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Archives for Giugno 2016

Lo chiameremo Fattore Prossimità

Dal 2011 su Google le ricerche Esplora luoghi nelle vicinanze sono aumentate di ben 34 volte, raddoppiate dal 2014 al 2015. Del resto, a chi non è mai capitato di fare una ricerca del genere? Dal momento che si applica davvero alle imprese di ogni settore: dall’idraulico, al negozio di abbigliamento o alla ricerca di un bar o un ristorante, un’azienda presso cui stiamo per fare un colloquio o un appuntamento di lavoro…

Ovviamente è senza dubbio la moltiplicazione dei mobile in Italia la grande causa di questo cambiamento: solo attraverso il GPS Google può dirci dove possiamo trovare il negozio o ristorante più vicino.

Un altro spunto interessante di riflessione è questo: viene sempre più spesso meno la fedeltà alla marca. Non è più abbastanza per essere un grande brand fare “presenza” ma è necessario offrire un’esperienza utile, dal contenuto ottimizzato e customizzato per ogni quartiere/città/regione dove “vive” ed è posizionato. Siccome ancora molti grandi marchi non hanno tipologie di contenuti così diversificati, le opportunità per le imprese locali di farsi largo sono aumentate.

Sulla base di questo discorso speriamo di avervi convinto circa l’importanza del fattore “Prossimità”.

Ma da dove cominciare?

Innanzitutto prima di investire anche solo un centesimo in una forma di pubblicità “localizzata” bisogna come sempre analizzare i propri dati offline: un esempio? Identificare i codici di avviamento postale in cui la maggior parte dei vostri clienti risiedono, o magari lavorano.

Una volta che avete una buona conoscenza del vostro target (e trattasi di target “fisico” in questo caso) ecco qui due modi per ottimizzare il tuo Esplora luoghi nelle vicinanze.

1. Geo-personalizzazione

Google offre una serie di geo-accorgimenti per indirizzare gli annunci.

Ciò consente di personalizzare il vostro annuncio in base alla posizione geografica, in modo tale che sia maggiormente attrattivo per il vostro cliente acquisito di ritorno o per un potenziale interessato di passaggioo. Un marchio nazionale può sfruttare per esempio questa funzione per parlare al suo pubblico con offerte differenti a seconda del quartiere/città/regione, senza dover creare migliaia di campagne di micro-targeting.

2. Targeting di prossimità

Il targeting di prossimità consente di fare offerte sulla base della vicinanza alla vostra posizione. In città, il raggio potrebbe essere a pochi isolati. In un paese, potrebbe essere di alcuni km. E’ possibile infatti integrare Google AdWords con GoogleMyBusiness, dunque concentrarsi sui clienti che cercano esattamente nella vostra zona specifica, i quali molto probabilmente sono pronti a fare le transazioni più veloci.

Volete saperne di più? Scriveteci

Lo Smartphone contro tutti

Qualche giorno fa Repubblica.it ha rimbalzato la news: ormai nel mondo sono cinque miliardi le persone che possiedono un telefonino ma gli smartphone metteranno a segno il sorpasso nel giro dei prossimi mesi. Stando al nuovo rapporto sulla mobilità eseguito dall’azienda Ericsson, le schede Sim associate agli smartphone supereranno per numero quelle relative ai telefoni cellulari classici dal terzo trimestre del 2016. Mentre entro il 2021 le sottoscrizioni associate a smartphone raddoppieranno, passando dagli attuali 3,4 a 6,3 miliardi.

