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Archives for Aprile 2017

Usare le Buyer personas come strumento di marketing

Ne abbiamo già parlato a proposito di inbound marketing: la domanda che ci dobbiamo porre per capire se stiamo impostando una corretta strategia per ottenere un traffico di qualità è

Con chi sto parlando?

Mi sto rivolgendo a qualcuno in particolare? O sto urlando per la strada, magari a nessuno?

Definire l’interlocutore ideale nel digital marketing è possibile grazie alla tecnica delle buyer personas.

Ma cos’è una Buyer persona?

É una rappresentazione semi-immaginaria del mio cliente tipo, sulla base di ricerche di mercato e dati reali su clienti esistenti. Avviene dunque il passaggio dal target, ovvero gruppi di persone identificate da caratteristiche comuni, alla nicchia, cioè persone accomunate da caratteristiche selezionate, fino ad arrivare alla persona, all’individuo.

Per costruire le buyer personas possiamo utilizzare tre tecniche, che possono essere utilizzate anche insieme, lavorando sinergicamente. Abbiamo raccolto i consigli di @william_sbarza :

1. Consulta stakeholder interni

Se sei un consulente consulta il tuo cliente perché conosce a sua volta i propri clienti, fai domande al reparto vendita, a chi conosce bene il prodotto o il servizio, al customer care che è in continuo contatto con il proprio cliente. Raccogli tutte le informazioni possibili.

2. Utilizza gli strumenti web

Spesso viene utilizzata solo questa tecnica, ma il mio consiglio è di utilizzarla dopo aver parlato con il cliente, per poter verificare le informazioni raccolte e poi portare nuovi elementi su cui fondare la strategie da adottare su quei profili di persone. Utilizziamo tutto, dai sondaggi, ai dati forniti dai motori di ricerca, agli strumenti di search marketing e, ovviamente, i dati ottenuti attraverso la web analytics, se esiste già un progetto web.

3. Effettua interviste ai clienti (opzionale)

Questa è la tecnica più difficile e più dispendiosa. Servono delle competenze per realizzare le interviste, per fare le domande giuste e sapere poi ascoltare le risposte. Questa tecnica però ha il grande vantaggio di permetterci di creare delle buyer personas molto precise, proprio perché ci baseremo sulle dirette testimonianze di clienti o acquirenti che hanno acquistato da noi o da un competitor, fornendoci informazioni preziosissime.

Possiamo così sapere quali sono state le motivazioni che hanno portato a questa scelta e capire l’intera customer journey ovvero l’intero processo di acquisto della persona!

Ecco un utile template riassuntivo.

SEO: le novità 2017

All’interno di un piano marketing complessivo, che ambisca a raggiungere buoni risultati, il posizionamento sui motori di ricerca è una di quelle attività che non possono mai essere tralasciati. Ne abbiamo parlato ampiamente nelle scorse settimane, per esempio qui.

La SEO è un’attività che ogni azienda dovrebbe affrontare mantenendo un costante aggiornamento. Tra le novità SEO (Search Engine Optimization) che attendono gli specialist quest’anno abbiamo individuato alcuni suggerimenti.

