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Archives for Novembre 2016

Tempo di Black Friday!

Impossibile resistere al richiamo dello Shopping (anche online, come abbiamo visto settimana scorsa), specialmente prima delle feste natalizie.

Quando

Il giorno più caldo dello shopping quest’anno cade oggi, il 25 novembre. La data è più o meno fissa ogni anno: l’usanza importata dagli Stati Uniti prevede infatti che il primo venerdì che segue il giorno del Ringraziamento dia inizio alla stagione dello shopping natalizio. Ma da qualche anno a questa parte c’è un altro giorno da tenere a mente: il Cyber Monday, il lunedì informatico, legato esclusivamente ai prodotti tecnologici e pensato per chi si è lasciato sfuggire gli sconti del venerdì. In questo caso la data da segnarsi è il 28 novembre.

Anche in anticipo

Per molti la corsa pazza all’acquisto è già partita da giorni. Molti colossi dell’e-commerce, a partire da Amazon, si sono mosse con largo anticipo, lanciando già una raffica di sconti. La società di Jeff Bezos ha messo e continua a mettere in offerta prodotti diversi, pezzi limitati, ogni 5 minuti. Le offerte sul sito rimarranno attive fino alle 23.59 di lunedì 28 novembre, quando l’iniziativa chiude con il Cyber Monday. Anche altri hanno giocato d’anticipo: per esempio Ebay, altro gigante del commercio online, punta sugli sconti per i prodotti hi-tech fino al 70% dal 19 al 30 novembre.

In Italia

In Italia il fenomeno del Black Friday è in crescita, ma legato soprattutto alle promozioni delle vendite digitali. Oltre ad Amazon ed Ebay, (già citati sopra), si attendono offerte anche da colossi dell’e-commerce della moda come Zalando e Yoox. Così come dalla catena di prodotti di bellezza Sephora, che ha reso disponibile un’apposita app per le preview degli sconti. Grandi catene come Mediaworld, Expert ed Euronics sono da tenere d’occhio per la tecnologia. Negli ultimi anni l’iniziativa sta prendendo piede anche nei negozi fisici o di piccole dimensioni.

E la vostra attività online sta cogliendo quest’occasione? Negli ultimi anni infatti, grazie alla diffusione dell’iniziativa, non solo più i “grandi” ne hanno approfittato.

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Le origini

Sull’origine del nome Black Friday (Venerdì nero), non ci sono certezze. Secondo alcuni il termine sarebbe stato coniato per la prima volta a Filadelfia a causa del traffico che, in questa giornata, congestiona la città in quel giorno. Secondo altri, farebbe riferimento ai libri contabili dei commercianti, dove le perdite vengono segnate in colore rosso, mentre i guadagni in nero. Il primo Black Friday sembra risalire al 1924 quando, nel giorno successivo al Ringraziamento, il famoso centro commerciale Macy’s organizzò una parata per celebrare l’inizio dello shopping natalizio. Per l’esplosione del fenomeno “venerdì nero” bisogna aspettare gli anni ’80, quando dagli Stati Uniti inizia a diffondersi anche nel Regno Unito, e in altri Paesi europei come Germania, Francia, Spagna e Italia.

Gli hacker

Attenzione mentre si fa shopping selvaggio online. Il Black Friday è purtroppo anche un occasione molto amata per gli hacker che provano a rubare i dati di pagamento. A lanciare l’allarme è  Kaspersky Lab sulla base delle rilevazioni effettuate negli ultimi anni e che prevede un picco di attacchi di “phishing” finanziario: mail, messaggi, siti fraudolenti che puntano a rubare i dettagli delle carte di credito degli utenti. Occhio dunque a come ci si muove in Rete.

L’eCommerce B2c in Italia, alle soglie del 2017

L’eCommerce B2c è continuato a crescere anche nel 2016: ecco alcuni recentissimi numeri significativi (fonte @Osserv_Digital).

