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Archives for Febbraio 2017

Perchè usare WordPress per il proprio Blog ?

Partiamo dai numeri: secondo alcune ricerche WordPress è la piattaforma CMS acronimo di Content management system o sistema di gestione dei contenuti, più utilizzata: si parla del 52% dei blog più importanti ed in vista della rete, quasi il triplo rispetto a chi segue nella classifica (Custom, Drupal e Joomla). Oggi pare che 25 milioni di siti presenti su internet siano stati realizzati con WordPress.

Con wordpress è possibile realizzare siti molto più dinamici rispetto a quanto si faceva con il vecchio HTML, aggiungendo funzionalità e sfruttando le potenzialità come detto di posizionemento ed ottimizzazione, grazie anche ad i contributi di alcuni plugin (la maggior parte sono gratis) che ne migliorano ancora di più le funzionalità.

Tra le principali caratteristiche che maggiormente contraddistinguono WordPress una è sicuramente la facilità di utilizzo:  anche un neofita di internet può installarlo sul proprio spazio web, e per chi è alle prime armi con il web content, non avrà problemi ad inserire un articolo: in parole povere per utilizzare wordpress non serve conoscere linguaggi di programmazione, non serve saper utilizzare software da webmaster e non servono corsi di formazione.Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è wordpress-589121_960_720.jpg

WordPress oltretutto è altamente personalizzabile: oltre ad essere una piattaforma “Open Source“  distribuita gratuitamente, permette a chi lo utilizza di modificarne ogni sfaccettatura, specie se si ha una piccola conoscenza del linguaggio PHP. Sul web poi, una serie infinita di plugin wordpress che potranno aiutarvi a rendere il sito un guanto per la vostra idea redazione o per l’attività commerciale (esistono plug in per migliorare il posizionamento, per l’ecommerce, per gestire newsletter, per migliorare immagini e contenuti ecc ecc).

Infine e non per ultimo,  la community di wordpress si è estesa a macchia d’olio: non c’è un forum che tratti il mondo della tecnologia e del web 2.0 che non abbia una sezionededicata a chi utilizza il popolare CMS. Tutto questo significa anche avere un supporto rapido e concreto sia di sviluppatori che di normali utilizzatori per risolvere piccoli e grandi problemi che potrebbero essere riscontrati nell’utilizzo della piattaforma.

In ultimo, ma non meno importante, è l’hosting. Il CMS lo hai individuato (per il blogging quasi tutti puntano su WordPress) ma per l’hosting hai ancora qualche dubbio. Perché non sai esattamente cosa chiedere, e non sai di cosa hai bisogno.

Niente paura. Basta scambiare 4 chiacchiere con il tuo provider e avere le idee chiare su alcuni punti:

  • Qual è lo scopo del blog? – Devi usarlo per scambiare idee di cucina con la tua famiglia o devi usarlo per far crescere il tuo business? In quest’ultimo caso devi optare per una soluzione che ti garantisca stabilità e risorse degne di tale nome.
  • I visitatori del tuo blog – Difficile saperlo se stai pubblicand per la prima volta un blog, ma puoi provare a fare una stima iniziale. Soprattutto se lo affiancherai a una realtà vivace. Se prevedi che ci siano migliaia di visitatori al giorno la soluzione sarà diversa se conti solo i click della squadra di calcetto domenicale.
  • Spazio web e banda – Hai già un’idea dello spazio web, lo spazio fisico necessario per caricare immagini e altro, che servirà al tuo blog? E la banda? Per calcolare questo dato basta moltiplicare la dimensione media di una pagina web per il numero di pagine viste mensilmente: questo punto è fondamentale per un blog perché ogni articolo è un elemento in più da considerare nel calcolo.
  • Hai bisogno di sicurezza e velocità – Un backup ed un support sempre presente e una buona velocità di caricamento delle pagine web: questi fattori possono essere particolarmente utili per chi intende il blogging come strumento di vendita e di promozione. Prima di acquistare chiedi.
  • Devi pubblicare molte risorse video e audio – Questi contenuti sono molto importanti per attirare l’attenzione dei lettori e per dare valore ai contenuti. Ma pretendono molte risorse dall’hosting: valuta con il tuo provider anche questo aspetto.

