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Lead Generation: lavorare per attrarre

Sempre più spesso sentite parlare di lead lead generation vero? Di quanto sia importante questa tipologia di attività per qualsiasi business online… Ma di cosa si tratta nello specifico? Non certo di filosofia, sempre e solo di saper leggere i dati.

Che cos’è un lead?

Il lead rappresenta l’utente che mostra interesse, a vari livelli, nei confronti di un prodotto o servizio. Tutti gli sforzi delle attività di lead generation sono finalizzati ad attrarre questa categoria di utenti, persone con le quali, in un modo o nell’altro è già avvenuto un primo importante contatto.

Parlare a coloro che si sono già dimostrati interessati alla vostra attività di business significa avere l’opportunità di comunicare in maniera molto più efficace, lungi dal lanciare messaggi alle “grandi masse” come avviene per l’advertising tradizionale. Avrete molta più probabilità che i vostri messaggi vengano ascoltati e, auspicabilmente, assimilati. Per esempio:

Se ti sei servito del web per scoprire di più sui nuovi impianti fotovoltaici, nel caso in cui tu riceva un’email dall’azienda nel cui sito hai trovato informazioni preziose non ti sentirai infastidito.

Se invece la stessa azienda ti avesse contattato senza che tu avessi avuto un primo contatto autonomo, lo avresti percepito come intrusivo.

Ci avevate mai fatto caso?

E cos’è un’attività di lead generation?

Vuol dire lavorare per attrarre, con modalità uniche, le persone nelle varie attività di business. Come? Fornendo loro informazioni che li conducano ad essere naturalmente interessati al prodotto o servizio, per avvicinarli al brand ed essere disposti ad instaurarci per lo meno un dialogo.

La lead generation è dunque un’azione di marketing che consente di generare una lista di possibili clienti interessati ai prodotti o ai servizi offerti che offri: mostrando un interesse naturale nei confronti del tuo prodotto o servizio avrà inizio una relazione che renderà più facile e spontaneo il voler comprare qualcosa proprio da te. La tua bravura starà nel condurli nella situazione in cui possono acquistare qualcosa, alimentando il loro interesse.

Alla luce di questa definizione appare chiaro come il concetto di lead generation sia strettamente connesso a quello di inbound marketing: la grande abbondanza di informazioni accessibili sul web ha portato alla creazione di un consumatore online indipendente e alla nascita di nuove tecniche per individuare potenziali lead.

Il metro di giudizio di una buona campagna di lead generation si ferma al numero di conversioni generate e alla loro qualità. Non viene valutato il costo per acquisto, ovvero la quantità di vendite realizzate, perché tale dato è fortemente determinato dalle capacità di chi si occupa dell’ambito commerciale.

Introduciamo l’espressione leads nurturing

Fare attività di leads nurturing significa esattamente “alimentare” i propri contatti al fine di condurli ad essere pronti per l’acquisto, l’analogia con l’azione dell’innaffiare le piante calza a pennello.

leads nurturing

È parte integrante del processo di lead management, cioè di acquisizione e gestione dei contatti, e comprende la personalizzazione della comunicazione. Una volta raccolti i dati (lead capture) e assegnati i punteggi (lead scoring), dovrete pensare ad una strategia che concentri le energie su quei lead che sembrano interessati ma non ancora del tutto pronti all’acquisto.

Fare leads nurturing può significare anche semplicemente inviare email periodiche (newsletter) ai lead nei quali vengono informati su aggiornamenti relativi ai prodotti, offerte e servizi, noi però consigliamo di mettere in atto campagne più complesse che prevedono un’educazione vera e propria all’acquisto, con soluzioni altamente personalizzate.

Con messaggi mirati avrai molte possibilità di ricevere risposte. Non sottovalutate la qualità dei contenuti! Potrete decidere di coinvolgere i potenziali clienti con webinar, eBooks gratuiti, white paper, video o presentazioni, quanto di più fantasioso avete nel cassetto!

lead-nut

Il video in stop motion è virale!