Il valore degli acquisti online degli italiani fa segnare un +18% per un giro d’affari che sfiora i 20 miliardi di euro, tra prodotti (9 miliardi) e servizi (10,6 miliardi). Il Turismo si conferma il primo comparto con una quota del 44% e una crescita del 10%. Seguono Elettronica di Consumo che vale il 15% e cresce del 28% e Abbigliamento, che vale il 10% e cresce del 27%. Si rivela sempre più importante il contributo dei settori emergenti (Food & Grocery, Arredamento e home living, Beauty, Giocattoli), che insieme valgono oltre 1,5 miliardi di euro e crescono con tassi compresi tra il +30 e il 50%.

L’eCommerce italiano, benché ancora sbilanciato sui servizi (54% del valore complessivo), registra una crescita degli acquisti dei prodotti 4 volte superiore rispetto a quella fatta registrare dai servizi (32% vs 8%). Si sta quindi lentamente avvicinando a quello rilevato nei principali mercati stranieri, dove la componente di domanda legata ai prodotti è nell’intorno del 70%.

Nel 2016, i web shopper italiani, ossia i consumatori che hanno effettuato almeno un acquisto online nell’anno, crescono del 7% annuo e raggiungono quota 19 milioni, pari al 60% circa degli internet user.

La penetrazione dell’eCommerce sul totale acquisti Retail sale al 5%. Se prendiamo come riferimento i paesi dove l’eCommerce B2c è in assoluto più maturo, la penetrazione sul totale Retail è fino a 4 volte quella italiana ed è nell’intorno del 15%-20%.

L’offerta è dunque chiamata, ora più che mai, a un esame di maturità. Servono capacità di investimento e di innovazione per rendere sempre più semplice e appagante l’esperienza di acquisto. Le Dot Com hanno percorso questa strada e continuano a crescere più delle imprese tradizionali (+28% vs +10%). Gli operatori tradizionali, dal canto loro, hanno fatto finalmente il primo passo e devono ora giocare la partita fino in fondo.

Mobile Commerce

Nel 2016 gli acquisti eCommerce da smartphone sfiorano i 3,3 miliardi di euro (suddivisi tra il 63% dei prodotti ed il 37% dei servizi), con una crescita del 63% rispetto al 2015. Negli ultimi tre anni il mercato è triplicato, a conferma dell’importanza di questo canale per il consumatore. Per i prodotti giocano un ruolo importante sia i siti con modelli di business in cui conta l’istante d’acquisto (ad esempio i siti delle flash sales) sia le iniziative (marketplace in primis), siti che hanno investito per offrire una customer experience semplice ed efficace su questo canale. Per i servizi è invece preponderante l’acquisto di biglietti di trasporto (aerei e ferroviari) e la prenotazione di alloggi (in hotel e case private).

La crescita dell’Export

L’Export, inteso come il valore delle vendite da siti italiani a consumatori stranieri, cresce nel 2016 del 17% e supera i 3,4 miliardi di euro. Turismo e Abbigliamento, grazie a un’offerta più matura, sono i comparti più incisivi e insieme rappresentano il 78% del mercato. Il Turismo, spinto soprattutto dagli operatori di trasporto, vale il 42% delle esportazioni online, mentre l’Abbigliamento il 36%. Proprio l’Abbigliamento è caratterizzato da una spiccata propensione all’Export, con quasi la metà delle vendite del settore (42% per la precisione) effettuate oltre confine. La forza e la notorietà dei brand, le competenze digitali sviluppate nel corso degli anni da alcune Dot Com italiane e da alcune boutique multibrand, unitamente alla carenza di offerta sui canali tradizionali all’estero, sono le ragioni del successo dell’Abbigliamento fuori dai confini nazionali. Gli altri comparti dove i brand italiani godono di ottima reputazione all’estero (Arredamento e home living e Food&Grocery) contribuiscono ancora marginalmente all’Export, per via di un’offerta poco sviluppata e di alte complessità operative.

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Web Summit 2016: le startup italiane

Dal 7 al 10 novembre si è svolto a Lisbona il consueto appuntamento annuale denominato Web Summit: CEO (più o meno noti), founders, startup e investitori si incontreranno per dare una direzione al cambiamento e per rispondere alle domande dei protagonisti del web di domani.

