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Archives for Gennaio 2017

Cosa scegliere ? Bing Ads o Google Adwords

Se hai mai visto una campagna PPC, quasi sicuramente sei incappato in un annuncio creato tramite Google Adwords, lo strumento di Google per fare pubblicità a pagamento online.

Perchè Bing Ads è una valida alternativa ?

Perchè scegliere Bing Ads per le nostre campagne Web Marketing? Bing è invece la piattaforma ideale per gestire gli annunci pubblicitari su Bing, il motore di ricerca di Microsoft (il diretto concorrente di Google, per intenderci). Il servizio di Google continua comunque a detenere il primato nelle ricerche in Italia, ma Bing Ads nell’ultimo anno è cresciuto molto catturando l’attenzione di molti marketer, piccoli e grandi.

“Cane e gatto, chi l’ha detto che non si può?” (cit. @Strogoff_it) Potresti fare lo stesso ragionamento per i servizi di PPC: chi ha detto che non si possono utilizzare entrambi con profitto?

Ecco perché usare anche la piattaforma di Microsoft:

• permette di importare vecchie e nuove campagne pubblicitarie online con Adwords tramite lo strumento di importazione e l’inserimento delle proprie credenziali Google (sicuramente una funzionalità indispensabile per poter attirare specialist non desiderosi di rifare da capo il lavoro appena concluso)

• ha dalla sua parte un CPC (costo per clic) sempre minore

• puoi raggiungere fasce di mercato che su AdWords sono sature, parliamo in particolare del settore turismo, B2B, servizi finanziari e shopping: in questi settori di mercato il CPC è nettamente inferiore perché la concorrenza è minore rispetto ad AdWords.

Non esiste assolutamente un vincitore tra le due note piattaforme di Search Engine Marketing.

La verità è che questi due servizi non devono essere avversari, ma complici nello stesso vittorioso team. La scelta più giusta è quella di sfruttare i vantaggi di entrambe le piattaforme, tenendo conto delle loro principali differenze: il nostro consiglio è di avviare le tue campagne di Web Marketing innanzitutto su Adwords, solo successivamente le stesse sono da importare su Bing Ads dividendo correttamente il budget. Bing ha infatti costi certamente più contenuti (ipotizziamo spesso il 10% dei costi Adwords), poca concorrenza ma anche introiti minori; d’altro canto la piattaforma di Google è più costosa ma permette di raggiungere più persone e guadagnare di più.

Se vuoi realizzare una campagna integrata, chiedici subito senza impegno

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eCommerce e le difficoltà di vendere online all’estero

Qualche settimana fa abbiamo commentato insieme gli ultimi dati statistici relativi all’eCommerce b2c in Italia e dunque anche il fatto che sono aumentate significativamente (+17%) le attività online di Export.

Tuttavia il 59% delle aziende intervistate per E-commerce Barometer 2016 trovano difficile vendere online all’estero principalmente per 3 motivi: la regolamentazione del mercato, gli aspetti fiscali, la logistica.

A ciò si aggiunge che a livello europeo, solamente il 12% degli acquisti online sono stati fatti al di fuori del mercato nazionale ed è evidente che questo limite testimonia l’inefficacia del commercio elettronico come opportunità che può essere colta tanto da parte dei consumatori che da parte delle aziende.

Limiti e opportunità

È palese che il primo tema che deve porsi un eCommerce che intende espandersi (solo o anche) online sui mercati internazionali è l’analisi della domanda, per comprendere i Paesi in target, e la definizione delle opportune strategie da attuare.

In questo senso sono utili strumenti digitali, quali (ne citiamo solo alcuni):

  • Facebook Audience Insights
  • Google Trends o Google Market Finder
  • Keyword Planner di Google Adwords
  • Terapeak.com e Camelcamelcamel.com, utili ai fini della determinazione del prezzo, grazie all’analisi delle serie storiche dei prodotti venduti su eBay e su Amazon

Inoltre, localizzare un sito richiede la comprensione delle specifiche della SEO internazionale, come l’adattamento del contenuto e della user experience alle aspettative ed alle preferenze degli utenti del mercato di riferimento, l’organizzazione per lingua e per mercato delle schede prodotto e dei contenuti collaterali, la corretta traduzione dei testi e la localizzazione delle attività di link building.

Guardate quanto il sito di Lush sia diverso mercato per mercato (fonte @semrush):

Strategie di vendita online: l'e-commerce di Lush per il mercato italianoL’ecommerce di Lush per il mercato italiano

L'ecommerce di Lush per il mercato bosniacoL’ecommerce di Lush per il mercato bosniaco

Vendere online all'estero: la strategia dell'eCommerce Lush per il mercato americanoL’ecommerce di Lush per il mercato americano

Tali attenzioni sono utili anche nel caso in cui non sia disponibile l’acquisto online ma vi sia la possibilità di contattare l’azienda.

A tale attività va affiancata, soprattutto con fini tattici, l’utilizzo di:

  1. marketplace generalisti internazionali, due su tutti: Amazon ed Ebay
  2. marketplace generalisti nazionali, per es. Priceminister, Cdiscount, Bol.com e Allegro
  3. marketplace settoriali internazionali, per es. Zalando nel settore moda

A tutti questi ambienti, per i brand più noti, sono infine da aggiungere gli operatori del mondo delle vendite private, le quali possono agire come test per valutare la risposta dei mercati ancora poco conosciuti.

Le cautele che spesso bloccano

Le principali aree di attenzione sono:

  1. la molteplicità delle normative sui diritti dei consumatori esistenti (data protection, comunicazioni commerciali necessarie, descrizioni ed etichettatura dei prodotti e del packaging, adempimenti amministrativi, politiche di recesso, ecc)
  2. le diverse norme sulla privacy
  3. le normative fiscali, con i risvolti che queste implicano in termini di requisiti del software eCommerce
  4. la scelta della logistica, sia in termini di evasione dell’ordine che di gestione dei resi, con le relative valutazioni di termini di outsourcing che possono derivarne (full service provider, spedizioniere internazionale, adozione di modelli di dropshipping,ecc)
  5. la cura delle attività post-vendita, sia in termini di customer care che di marketing automation

Chiedi alla tua Agenzia di fiducia come procedere, in realtà non c’è nulla di cui avere paura!

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