Il Creative Lab di Stilverso produce questo genere di video come mezzo di promozione per il brand ed i prodotti dei propri clienti. In collaborazione con i nostri partner, un Negozio di abbigliamento di Torino e una nota Fashion Blogger che si è prestata come testimonial del video, abbiamo eseguito in questo caso uno shooting di 240 scatti fotografici, successivamente montati per realizzare la tecnica in stop motion.

Creatività, fantasia, concretezza nel produrre idee originali, capacità di strutturare in modo nuovo caratteristiche ed esperienze proprie, il tutto partendo dalla conoscenza, dall’analisi della vostra brand-identity per poter creare una comunicazione nuova ed efficace.

Cos’è la stop motion?

La stop motion è una tecnica di animazione che usa soggetti o oggetti inanimati mossi progressivamente, fotogramma per fotogramma,  spostati e fotografati a ogni cambio di posizione.

La proiezione in sequenza delle immagini dà l’illusione di movimento: esattamente come accade nel cinema, ma con la stessa potenza visiva di uno spot pubblicitario, è possibile produrre filmati in stop motion ad un costo inferiore ma di impatto infinitamente maggiore rispetto ai canonici media utilizzati per le campagne pubblicitarie sul web, tra i quali i soliti e vecchi banner.

Va da sé che il lavoro di un animatore in stop motion è particolarmente laborioso: occorre davvero molta pazienza e tempo perché per ciascun fotogramma il personaggio o l’oggetto inquadrato va mosso o modificato un poco.

Vuoi scoprire come un video stop motion potrebbe aiutare la tua attività?

Le campagne di marketing così costituite ed ideate dalla Stilverso | Creative Lab permettono di abbattere i costi delle singole campagne ed al tempo stesso aumentare le conversioni e l’efficacia della campagna stessa, grazie all’appeal dei contenuti multimediali di nuova concezione quali l’adozione di questo tipo di filmati in stop motion realizzati sul brand del cliente.

Cos’è l’App Store Optimization (ASO)?

I nuovi dati Audiweb asseriscono che in Italia a dicembre 2015:

  • ci sono stati ben 22,4 milioni di utenti unici mensili da dispositivi mobili (il 50,9% degli italiani)
  • il tempo speso online è di circa 1 ora e 40 minuti per persona al giorno
  • il 73,3% del tempo totale speso online è generato dalla fruizione di internet, specialmente se si tratta di donne o giovani
  • l’80,4% di questo tempo è speso utilizzando un’app

 

audiweb mobile

audiweb app mobile

Dunque, come già vi spiegavamo, smartphone, tablet e altri dispositivi mobili hanno di fatto cambiato il nostro modo di vivere, permettendoci un accesso alle informazioni, che siano news, giochi, video o messaggi instantanei, sempre più rapido e in mobilità. Tutto ciò ovviamente ha creato una forte competizione e delle vere e proprio sfide tra le diverse app negli app store, così come succede coi siti sull’ormai “vecchio” Google: i due più conosciuti app store (Google Play e Itunes) contengono circa 4 milioni di app, due anni fa erano solo la metà…

Ecco le due principali sfide, così come le espone @simonecinelli esperto mobile marketing.

Prima sfida: riuscire a far trovare la propria applicazione

Posizionare la propria app nei primi risultati di ricerca nello store è fondamentale. Come la SEO per il web, l’App Store Optimization (ASO) è l’attività basilare che permette ad un’app, prima durante e dopo il lancio, di avere la miglior visibilità nei confronti della concorrenza. E’ il processo di ottimizzazione continuo di un’applicazione mobile, per collocarsi nei primi risultati di ricerca degli store dedicati. L’obiettivo dell’attività di ASO è quello di mettere l’applicazione nella condizione ottimale per competere sulla ricerca organica, ottenendo maggiore visibilità sullo store. Questa maggiore visibilità si traduce in maggior traffico sulla pagina dell’applicazione e di fatto in un aumento delle probabilità che venga poi effettuato il download e il primo utilizzo dell’app.