Delle 2000 startup che sono state selezionate per presenziare all’evento, quest’anno sono 45 quelle italiane. Andiamo a conoscerle una per una! Il nostro Made in Italy ora passa anche da qui…


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1. 4Gifters

Nata alla fine del 2015 da un progetto di Francesco Carrozzini e Giorgio Finzi, 4Gifters propone un modo alternativo di fare regali. Ha sede a Milano ed è allo stesso momento un e-commerce e un social network perché mette in comunicazione le persone lontane, tiene conto di date e ricorrenze e permette a chiunque voglia di regalare qualcosa a distanza, consegnando il pacchetto direttamente a casa del destinatario oppure dandogli la possibilità di ritirare il prodotto in un negozio di alta moda convenzionato in tempo reale. Lo scorso settembre il colosso californiano eBay ha acquistato il 10 per cento della piattaforma.

2. Chatsim

Una sim che permette di utilizzare le principali app di messaggistica in giro per il mondo senza preoccuparsi dei prezzi elevati per il traffico dati all’estero: Chatsim è stata pensata nel 2015 da Manuel Zanella, 39 anni, già fondatore nel 2007 di Zeromobile con la quale aveva abbattuto i costi del roaming internazionale per le chiamate. La società che ha sede legale a Milano e sede operativa a Vicenza ha già venduto circa 250 mila sim in 120 Paesi.

3. Crystal.io

Crystal aiuta le compagnie a tenere sotto controllo i dati e fornisce consulenza per la strategia web e social, monitorando la performance e suggerendo i tempi migliori per la pubblicazione dei contenuti sui social network. Il software che permette di fare tutto questo è stato lanciato al TechCrunch Disrupt 2016 di San Francisco. Crystal è nato in iGenius, un’agenzia digitale italiana con sede a Milano, a Londra e presto a San Francisco. Ha un team di 25 professionisti guidati dal ceo Uljan Sharka.

4. NearIT

La startup di Bergamo NearIt offre una soluzione veloce per il marketing di prossimità: creazione dei contenuti, scelta dei destinatari e lancio delle campagne. Il tutto grazie alla tecnologia beacon che permette di inviare messaggi personalizzati e tenere sotto controllo i risultati. NearIt è integrata nel sistema Kilometro Rosso di Bergamo e offre un’interfaccia semplice da usare.

5. DataLabor.com

DataLabor.Com è un’azienda di Parma specializzata nello sviluppo software e nella gestione di servizi internet. È attiva dal 2000 grazie all’intuizione di Andrea Barbieri. Ad affiancare il founder nel settore tecnico del prodotto c’è Luigi Prisciandaro.

6. Theme Chat

Nata nel 2016, Theme Chat propone una classificazione dei messaggi nelle chat in base alla tematica. In questo modo è possibile chattare anche con uno stesso utente, ma su più canali in base alla tematica trattata. Lo stesso meccanismo vale anche per le conversazioni di gruppo.

7. MyFoody

MyFoody è una piattaforma di e-commerce che permette alle imprese del settore produttivo e distributivo di diminuire gli sprechi alimentari: grazie a una app i consumatori possono verificare quali prodotti “a rischio spreco” sono in vendita nelle vicinanze e possono così acquistare cibo in scadenza, difettato o in eccesso messo in offerta dalle attività commerciali. Il sistema è un valido sostegno anche per le organizzazioni no profit che possono ricevere donazioni tramite MyFoody. Il progetto di questa startup è del 2014 e l’idea è stata di Francesco Giberti, 27 anni, che oggi è anche ceo della società.

8. Sellf

Sellf è pensata per chi lavora da freelance o è un piccolo imprenditore. È una sorta di coach virtuale attraverso il quale l’utente registrato può monitorare costantemente gli obiettivi che ha inserito. La startup è nata da un’idea dell’ingegnere padovano Diego Pizzoccaro. Nel nucleo iniziale dei founders anche Filippo Zanella, Fabio Maran e Franco Roman. È stata incubata da H-Farm e da febbraio ha messo a disposizione anche una versione integrata con Slack che si chiama Sellf Business.