  1. Google assegna ad ogni sito un valore in base alla qualità dei contenuti: il Crawl Budget è un vero e proprio “gruzzoletto” che Googlebot ha a disposizione per scansionare le pagine del website. È con Search Console che risulta possibile capire la quantità di file, pagine e immagini che vengono scaricate e scansionate ogni giorno dal re dei motore di ricerca. Se questo indicatore sale, aumentano proporzionalmente le risorse destinate alla comprensione del sito in questione. È consigliabile dunque mantenere un’alta qualità dei contenuti con aggiornamenti costanti delle pagine più rilevanti e cercare di accrescere il numero di risorse esterne autorevoli che contengono link al sito stesso.
  2. Google assegna le penalizzazioni di posizionamento per quei siti che puntano su ads invasivi e quindi “dannosi” per la User Experience mobile. Non si può nemmeno parlare di un approccio inaspettato, dal momento che Big G, come raramente fa, aveva segnalato l’aggiornamento in arrivo con ben 5 mesi di anticipo.
  3. Sempre più si affermano come contenuti quantitativamente dominanti le immagini. Ma quanto è in grado di capire Google (e gli altri motori di ricerca) a proposito delle immagini del sito internet? Il tema è emerso in una delle Office Hours su Google Hangouts: i progressi attuali nel riconoscimento delle immagini non stanno a significare che i SEO specialists possano esimersi da alcune note best practice, come indicare nomi dei file, attributo alt, link, tag title, didascalie, ecc. Forse tra qualche anno non sarà più così, ma per ora…
  4. Il protocollo di sicurezza https è particolarmente rilevante per tutti quei siti definiti YMYL (Your Money Your Life), cioè che hanno informazioni riguardanti una serie di dati sensibili. È stato Google stesso a fornire specifiche al riguardo: “Sono pagine che possono avere un impatto sul vostro attuale o futuro benessere (fisico, finanziario, sicurezza, ecc.)”. Le pagine YMYL dovrebbero provenire da siti web affidabili e il contenuto dovrebbe essere creato con un elevato livello di competenza e di autorevolezza. Dall’inizio dell’anno, infatti, Chrome visualizza la dicitura “sicuro” accanto alla URL per certificare all’utente che il sito che si sta navigando sia affidabile.
  5. Infine tra le novità SEO 2017 va menzionata anche questa: una ricerca su 5 avviene in modalità Voice Search e questo fenomeno avvicina sempre più l’interazione online con il parlato, anche a livello di query. Le keywords diventano in qualche modo più complesse, sicuramente più lunghe, prossime al colloquiale e sempre meno schematizzate da tastiera. La ricerca vocale NON cannibalizzerà gli altri tipi di ricerca ma sarà una (nuova) modalità che diventerà sempre più di moda. Nel 2016 Google ha affermato che le query via voice effettuate tramite dispositivi mobili sono passate dal 20% (a Maggio) al 25% (a Settembre). Occorre adeguarsi dunque!
  6. Google rimarrà saldamente in testa nella classifica delle maggiori fonti di traffico per un sito web. Né Facebook né altre fonti riusciranno a scalfirlo. Escludendo il traffico “direct” (nel quale, ricordiamolo sempre, rientrano anche un sacco di “referral” difficilmente tracciabili) si può notare che Google ha un peso circa 11 volte maggiore di Facebook, il quale è circa 1 volta e mezzo YouTube. Ecco una classifica generale delle prime 15 traffic sources (dati SimilarWeb)

Alcune dritte dal punto di vista Local

Per le piccole e medie imprese sono importanti alcuni suggerimenti in un’ottica strategica di SEO in chiave local, non per ridurre le potenzialità ma per sfruttare al meglio quelle offerte dal territorio di riferimento [fonte @axeleroIT]

  1. identificare i concorrenti sul territorio, trovarli con una semplice ricerca su Google e studiare la strategia utilizzata per raggiungere le posizioni al vertice della SERP
  1. raccogliere tutti i dati disponibili sui concorrenti, il monitoraggio della concorrenza per migliorare le proprie prestazioni è importante (a partire dai nomi delle società, i relativi siti web, le pagine social, i contatti, ecc.) per capire su quale fronte la concorrenza sia carente e dove, quindi, si può essere maggiormente concorrenziali
  1. studiare i siti web dei competitors, effettuare dei test empirici su Google per verificare se i website rivali sono più o meno ottimizzati per la ricerca locale; si può optare per un controllo anche più dettagliato, ad esempio, visualizzando il codice HTML dei siti competitor, per analizzare i contenuti e i temi specifici usati per posizionarlo

Ne riparleremo sicuramente in un prossimo articolo! Stay connected