Seconda sfida: riuscire a coinvolgere nel lungo periodo

La nostra app è posizionata molto bene e riceve molti download? Perfetto ma non basta affatto: un’app installata sul proprio smartphone che viene utilizzata poco o male o addirittura mai, vale zero. Qui entrano in gioco nuove KPI (metriche con valore più alto rispetto ai meri download) e nuove attività di engagement con gli utenti (ad esempio le Push notification o gli In-App messages).

Nella maggior parte dei casi si assiste ad un picco iniziale di download ed utilizzo e poi a una lenta decadenza, fino all’abbandono completo. L’ottimizzazione e l’analisi continua permettono di individuare le aree critiche che portano gli utenti a lasciare l’app. L’esperienza vissuta nei primi secondi di utilizzo dell’applicazione, il cosiddetto effetto wow, porta le persone a ritornare sull’app, ad utilizzarla e consigliarla agli amici.

E’ necessario dunque avere una specifica strategia di Mobile Engagement coerente con le caratteristiche dell’applicazione ed i vostri obiettivi (di business, di monetizzazione, ecc) che guidi l’utente ad un uso ripetuto.

Costruire una campagna email marketing di successo

Oggi siamo letteralmente tempestati da tantissimi prodotti. Se vuoi essere sempre la prima scelta dei tuoi clienti, prova con l’invio di newsletter o DEM(direct email marketing).

Perchè scegliere l’email marketing

L’email marketing è il perfetto complemento delle altre attività di marketing digitale. Ma qual è il vantaggio? Permette il coinvolgimento e la fedeltà del cliente senza farti spendere troppo. E funziona bene anche sui dispositivi mobili. Inoltre ti consente di avere accessi costanti al tuo sito, comunicare il lancio di un nuovo prodotto e di costruire un legame continuativo e di fiducia con i clienti o potenziali tali.
newsletter

Primi passi

Come per qualsiasi tipo di marketing, anche per l’email marketing il primo passo dovrebbe essere fissare degli obiettivi. Cosa vuoi ottenere?
Vuoi utilizzare le email per presentare i tuoi prodotti e servizi e portare più visitatori sul tuo sito web? Vuoi sfruttarle per conseguire risultati commerciali?
Quali che siano i tuoi obiettivi, è buona norma iniziare creando un elenco di persone che hanno espresso interesse per la tua attività.

Allora, come trovare queste persone e ottenere il loro indirizzo email? Semplicemente chiedendoglielo.Quando parli con i clienti, chiedigli cortesemente di darti il loro indirizzo email per inviargli sconti e offerte speciali. Se hai un sito web, inserisci un modulo e invita i visitatori a iscriversi online.
Ricorda che le persone devono autorizzarti ad inviare loro email commerciali e che in molti paesi esistono leggi che richiedono un consenso esplicito.

Non sommergere i tuoi clienti con troppi contenuti in un’unica email o con troppe email una dopo l’altra. Un utente che si iscrive alla newsletter che hai creato non ti sta dando il consenso a bombardarlo di messaggi commerciali.

Inizia salutando e presentandoti in maniera amichevole. Poi, potrai inviare informazioni sul tuo negozio e sulle linee di prodotti in vendita. Ricorda che la persona che si iscrive a una mailing-list vuole ricevere risposte a problemi concreti.

A questo punto, puoi fare un paio di domande per definire il loro campo di interesse.emailmarketing1
Quando avrai informazioni sui tuoi clienti, potrai inviare loro offerte specifiche o contenuti che possono trovare interessanti, ricordati di inserire informazioni utili e offerte pertinenti.