9. Pony Zero srl

Startup torinese fondata da Marco Actis e Davide Fuggetta, Pony Zero è un progetto di logistica urbana sostenibile. Offre un servizio di consegne a impatto ambientale zero grazie a un software in grado di tenere sotto controllo l’anidride carbonica risparmiata usando la bicicletta per portare a destinazione i prodotti. È stata incubata in Treatabit.

10. Buzzdetector

Buzzdetector si occupa di analizzare conversazioni in rete e tutti i dati che possano essere utili a un’azienda nei confronti di un suo competitor. Lo staff è in grado di tenere sotto controllo piattaforme di ascolto e social media in 8 lingue differenti. La startup è stata fondata da Gianandrea Facchini.

11. Vicker

Partita tra Vicenza e Roma, Vicker è una piattaforma che permette di mettere in comunicazione chi cerca qualcuno per lavori occasionali e chi è disposto a offrire quel servizio .La startup seleziona i professionisti, ma sono gli utenti a decidere il prezzo e a pagare poi con PayPal. I fondatori della startup sono Matteo Cracco e Luca Menti. Nel 2015 l’azienda è stata già finanziata per un milione di euro.

12. Quibee

Startup torinese nata ad aprile 2015, Quibee permette la lettura di contenuti editoriali come giornali e riviste con i propri dispositivi mobili in determinati luoghi circoscritti. Dal progetto pilota ideato da Luca Bona e destinato agli stabilimenti balneari, oggi Quibee è una piattaforma che si occupa di marketing di prossimità.

13. Razmataz

Si presenta come un LinkedIn per la vita sociale, Razmataz è una startup ancora in fase di sviluppo. Non è ancora disponibile l’app con la quale sarà possibile scoprire quali caratteristiche di ognuno interessano maggiormente alla community.

14. RiskApp

RiskApp offre i tool per analizzare gli effetti negativi di eventi naturali e disastri sui business. I destinatari sono soprattutto gli operatori del settore assicurativo. La startup ha sede a Padova, a Milano e a Newport Beach in California.

15. Arm 23

L’ambizione di Arm 23 è quella di rivoluzionare l’esperienza dei visitatori dei musei, offrendo una combinazione di riconoscimento per immagini e realtà aumentata. La piattaforma disponibile per Android e Apple permette a chi si trova di fronte a un’opera d’arte di ricevere sui propri dispositivi tutte le informazioni di cui ha bisogno e, se vuole, di fare un’esperienza interattiva alla scoperta di dipinti e sculture. La startup ha sede a New York e a Milano.

16. Johannes Printing Memories

Johannes Printing Memories è un servizio che ti permette, tramite un sito web, di stampare le foto su carte pregiate. La piccola società che lo rende possibile ha sede a Milano e anche tutto il materiale è rigorosamente made in Italy. È possibile inviare immmagini da stampare da qualsiasi device e ricevere le stampe comodamente a casa, in meno di 48 ore.

17. Kleeia

Kleeia è una piattaforma che permette ad artigiani e piccoli imprenditori di condividere il loro lavoro ed eventualmente attrarre nuovi clienti. La chiave del successo della startup è la dimensione locale della ricerca del servizio.

18. Mister Lavaggio

Mister Lavaggio è un sistema di lavaggio auto a domicilio. Grazie a una app è possibile prenotare il servizio risparmiando tempo. Si contatta l’operatore più vicino e si può avere a disposizione una tecnologia che permette di evitare lo spreco di acqua. La startup ha sede a Milano.

