili inevitabilmente si sovrappongono: mobile è anche sempre più il modo in cui gli utenti di Facebook guardano i video.

Tutto ciò che vuol dire Facebook è diventato una parte vitale di molte abitudini video di spettatori. E, di conseguenza, è anche un veicolo di marketing efficace per gli inserzionisti, in particolare gli acquirenti di annunci TV che vogliono ampliare le loro campagne e colpire l’intero target di pubblico, che verosimilmente non guarda più solo la TV.

Alcuni risultati

La TV è sempre stata una delle piattaforme più funzionali al cosiddetto “far branding”; stando a quanto dimostrato da una ricerca commissionata da Facebook condotta da Nielsen, promuovere campagne televisive attraverso video ads di Facebook, porterebbe a risultati maggiori in fatto di:

    • Target Audience incrementale raggiunta: sulla base di una misurazione condotta attraverso 42 Campagne negli USA, nei casi in cui Facebook e la TV erano congiunti, gli inserzionisti hanno constatato un incremento del 19% nella targeted reach, rispetto alle singole campagne televisive. Nei casi in cui la target audience era composta da Millennials, la reach incrementale è cresciuta del 37%.
    • Efficienza: le stesse 42 campagne hanno inoltre dimostrato come le impressions di Facebook fossero 2 volte più inclini a raggiungere il proprio target, rispetto a quelle della TV. Questo significa che gli inserzionisti avranno potuto investire meno nel raggiungimento della propria audience.
    •  Efficacia: uno studio condotto recentemente da Nielsen su 7 campagne pubblicitarie ha dimostrato che le persone esposte sia a Facebook che alla TV, mostravano un livello di memorizzazione delle ads superiore del 3.2%, rispetto a coloro che guardavano solo la TV.