Oltre che per promuovere la tua attività, puoi usare l’email marketing per saperne di più sui tuoi clienti. Saranno utili tutte quelle informazioni che ti aiuteranno a individuare gli interessi del tuo target e intercettare le sue esigenze.

Se renderai i tuoi contenuti utili e divertenti, i tuoi iscritti li apprezzeranno e così sarai in cima ai loro pensieri quando dovranno fare acquisti. L’email marketing è un ottimo modo per sviluppare relazioni sia con i clienti attuali che con quelli potenziali.

Se individui diversi segmenti di pubblico, puoi personalizzare le comunicazioni in base ai loro interessi specifici. Fate ricorso quindi a email profilate e personalizzatele il più possibile, se potete. Proponendo contenuti utili e coinvolgenti, puoi fidelizzarli nel tempo.

Gli strumenti

Anche se le opzioni a disposizione sono molte, la maggior parte degli strumenti di email marketing ha in comune alcune funzioni.

  • Un database di contatti che archivia le informazioni relative ai tuoi clienti.
  • Un modulo che permetta alle persone di iscriversi (e di annullare l’iscrizione) autonomamente.
  • La possibilità di creare elenchi per classificare gli iscritti
  • Modelli pre-impostati per le mail che siano anche responsive
  • La programmazione degli invii

Uno strumento di email marketing può essere usato anche per verificare cosa fanno gli utenti una volta ricevuta l’email e chi fa clic sui link contenuti nelle email, questo sempre perchè più informazioni hai sui tuoi contatti, più contenuti personalizzati potrai inviare.

La newsletter

Le due cose vedranno immediatamente i tuoi clienti quando riceveranno la tua newsletter: il mittente e l’oggetto dell’email.dem
Deve essere chiaro chi sta mandando la newsletter. Chi la riceve altrimenti potrebbe sospettare che si tratti di spam.
È più probabile che le persone aprano un’email inviata da qualcuno che conoscono e di cui si fidano.

La riga dell’oggetto è quello che fa decidere i clienti se aprire l’e-mail o eliminarla. Fate quindi attenzione. L’oggetto dell’email può determinare il successo o l’insuccesso della tua campagna.

Arriviamo al contenuto della newsletter. Anche se hai scritto il messaggio più intrigante del secolo, è probabile che i tuoi lettori ci diano solo un’occhiata veloce. Quindi, scrivi contenuti concisi e vai dritto al punto.I paragrafi devono essere brevi – massimo tre frasi – e incentrati su una singola idea. Puoi sempre inserire un link a un articolo o a informazioni supplementari sul tuo sito web.

Usa uno stile il più possibile persuasivo e coinvolgente. E usa il tono adatto al tuo pubblico. Vuoi che il tuo brand comunichi uniformità e coerenza, ma ricorda che le newsletter ti offrono l’opportunità di assumere un tono un po’ più informale.
Includi un call to action. Invita i destinatari a fare clic e scoprire le offerte sul tuo sito web.

Usa la grafica e il grassetto per mettere in evidenza i contenuti e le offerte importanti.
Quindi ricorda: dedica del tempo alla preparazione di un oggetto breve ma persuasivo. Scrivi contenuti concisi con un tono allegro e coinvolgente. Inserisci link utili che miglioreranno l’esperienza del cliente e potrebbero portare a un aumento delle vendite.

Puoi migliorare le tue campagne testando le tue email, sfrutta il test A/B, o split test, per aumentare il numero di chi apre le tue email e fa clic per visitare il tuo sito web. Il test A/B consiste nel creare due versioni di una stessa email per vedere quale ottiene risultati migliori. Puoi utilizzare questa tecnica per testare approcci differenti.

Ricordati di scegliere – o di creare – pagine di destinazione specifiche per le tue campagne email. La pagina di destinazione è la prima pagina che una persona vede quando arriva sul tuo sito web.Le tue campagne email avranno più successo se manderai i visitatori direttamente sulla pagina che desiderano vedere, così potranno trovare le informazioni sul prodotto e magari acquistarlo.Infine, tieni presente che le persone potrebbero leggere le tue email sul cellulare, il tablet, il laptop o il desktop. Le pagine di destinazione devono perciò funzionare correttamente su tutti questi dispositivi.