19. ProNatives

ProNatives offre sostegno ai turisti che vogliano avere a loro disposizione un aiuto con la lingua nelle località che visitano. Tramite l’app di ProNatives è possibile entrare in contatto con i “nativi” del luogo che possono rispondere a domande sui posti da vedere e risolvere problemi che solo un locale può affrontare

20. Solidcolor

SolidColor dal 2011 è una compagnia di produzione video. Si occupa di integrare le esperienze visive con contenuti di realtà virtuale. Il tutto è possibile grazie alla collaborazione di diverse professionalità all’interno del team della startup: Enrico Riscassi è un esperto di cinematografia, Fabio Bellotti è un ingegnere meccanico e Nicola Riva è un ingegnere informatico. La startup ha sede a Milano.

21. Swapush

Swapush è una piazza virtuale dedicata allo scambio online. Grazie alla condivisione di oggetti senza la necessità di comprare nulla si crea una community che ha gli stessi interessi. In Italia organizza anche diversi Swap Party che danno la possibilità anche di conoscere persone nuove.

22. Taskomat

Taskomat è un sistema operativo basato su cloud per sviluppatori freelance. La versione beta del software sarà dispobile a novembre.

23. The Invisible Hand

The Invisible Hand offre soluzioni innovative per semplificare il proprio business allo scopo di renderlo collaborativo. I suggerimenti di questa startup servono a ridurre il tempo inutile passato in riunioni, a distribuire la conoscenza e a favorire il flusso di valore di un’azienda. Il team della startup è attivo a Padova ed è molto vario per competenze e background.

24. Tracking Doc

Tracking Doc si rivolge agli operatori commerciali. È uno strumento che permette di tenere traccia dei documenti inviati, monitorando chi li legge e in che modo. Non si tratta solo di una notifica di apertura, ma di un sistema che suggerisce anche chi chiamare e quando farlo per aumentare l’efficienza di vendita e il fatturato.

25. Triboom

Le squadre possono radunare online i propri sostenitori e avviare campagne di finanziamento collettivo con Triboom. La piattaforma è infatti un crowdfunding per le società sportive che possono così avere più fondi a disposizione e possono coinvolgere i tifosi anche fuori dal campo. La startup è stata fondata da Alfonso Stefanelli, Sergio Marchesini e Matteo De Santi.

26. Tuscanery

Tuscanery è un servizio di selezione e consegna a domicilio dei migliori prodotti dell’enogastronomia toscana. Il consumatore può scegliere una tipologia di prodotti dal sito ma poi spetta allo staff di Tuscanery andare alla ricerca delle specialità locali con le quali stupire il cliente. I prodotti contenuti in ogni Tuscanery box sono sufficienti per preparare un pasto per quattro persone.

27. Uau Art

Uau Art srl nasce nel 2015 con l’obiettivo di sostenere nuove correnti artistiche e supportare pittori, scultori, fotografi, videomaker con una piattaforma digitale. È un hub nel mondo dei beni culturali che vuole sviluppare un modello innovativo di gestione manageriale degli autori di arte contemporanea urbana. Grazie a Uau Art gli artisti possono promuoversi e vendere le loro opere in tutto il mondo.

28. Warda

Warda è un servizio rivolto ai brand di moda. Offre sostegno via web, tablet o smartphone per coordinare e organizzare la raccolta del materiale digitale e la sua condivisione. È un catalogo digitale di tutti i prodotti di un’azienda che quindi ha una maggiore consapevolezza del loro uso ed evita errori, perdite di tempo e duplicati.

29. Wethod

Pianificazione, gestione del lavoro di gruppo, controllo del budget: sono alcuni degli obiettivi di Wethod. La startup di Roncade in provincia di Treviso lavora per dare sostegno ai membri del gruppo a ogni livello e aiutarli a ottenere autonomia grazie alla collaborazione e al riconoscimento dei comportamenti virtuosi.

30. Wimbify

Wimbify è un’app che si rivolge alla comunità lgbt e permette a chiunque voglia di ospitare qualcuno in casa propria guadagnando così crediti da poter usare per viaggi futuri. Non costa nulla e permette di fare nuove conoscenze. La startup ha sede a Milano e a San Francisco.