HTTPS e certificati SSL, facciamo chiarezza

SSL è l’acronimo dei termini in inglese Security Socket Layer. Un Security Socket Layer è un protocollo che serve a proteggere le comunicazioni tra browser e server, criptando, per esempio, le informazioni fornite dagli utenti. E’ essenziale per la protezione dei dati sensibili dei visitatori contro le frodi e il furto di identità. Il certificato SSL emesso da un ente riconosciuto è indispensabile per attivare il protocollo SSL senza ricevere avvisi dai client (per es. i browser) che lo utilizzano. 

HTTPS è invece acronimo dei termini in inglese HyperText Transfer Protocol over Secure Socket Layer. A grandi linee, questa sigla indica un sito web a cui è stato applicato un SSL (http sta ad indicare i siti web e la s alla fine della sigla significa, appunto, che il sito ha un certificato SSL).

Perché è importante utilizzarli?

Perché informazioni e dati sensibili possono essere intercettati da hacker durante il trasferimento tra browser e server. Sono dunque essenziali per tutti i siti web che richiedono agli utenti l’inserimento di informazioni sensibili o dati necessari ad autorizzare pagamenti, in particolar modo dovrebbero sempre usare HTTPS e certificati SSL i siti e-commerce o quelli dove sono salvate password ed informazioni bancarie.

Un altro aspetto da non sottovalutare è l’impatto di certificati e protocollo SSL sulla SEO.

Per favorire la messa in sicurezza del web, all’incirca un anno fa Matt Cutts di Google ha infatti annunciato piani volti ad includere il protocollo SSL nell’algoritmo che determina il posizionamento dei siti web. In poche parole: se rendi il tuo sito sicuro, Google lo noterà e posizionerà anche le tue pagine sopra a contenuti equivalenti ma che usano una connessione non sicura.

Come sapere se un sito li utilizza?

Osservando la finestra del browser stessa potrai capire se la connessione al sito web è stata stabilita con protocollo SSL: se la connessione è sicura apparirà sulla sinistra dell’URL una piccola icona a forma di lucchetto verde e sarà presente nell’url https invece del semplice http. Inoltre, cliccando sull’icona a forma di lucchetto, espanderai una finestra in cui sono presenti maggiori informazioni e se l’identità del sito è stata verificata (cioè se ha il certificato SSL).

D’altro lato, se un sito non ha un certificato installato e la connessione non usa il protocollo SSL, vedrai un piccolo simbolo a forma di pagina e l’URL con http.

Inoltre, incredibile a dirsi, non sono rari i casi di siti web che fanno uso di certificati “fatti in casa”. Meno male però che quando ci colleghiamo ad un sito del genere, il browser ci mostra un avviso che ci invita a porre attenzione a quello che stiamo facendo. A questo punto, se il sito web è realmente un sito fasullo e pericoloso, l’utente prudente ha la possibilità di evitarlo semplicemente fermandosi o tornando indietro.

Con poca spesa e poco dispendio di tempo, è possibile aumentare in modo netto la sicurezza del proprio sito web, sia quella percepita che quella effettiva.

Chiedici come fare a installarli se ancora non ce li hai sul tuo sito o, ancora peggio, sul tuo eCommerce!

Inbound Marketing: cos’è

E’ finita l’era delle attività del cosiddetto outbound marketing, ovvero della pubblicità, degli spot promozionali,  dei cartelloni pubblicitari che interrompono il nostro quotidiano senza attrarci irrimediabilmente. Ai giorni nostri dobbiamo essere in grado di creare campagne diversificate che rappresentino un mix perfetto tra la strategia tradizionale e quella moderna, dobbiamo fare anche inbound marketing.

L’inbound marketing si occupa di attirare l’interesse dell’utente (della Lead): la creazione di contenuti rilevanti e di campagne efficaci permette alle aziende di attirare e convertire nuovi contatti, nuovi lead, che a loro volta diventeranno clienti, e alcuni di essi addirittura promoters.