Come qualsiasi tipo di marketing online, l’email marketing è facile da valutare. I servizi di email includono, di solito, anche strumenti di analisi, per permetterti di monitorare e misurare l’andamento delle tue campagne.
I rapporti possono mostrarti dati interessanti, come i “tassi di apertura”, utili a farti capire quali sono gli oggetti più convincenti. Puoi vedere quali contenuti aumentano il traffico sul tuo sito grazie alla “percentuale di clic”, che indica quante persone fanno clic su un link contenuto nell’email. Le statistiche potranno risultare noiose, ma solo analizzando i dati potremo attuare le strategie più efficaci per creare newsletter e campagne di email marketing migliori.

E infine, puoi usare l’analisi dei dati web per capire cosa fanno le persone sul tuo sito, dopo che hanno fatto clic sui link all’interno delle email. Come sempre, dovresti cogliere ogni opportunità di migliorare l’esperienza sul sito web per i visitatori provenienti dall’email marketing.

Tenete a mente queste cose quando si crea e si invia campagne email. Anche se non necessariamente si garantisce il successo al 100%, vi aiuterà certamente a migliorare i vostri tassi di apertura e il ROI.

L’era delle Recensioni facili

Il web in questi ultimissimi anni ha reso molto più facile per i consumatori trovare informazioni su prodotti o servizi prima dell’acquisto. Queste informazioni spesso, per non dire sempre, rispondono al nome di recensioni: infatti gli attuali consumatori online non si fidano più delle pubblicità, passive e prepotenti, per promuovere i propri prodotti ma si fidano di più delle esperienze altrui, di quei feedback provenienti da persone che effettivamente hanno provato il prodotto o servizio.

recensioni tripadvisor

Siti come TripAdvisor e, i meno famosi, YelpFoursquare, lo stesso Google MyBusiness, sono solo alcuni degli esempi di come il web degli ultimi anni abbia risposto a questo bisogno di “conoscenza”; in uno studio effettuato dalla Harvard Business School, il 90% dei consumatori ammette che le proprie decisioni d’acquisto sono fortemente influenzate da ciò che leggono online.

I siti a marchio TripAdvisor rappresentano la più grande community di viaggiatori del mondo, con 350 milioni di visitatori unici ogni mese e più di 290 milioni di recensioni e opinioni relative a 5.3 milioni di alloggi, ristoranti e attrazioni. I siti operano in 47 Paesi.

Le recensioni online hanno reso il consumatore più “smart” costringendo le aziende a modificare la propria strategia di marketing ovvero, come dicevamo poc’anzi, non è più abbastanza pubblicizzare il proprio prodotto o servizio spiegando quanto sia buono e quanto sia bello ma bisogna soprattutto lavorare in maniera pro attiva per ricevere autentiche recensioni dai clienti.

I limiti del sistema di recensioni

fake recensioniIl valore delle false recensioni è inestimabile. Lo studio della Harvard Business School ritiene che queste siano in grado di influenzare un acquisto o una prenotazione online in modo importante. L’incremento dei guadagni per un albergo o un ristorate con buone recensioni è stimato fra il 5 e il 9%. Di contro, una brutta nomea digitale può avere effetti pesantissimi sul fatturato.