31. Yamgu

Fondata a Torino da Ester Liquori e Mauro Bennici, Yamgu (You are my guide) è una startup che si comporta come un’assistente di viaggio: è possibile pianificare una visita in una città e ottenere tramite la piattaforma dritte e consigli sui luoghi da visitare incrociando le informazioni su orari e condizioni meteo.

32. Aqrate

Aqrate è un sistema che permette alle società di accedere a servizi di traduzione. L’app valuta i documenti da tradurre e permette a chi voglia candidarsi per il lavoro di fare un’offerta che sarà poi confrontata con la valutazione fatta. In questo modo si migliora la qualità e si riducono i costi.

33. Aratravel srl

Aratravel si propone come un sistema per avvicinare le strutture alberghiere agli utenti riducendo i tempi di ricerca delle migliori offerte per camere e sistemazioni.

34. Boostey

Creatività e comunicazione sono le parole chiave di Boostey, l’agenzia milanese che si occupa di marketing e branding a sostegno delle aziende.

35. Buyme4You

Buyme4you è un app per vendere e comprare prodotti fatti in casa, dal cibo agli oggetti realizzati a mano. Non ci sono spese di spedizione perché tutto si fonda su un criterio di prossimità. Il ritiro del prodotto avviene di persona dopo aver contattato l’acquirente attraverso l’applicazione. Si possono mettere in vendita anche servizi e lavoretti occasionali.

36. ByTek Marketing

ByTek Marketing è un’agenzia di marketing che offre un servizio di analisi dei dati per l’elaborazione di campagne commerciali, soprattutto sul web. La startup di Bracciano è stata fondata da Giuliano Maria Fabbri, Paolo Dello Vicario, Elisa Luci, Alessandro Camilletti, Ivan Cicconi e Daniele Cattaneo.

37. C4psul4

Per ora C4psul4 è solo un progetto su Kickstarter. Si tratta di uno zaino gonfiabile il cui design è stato sviluppato a Milano. È pensato per resistere agli urti e all’acqua.

38. Dares Technology

Dares Technology ha sviluppato un braccialetto di nome She Call. Il braccialetto è in grado di tenere sotto controllo i battiti cardiaci e riconoscere attacchi di panico o situazioni di pericolo. Può vibrare e può illuminarisi ed è anche connesso allo smartphone nel caso sia necessaria una richiesta di aiuto. Il prodotto è stato ideato a Brescia ed è rivolto a un pubblico femminile.

39. Diamantech

Diamantech offre sostegno nelle scelte finanziarie. Sviluppa strumenti per interpretare i mercati e crea software per facilitare il lavoro ai gestori. L’azienda avviata nel 2013 ha sede a Marcon, in provincia di Venezia.

40. Enerbrain

Nel campo della sostenibilità degli edifici, Enerbrain fornisce soluzioni per risparmiare il 40 per cento dell’energia, migliorare la qualità dell’aria all’interno e promuovere una cultura ambientale. Il team di Enerbrain che ha sede a Torino è internazionale e raccoglie imprenditori, tecnici informatici ed esperti ambientali.

41. Eventa

Eventa aiuta a tenere traccia di concerti, spettacoli, partite in ogni luogo. È un valido sostegno nell’organizzazione del tempo libero. La startup è stata fondata nel 2014 e oggi raccoglie 2 milioni di eventi collaborando anche con gli organizzatori che vogliano sponsorizzare alcune manifestazioni.

42. Wook

Wook è uno strumento di eWitness Italia srl che promuove la conoscenza collaborativa. Permette di risolvere problemi insieme e favorisce l’interazione tra autori e lettori.

43. Filo

Filo ha inventato un sistema per tenere sempre traccia degli oggetti più importanti e fare così in modo di non perderli. Grazie a un piccolo dispositivo da inserire nella borsa, nel portafogli o attaccato al mazzo di chiavi sarà possibile sempre sapere dove si trova ogni cosa. Filo è stata fondata da Giorgio Sadolfo e ha preso parte al programma di accelerazione Luiss Enlabs.