Come rendere possibile questo percorso? Aspetto fondamentale per la riuscita della strategia di inbound marketing è quello che riguarda la diffusione e distribuzione dei contenuti. L’utente deve avere la possibilità di accedervi tramite i canali che già utilizza, siano essi i social network o i motori di ricerca. L’inbound marketing utilizza un approccio olistico, riunendo al suo interno più concetti chiave (ne elenchiamo 5, i più attuali a nostro parere).

Content marketing

Il perno dell’inbound marketing è il content marketing. Creando contenuti informativi rilevanti e in grado di aiutare gli utenti hai la possibilità di generare lead qualificati per la vendita che sono alla ricerca di informazioni che li aiutino a superare un problema che stanno affrontando. In questo campo i contenuti possono assumere varie forme: blog, post sui social network, white paper, eBook, video, infografiche, podcast e qualsiasi altra forma tu possa avere in mente, il che ti da la possibilità di scegliere tra diverse opzioni nel momento in cui devi ideare e creare un contenuto in grado di intrattenere i tuoi utenti.

Social network

I social network non stanno cambiando solamente il modo in cui ci comportiamo nel tempo libero, stanno cambiando anche il nostro modo di lavorare. Questi canali sono molto utilizzati nel campo dell’inbound marketing per molte ragioni. Innanzitutto offrono la possibilità di andare a colpire un segmento fortemente targetizzato dal punto di vista professionale grazie a social network come LinkedIn che permette alle aziende B2B di attuare strategie di lead generation sia in maniera organica che tramite il paid advertising. A ciò va aggiunto il fatto che i social network rappresentano il canale migliore per guidare traffico verso il website ed aumentare il livello di brand awareness della tua azienda o del tuo marchio.

Gli utenti cercano di entrare in contatto con il team di vendita attraverso i social network, per questo è importante che ti assicuri di essere parte delle conversazioni che si svolgono al loro interno.

Search Engine Optimization (SEO)

Un’altra attività che compone l’inbound marketing riguarda l’ottimizzazione dei contenuti per i motori di ricerca. Se il tuo obiettivo è  quello di portare visitatori al tuo website, non solo l’utente deve avere la possibilità di trovare facilmente la tua azienda ma soprattutto i tuoi prodotti e servizi quando avvia la ricerca, ma è altrettanto importante assicurarti di avere un posizionamento migliore rispetto ai tuoi concorrenti. Per farlo è importante:

  • Ottimizzare i contenuti creati a partire dalle parole chiave più utilizzate dal tuo pubblico target quando avvia una ricerca
  • Creare contenuti di qualità in grado di accrescere l’autorità del tuo website su un determinato argomento
  • Attirare inbound link, ovvero link di siti esterni che creano un collegamento verso il tuo website.

Secondo un’indagine (HubSpot) su oltre 4.500 marketer, nello svolgere una strategia di inbound marketing l’attività prioritaria consiste nel miglioramento del posizionamento organico grazie alle strategie SEO (66%), immediatamente seguita dalla creazione di un blog (60%) e dalla diffusione di contenuti (50%).

Pay-Per-Click Advertising

Questa attività è strettamente relazionata alla SEO quando si tratta di inbound marketing dato che è un buon modo per rafforzare il tuo posizionamento organico. Le attività di Pay-Per-Click Advertising ti permettono di comparire nelle prime posizioni dei risultati di ricerca qualsiasi sia il tuo posizionamento organico. Utilizzare il paid advertising può essere un buon metodo per guidare contatti di qualità verso il tuo sito.

IoT – Internet of Things

L’Internet of Things (ne parleremo più approfonditamente in un post futuro) rappresenta la nuova frontiera dell’inbound marketing. I nuovi accessori tecnologici come gli smartwatch, Apple Watch e FitBit riescono a connettere le persone in nuovi modi e rappresentano un’opportunità unica, all’avanguardia e in grado di gestire i contenuti su più piattaforme e device.

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