Specialmente nel settore del turismo e della ospitalità, i commenti contraffatti e le recensioni fasulle hanno danneggiato i siti di recensioni online come Tripadvisor o Yelp fin dall’inizio e ancora oggi rappresentano il problema più grande che i brand (e i clienti!) hanno con questi siti. Secondo dati a cura di Gartner, un’azienda che si occupa di ricerca IT, almeno il 15% delle recensioni online non sono attendibili. Del resto un portale come TripAdvisor ha dei limiti strutturali:

  • la redazione non può verificare con precisione tutte le informazioni in esso contenute
  • è possibile scrivere e far scrivere recensioni a pagamento su TripAdvisor
  • presenta alcuni errori geografici (località sbagliate, errata denominazione dei locali, locali sono inseriti nelle città capoluogo di provincia anche se invece sono situati in paesi lontani dal capoluogo
  • alcuni locali compaiono più volte con nomi leggermente diversi
  • i locali chiusi restano in rete a lungo dopo la chiusura
  • locali talvolta ospitano recensioni inappropriate relative alle nuove gestioni che sono subentrate allo stesso indirizzo
  • foto associate a località estranee all’area geografica trattata

Lo scorso dicembre l’azienda è finita nel mirino dell’antitrust: multa di mezzo milione di euro per avere diffuso “informazioni ingannevoli sulle fonti delle recensioni” online, tali da poter indurre in errore una vasta platea di consumatori. Sta lavorando sodo per ridurre al minimo il problema ma, per stessa ammissione della società, evitare le recensioni false in Rete è impossibile. Questa politica però non può evitare il fenomeno dei fake account, ovvero chi descrive un’esperienza positiva “a comando” per favorire un hotel, o negativa, per danneggiare la concorrenza.

Anche Amazon si sta muovendo in questo senso, e intanto ha presentato denuncia contro alcuni portali di false recensioni come buyamazonreviews.com, buyazonreviews.com, bayreviews.net ecc.

3 semplici contromosse

E’ dunque importante per l’azienda monitorare e rafforzare la propria reputazione online per riuscire a fronteggiare e appiattire con forza anche queste situazioni negative. Ecco le nostre 3 contromosse.

  1. Investire sul Social Customer Care 
    Nell’era di Facebook, Twitter, Instagram e LinkedIn, per citare i più diffusi in Italia, la comunicazione aziendale deve investire sul potere della propria community di affezionati, costruttori spesso inconsapevoli della reputazione del tuo brand. Chiaramente le regole cambiano a seconda del canale ma in Italia, a nostro parere, il feedback ideale è innanzitutto su Facebook, imprescindibile averlo: attraverso i commenti ai post, alle foto dei vostri prodotti, alle domande che ponete ai vostri fan.
  2. Dialogare con i clienti o potenziali tali
    Leggere di clienti insoddisfatti pubblicamente su blog o social aziendali è altamente controproducente per la reputazione online del tuo brand, inoltre anche le recensioni negative sono una preziosa fonte di spunti costruttivi. Aprite il dialogo con i vostri clienti, rispondete alle domande, anche a quelle scomode, non cancellate mai un commento negativo perché un cliente insoddisfatto se diventa un cliente ignorato diventerà una pericolosa bomba a orologeria per la reputazione online. Offritevi invece di conciliare la cattiva esperienza con un nuovo prodotto o servizio mostrando attenzione come se il cliente fosse fisicamente lì con voi…
  3. Chiamare all’azione
    Spingete l’utente che vi segue a intraprendere anche attivamente una determinata azione. Se la tua azienda ha per esempio appena lanciato un nuovo servizio, o magari ha appena lanciato la sua app per mobile, fornite chiaramente un link in cui dare la possibilità di commentare e recensire quello che si sta utilizzando, nel caso di un nuovo prodotto offrite dei campioni gratuiti agli influencer del settore con lo scopo di ottenere recensioni. Questa tipologia di azione è fondamentale sia per ricevere un buon feedback da parte dei consumatori sia per trasmettere un senso di trasparenza. Per esempio il fenomeno dei fake account può essere facilmente mitigato se abbiamo un numero elevato di recensioni, le quali possono neutralizzare le eventuali recensioni pilotate.

Don’t panic! In generale, se si dispone di un buon prodotto, non sarà difficile per le persone dire della vostra azienda cose altrettanto positive.