44. Glassup

Glassup ha sviluppato degli speciali occhiali che permettono a chi li indossa di avere sempre sotto controllo notifiche, e-mail e indicazioni sulla direzione da prendere. Gli occhiali possono essere di supporto anche alle persone sorde. Il design è tutto italiano e viene da Modena.

45. Herotech

La startup nata nel 2016 sviluppa applicazioni. Al momento il team di Herotech ha realizzato una app di incontri e una per ricreare l’ambiente di strada nel gioco del calcio.

[fonte @startup_italia]

Google Shopping: cos’è e come funziona

Troviamo spesso online diversi articoli che parlano di Google Shopping: inviti da parte di Google ad utilizzarlo, statistiche di quanto questo sia utile e profittevole e tanto altro…

Ma che cos’è Google Shopping?

Google Shopping è un motore di ricerca di Google dedicato agli acquisti online che mette direttamente in contatto il venditore con l’utente che cerca un prodotto. L’utilizzo è molto semplice per l’utente perché è come effettuare una classica ricerca sul famoso motore di ricerca. Infatti molti risultati di ricerca provenienti dal canale Shopping di Google li trovate nella classica pagina dei risultati di ricerca sotto forma di “mini inserzioni” con immagine, descrizione e prezzo. Quello che vedete però è solo un estratto dei risultati di Google Shopping perché, cosi come avviene per video, immagini, mappe, notizie, libri, etc. Google ha un motore di ricerca verticale dedicato.

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Ma questi risultati da dove provengono? Chi li ha messi li?

Sono annunci a pagamento gestiti tramite i pannelli di Google Adwords, così come i classici annunci di testo. Dunque questa tipologia di annunci non proviene direttamente da un sito web che vende online, non viene nemmeno mostrata in base alle keyword che avete scelto, non vengono presi a caso dal vostro negozio on line. Tutto questo viene gestito da voi e Google tramite una piattaforma (parte integrante di Google Adwords) chiamata Google Merchant Center.

Cosa serve per essere visibili in Google Shopping

  1. Un account pubblicitario Google Adwords.
  2. Un account Google Merchant Center e che questi siamo collegati (procedure molto semplici e veloci).
  3. Fornire a Google la lista dei prodotti che vorreste promuovere sul canale di Google Shopping, tramite un “feed” che elenchi tutti i vostri prodotti, caricando poi questo direttamente su Google Merchant Center.

Qui viene la parte difficile: che cos’è un feed di dati? E’ un file contenente un elenco di prodotti con degli attributi, ovvero i prodotti del vostro negozio online. Come generarlo dipende molto dalla piattaforma e-commerce che utilizzate, ma spesso questo viene generato automaticamente generando un file .txt o .xml che verrà poi caricato direttamente sul Merchant Center.

Come funziona Google Shopping?

Il funzionamento è semplice: un utente digita una parola o una frase, Google va ad analizzare il titolo e la descrizione dei prodotti che la contengono, questi prodotti entrano “in asta” cosi come funziona per i risultati a pagamento della rete di ricerca, la posizione degli annunci degli inserzionisti verrà determinata dall’offerta CPC di ognuno.

Non si possono comprare delle keyword precise, dovrete lavorare come nell’ottimizzazione SEO, creando titoli e descrizioni (sul vostro feed) pertinenti con ciò che state promuovendo. Non esiste nemmeno il punteggio di qualità come per le parole chiave di Adwords, è la qualità del feed che vi consente o meno di essere visibili.

Google Shopping è utile per me?

Per capire se è utile o meno, dovete capire quanto i vostri prodotti sono cercati online (fate un’analisi con gli strumenti di Google Adwords), fate voi stessi una ricerca ed analizzate quali sarebbero i vostri diretti competitors.

Tenete conto che i prezzi saranno visibili subito dopo la ricerca (vedi immagine sopra), quindi se i vostri prezzi sono nettamente più alti di altri vostri diretti competitors sarà difficile per voi essere preferiti agli altri se non adottate una giusta strategia comunicativa che vi faccia rendere unici rispetto agli altri.

No Panic! Chiedici info al riguardo