Ma c’è un altro sorpasso già avvenuto, sempre secondo Ericsson, ed è quello tra schermi diversi: gli smartphone infatti battono il televisore come mezzo per guardare video mentre si è in casa. E’ così in tutto il mondo ma riguarda la cosiddetta generazione Y “nativa dello streaming”, nata e cresciuta con la possibilità di vedere online ogni tipo di filmato, film, videoclip musicale e chi ne ha più ne metta! Secondo Ericsson, dal 2011 al 2015 i ragazzi che oggi hanno tra i 16 e i 19 anni hanno dimezzato la fruizione di video in tv, quasi dieci ore, e hanno quasi raddoppiato (+85%) quella da display smartphone, salita a poco più di cinque ore.

tv smartphone

Il wi-fi, facile da intuire, è la prima fonte di connessione a internet per la fruizione di contenuti multimediali sul telefono tra le mura domestiche, ma i teenager italiani usano in modo sempre più frequente anche le reti cellulari, questo anche grazie al proliferare di abbonamenti convenienti.

Una riflessione: Internet of Things

Gli esperti tuttavia dicono che anche gli smartphone verranno a loro volta superati da un’altra tecnologia: Internet of Things, alias gli oggetti interconnessi.

Le stime sulle vendite per l’anno in corso effettuate dalla società di ricerca Gartner confermerebbero che il boom degli smartphone è quasi finito; cause principali di questo sarebbero la saturazione dei mercati più sviluppati e la tendenza a preferire cellulari tradizionali o modelli economici nei mercati in via di sviluppo. Secondo Gartner nel 2016 vedremo per la prima volta una crescita non più a doppia cifra, ma che si attesterà intorno al 7%, ovvero la metà rispetto al +14,5% del 2015. Una tendenza che non stupisce, basti pensare agli Usa dove i telefonini sono stati sorpassati perfino dalle auto per numero di nuove connessioni.

Gli utenti non sostituiscono gli smartphone con la stessa frequenza di un tempo: chi ha uno smartphone di fascia alta tende a tenerlo almeno per due anni e mezzo prima di considerare di cambiarlo. Del resto, quasi ogni anno produttori come Apple o Samsung lanciano sul mercato nuove versioni dei loro smartphone di punta, ma da un punto di vista tecnologico le novità non sono più esponenziali come un tempo e anche il modello “precedente” non diventa spazzatura da un giorno all’altro.

Internet_of_Things

TripAdvisor, mai più senza

TripAdvisor è la piattaforma leader per quanto riguarda la sfera dei contenuti per turisti a livello mondiale: è dunque imperativo esserci per un’attività turistica, cari imprenditori, e raccontarsi periodicamente cercando l’appoggio degli utenti.

Qualsiasi serio piano di marketing online per un business legato al turismo deve affrontare TripAdvisor come obiettivo chiave. Del resto del potere delle recensioni nell’era attuale ne avevamo già parlato.

Ma una volta creata la pagina ed “etichettato” il proprio business, è altrettanto importante esserci per interagire con il proprio pubblico. E se anche avete già delle misure in atto per incoraggiare gli ospiti a scrivere recensioni, poi siete sicuri di rispondere sempre e adeguatamente alle recensioni pubblicate? Ebbene, oltre il 70% dei viaggiatori sostiene che le Repliche della direzione influiscono sulla scelta dell’hotel. Perché le Repliche della direzione dimostrano che la struttura ci tiene al feedback e alla soddisfazione degli ospiti.

Guardate questo breve video di 2 minuti per scoprire i consigli “direttamente dalla fonte”:

Statistiche in pillole

  • I ricavi dalle prenotazioni di viaggi online provenienti da un dispositivo mobile (smartphone o tablet) nel 2015 hanno oltrepassato il 25 %.
  • Ci sono più di 4 milioni di strutture ricettive ripartite in 42 paesi, ed il 77% degli utenti va alla ricerca di recensioni su alberghi, il 50% su ristoranti, il 44% su attrazioni.
  • Gli hotel con almeno una foto hanno un 225% di probabilità in più di richieste di prenotazione. Gli hotel con più di 100 foto hanno un 238% di probabilità in più di richieste di prenotazione
  • Solo il 27% degli albergatori comunica con i clienti prima del loro arrivo.
  • Il 68% dei viaggiatori inizia la sua ricerca senza una destinazione in mente.