Facebook raggiunge 3 milioni di inserzionisti

Sono oltre 3 milioni le piccole e medie imprese in tutto il mondo che investono attivamente su Facebook: un numero in continua crescita, aumentato del 50% nell’ultimo anno, che testimonia la fiducia delle Pmi nei nuovi strumenti social come opportunità di business. L’Italia è tra i primi cinque paesi a crescere di più su base annua per numero di inserzionisti, in compagnia di Usa, Brasile, Regno Unito e Australia.

Più di un miliardo di persone su Facebook sono connesse almeno a un’impresa a livello globale e, in Italia, l’87% degli utenti ha una connessione social con una piccola o media azienda. In uno scenario dove il digitale è parte integrante della vita quotidiana delle persone e dell’economia, e dove le imprese, di ogni dimensione e settore, devono poter coglierne il valore per mantenere la propria competitività e crescere, Facebook rappresenta il partner ideale per le aziende che solo in Italia possono contare su un bacino di 22 milioni di persone connesse quotidianamente alla piattaforma, di cui 20 milioni da dispositivi mobili – numeri che al mese raggiungono i 27 milioni da desktop e i 25 milioni da mobile.

LE PMI SONO MOBILE
Sempre più persone si rivolgono al web e ai propri dispositivi mobili per scoprire ed entrare in contatto con le aziende per loro più rilevanti, e, quindi, la visibilità online su mobile diventa cruciale per raggiungere il proprio target anche in mobilità. È significativo notare che i 3/4 delle Pagine di PMI attive su Facebook vengono visitate dalle persone tramite dispositivi mobili e che oltre un milione di inserzionisti crea un annuncio pubblicitario direttamente da un dispositivo mobile.
Sempre più persone si rivolgono al web e ai propri dispositivi mobili per scoprire ed entrare in contatto con le aziende per loro più rilevanti, e, quindi, la visibilità online su mobile diventa cruciale per raggiungere il proprio target anche in mobilità. È significativo notare che i 3/4 delle Pagine di PMI attive su Facebook vengono visitate dalle persone tramite dispositivi mobili e che oltre un milione di inserzionisti crea un annuncio pubblicitario direttamente da un dispositivo mobile.
“Facebook partner strategico sul digitale” – Il social network punta da anni a instaurare rapporti consolidati con le aziende di tutto il mondo, tramite servizi dedicati. Del resto, spiega Luca Colombo, country manager Facebook Italia, i nuovi mercati “in cui le PMI si muovono sta cambiando profondamente e questa evoluzione rappresenta una sfida che devono essere in grado di affrontare con gli strumenti adeguati”. Il responsabile per l’Italia del social network sottolinea anche che “ciò è ancora più vero in un ecosistema, come quello italiano, dove il tessuto imprenditoriale è costituito per la maggior parte da Pmi”.

FACEBOOK LANCIA LO STORYTELLING DEL BRAND EFFICACE
Oltre al mobile, sono sempre più le aziende che fanno uso di video come strumento di valore per coinvolgere in modo creativo il proprio target: il numero di video postati per persona è infatti cresciuto del 90% in Italia, e, a livello globale, le visualizzazioni video quotidiane hanno raggiunto gli 8 miliardi e più del 75% dei video visualizzati su Facebook vengono fruiti da mobile. L’esplosione del fenomeno video su Facebook introduce la necessità per le aziende di riconsiderare l’aspetto creativo del video advertsing che rappresenta un’enorme opportunità. Per celebrare il raggiungimento dei 3 milioni di inserzionisti, Facebook ha lanciato un nuovo strumento, il nuovo tool Your Business Story, in grado di offrire alle imprese la possibilità di creare in modo semplice e immediato dei video che raccontino la propria storia di business. Grazie a Your Business Story le aziende possono condividere qualsiasi aspetto del proprio business, per un più efficace storytelling del brand.