E infine… Lo sapevate che i viaggiatori statunitensi visitano in media 38 portali di viaggi per un periodo di 5 settimane prima di prenotare una vacanza? Nel Regno Unito invece i viaggiatori visitano in media 35 siti di viaggio prima di prenotare, un risultato molto consistente che mostra la sfida che attende tutti gli imprenditori dell’industria del turismo nell’avere un sito dinamico e responsive, con strategie di email marketing e tattiche di remarketing.

Rimanere al centro dei pensieri in un lasso di tempo di 5 settimane è una bella sfida, non credete?

Telegram per uso aziendale

Cos’è Telegram?

Ad una prima occhiata, Telegram sembra una copia mal riuscita di WhatsApp. Stesso stile, stesso design e (più o meno) stesse funzioni. L’utente è identificato tramite il proprio numero di telefono e la rubrica del telefono viene sincronizzata e confrontata automaticamente con quella presente nei server dell’applicazione. In questo modo tutti i contatti già presenti negli “elenchi” Telegram verranno aggiunti alla lista degli amici ai quali inviare messaggi gratis. Anche l’invio di testo – o di immagini e video – è perfettamente similare a WhatsApp: la ricezione del messaggio è confermato da un segno di spunta, la visualizzazione da un doppio segno di spunta. Come in WhatsApp, possono essere creati dei gruppi ecc.

Tutto uguale, quindi? Non proprio.

Nata a Berlino da genitori russi Telegram basa il proprio funzionamento su un protocollo di comunicazione open source sviluppato appositamente per ridurre al minimo la quantità di byte inviati per ogni messaggio. Ciò conferisce a Telegram un primo vantaggio rispetto agli altri competitor: anche in condizioni di scarsa ricezione, l’applicazione dei fratelli Durov permette di inviare messaggi gratis in minor tempo e riceverli più velocemente.

A differenza di WhatsApp, inoltre, Telegram è un’applicazione multipiattaforma. Ciò vuol dire che può essere utilizzato sia con lo smartphone – Android e iOS – sia con il computer. L’applicazione dei fratelli Durov, infatti, basa il proprio funzionamento su un’infrastruttura cloud che permette di sincronizzare, leggere e inviare messaggi gratis da vari dispositivi. L’infrastruttura server non è centralizzata ma distribuita: ciò vuol dire che ogni nodo della rete può essere bypassato in caso di malfunzionamento.

telegram

I suoi numeri sono in costante crescita: ha raggiunto i 10 miliardi di messaggi scambiati al giorno.

Ma passiamo all’uso aziendale

Telegram ha introdotto i canali.

Al canale possono iscriversi un numero illimitato di persone, può essere pubblico, grazie ad un URL (per esempio www.telegram.me/telegramitalia) molto utile per quelle aziende e professionisti che vogliono aggiornare in modo immediato i propri clienti di novità, promozioni, eventi. Ma perché crearne uno?

  • Chiunque si iscriva al canale, se parliamo di canali pubblici, ha modo di vedere tutta la cronologia del canale, così da valutare se i contenuti sono di suo gradimento o meno
  • Esiste un contatore delle visualizzazioni di ogni post, in modo che chi produce i contenuti possa ridisegnarne la linea editoriale o puntare solo sulle tipologie di post con maggiori visualizzazioni
  • Il canale può essere silenziato, in caso in cui l’utente non voglia essere disturbato dal suono della chat
  • Ha una piattaforma di sticker sempre open source, per cui è possibile creare la propria serie personalizzata e metterla nella piattaforma Telegram per comunicare in modo informale
  • Chiunque si iscrive a Telegram non è obbligato a farlo col proprio numero di cellulare ma basta creare un username pubblico (@username) tramite il quale è possibile essere trovati su Telegram (telegram.me/username)

Un consiglio: non iscrivere automaticamente i tuoi clienti al canale ma manda loro una comunicazione in cui li avvisi dell’indirizzo web del nuovo strumento di comunicazione a cui possono iscriversi spontaneamente.